Turismo accessibile: “l’Europa chiede politiche che superino le discriminazioni”

Relatori, esperti, funzionari e rappresentanti politici si sono dati appuntamento oggi, venerdì 9 aprile, al salone polifunzionale "La Gran Place" di Pollein per ragionare di turismo accessibile in montagna.
Il tavolo dei relatori
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Relatori, esperti, funzionari e rappresentanti politici si sono dati appuntamento oggi, venerdì 9 aprile, al salone polifunzionale "La Gran Place" di Pollein per ragionare di turismo accessibile in montagna. L'occasione è stata offerta dal convegno, organizzato per il terzo anno consecutivo, dall'Osservatorio sul sistema montagna "Laurent Ferretti" della Fondazione Courmayeur, dal CSV Onlus e dal Consorzio delle Cooperative sociali "Trait d'Union".

Gli spunti  di riflessione non sono mancati e la sintesi è che, sul tema, rimane ancora molto da fare. "Si è fatto poco fino ad oggi – ha detto Pietro Barbieri, presidente della FISH – "anche perché gli Stati e le regioni non tengono conto della Convenzione Onu per i diritti delle persone disabili. Qui l'Unione europea ci dice che gli Stati devono saper riconoscere le discriminazioni e mettere in atto delle politiche che, in tutti gli ambiti, dall'urbanistica alla salute, dai trasporti all'occupazione, puntino a superarle per garantire il benessere delle persone".

Il passaggio, sottolineato da Barbieri, è forte: i principi generali dichiarati nella Convenzione parlano della necessità di garantire "l'autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie azioni, e l'indipendenza delle persone" introducendo il concetto di indipendenza e facendolo diventare un diritto soggettivo. Diritto che potrebbe portare anche a denunce agite dalle stesse persone contro le amministrazioni e gli enti che non perseguono l'indipendenza delle persone disabili. 

Barbieri, rappresentante di un'organizzazione che si batte per i diritti di cittadinanza delle persone disabili, nella sua risposta ha risposto implicitamente all'Assessore al Turismo Aurelio Marguerettaz che, in precedenza, aveva esortato gli organizzatori a tenere presente la filiera nel suo complesso, coordinando i passaggi tra i diversi ambiti: dall'accoglienza, all'alloggio, al vitto e all'accompagnamento.

La necessità che è emersa durante i lavori è quella di strutturare vere e proprie politiche turistiche che tengano conto del diritto di ognuno a fruire di una vacanza e che mettano in sinergia i diversi attori in campo: i volontari, gli operatori turistici, i professionisti e le istituzioni.

Su compiti ed opportunità dell'Euroregione ha preso invece la parola il presidente della Regione Valle d'Aosta Augusto Rollandin. "Per l'Europa la montagna non esiste, al limite esistono territori svantaggiati. Questo nonostante le regioni di montagna abbiano problemi e peculiarità ben diversi da quelli dei Paesi Bassi e debbano sostenere costi aggiuntivi quando attivano politiche e servizi per le persone. L'Euroregione, in questo senso, è una grande opportunità per ragionare tra territori che vivono condizioni simili per trovare soluzioni congiunte".

 

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