Sono 500 gli stranieri arrivati in Valle dal 2014: 291 sono ancora nelle strutture di accoglienza

La Regione ha pubblicato alcuni dati che fotografano il fenomeno dell'accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale giunti in Valle d'Aosta negli anni 2014, 2015 e 2016.
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Sono 500 i cittadini stranieri arrivati in Valle a partire dal 2014 a oggi, 444 dei quali  hanno presentato domanda di protezione internazionale e sono dunque stati accolti nelle strutture di accoglienza reperite sul territorio regionale mediante diversi bandi di gara. Sono questi i dati forniti oggi dalla Regione (​i dati e le tabelle sono consultabili tra le fotografie in testa all'articolo, ndr) che fotografano il fenomeno dell'accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale giunti in Valle d'Aosta negli ultimi due anni e mezzo.

A partire dal luglio del 2014, infatti, anche la Valle d’Aosta si è vista assegnare dal Ministero dell’Interno, nell’ambito del fenomeno migratorio che interessa le coste del mediterraneo, un contingente di richiedenti la protezione internazionale. La quota di trasferimenti assegnata alla Regione dallo Stato, in due anni e mezzo, era di 602 profughi: in questo caso i 500 stranieri accolti rappresentano il 84% della cifra prevista.

Dei 500 arrivati, dunque, 56 cittadini stranieri si sono allontanati volontariamente nei giorni immediatamente successivi al loro arrivo senza presentare domanda di protezione internazionale (soltanto coloro che presentano la domanda di protezione internazionale hanno diritto di essere accolti in una delle strutture di accoglienza approntate). Dei 444 accolti, alla data odierna (27 dicembre 2016) sono ancora presenti nelle strutture di accoglienza 291 richiedenti asilo.

Rispetto alla popolazione valdostana attuale, che ammonta a 128.298 abitanti (i dati in questo caso sono aggiornati al 1° gennaio 2015, ndr), i 500 cittadini stranieri rappresentano lo 0,38% del totale.

I dati anno per anno
Nel 2014 sono stati 4 i trasferimenti in Valle d’Aosta per un numero di 67 profughi, a fronte di una quota complessiva di migranti assegnata alla Regione pari a 153. Nel 2015 i trasferimenti sono stati 5 per un numero complessivo di 128 migranti, a fronte di una quota assegnata di 428. Nel 2016, infine, i trasferimenti sono stati 12, per un numero complessivo di 305 migranti, a fronte di una quota complessiva assegnata pari a 602.

Le nazionalità di provenienza
Le schede statistiche fornite dalla Regione riassumono, per ogni anno e anche in un riepilogo triennale, il numero dei cittadini stranieri assegnati alla Valle d’Aosta suddivisi per nazionalità di provenienza. La Nigeria è il paese con il maggiore numero di persone (105), seguito dal Mali (66), dal Gambia (63) e poi dal Senegal (50). Più staccate la Guinea Konakry (39), la Costa d’Avorio (29), il Ghana (27), l’Iraq (25), il Sudan (23), Eritrea (15), Pakistan (14) e altri paesi dodici che non arrivano alla decina di persone.

Profughi assegnati alla VDA per sesso ed età
Il 97% dei profughi arrivati in Valle, cioè 485 persone, è di sesso maschile, il restante 15% è costituito ovviamente da donne (15): 480 sono maggiorenni e 20 minorenni.

La situazione in relazione alla domanda di protezione internazionale
Dalle statistiche emergono poi i dati di quanti cittadini tra quelli accolti sono ancora presenti nelle strutture valdostane (291) e quale la loro situazione in relazione alla domanda di protezione internazionale: 180 di questi sono in attesa della convocazione, 9 di conoscere l’esito, 91 sono i denegati ricorrenti, 2 hanno ottenuto lo status di rifugiati, 1 la protezione sussidiaria e 8 il permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Tra i 153 che non sono più inseriti nel sistema di accoglienza, sempre relativamente alla domanda di protezione internazionale, al momento dell’uscita dalle strutture, 61 di questi sono in attesa della convocazione, 42 sono i denegati, 10 hanno ottenuto lo status di rifugiati, 2 la protezione sussidiaria e 27 il permesso di soggiorno per motivi umanitari (più altri 11 che rispondono alla voce “altri motivi”).

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