Un naso rosso può cambiare il mondo: l’esperienza di una “clown” valdostana al confine turco-siriano

Nel luglio 2016 Selene Framarin, 31 anni di Aosta, si unisce a Clowns without borders/Clown in un tour nei campi profughi al confine con la Siria. La sua storia sarà al centro sabato in Cittadella di una serata. Nel pomeriggio un worshop gratuito.
Selene Framarin, Clown senza frontiere
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Un naso rosso, il clarinetto e la voglia di provare a cambiare il mondo. E’ il luglio 2016 quando Selene Framarin, 31 anni di Aosta, si avvicina a Clowns without borders/Clown senza confini, l’associazione che dal 1993 porta un sorriso nei luoghi del mondo segnati da un passato di guerra o afflitti dalla piaga della povertà.

A fare conoscere l’attività dell’Associazione alla clarinettista valdostana è stato un ragazzo turco, Güray Dinçol, incontrato durante il periodo di studi nella scuola di teatro fisico Helikos a Firenze, dove la ragazza si avvicina al mondo dei clown. “Güray mi ha invitato a seguirlo assieme alla sua associazione in un tour in Turchia” racconta Selene.

Una settimana di spettacoli e laboratori di clownerie nei villaggi, negli orfanotrofi e nei campi profughi al confine turco-siriano, avendo per base le tre città di Antiochia, Gaziantep e Sanliurfa.
“Tutti noi vediamo in tv o leggiamo sui giornali quello che succede in Siria ma sono sempre notizie lontane verso le quali sentiamo una certa impotenza e non possiamo far altro che assistere inermi –  spiega Selene  – Con questa esperienza ho provato a dare il mio piccolo contributo in una realtà difficile da immaginare. Abbiamo attraversato villaggi dove non c’era nulla, neanche un bagno, e dove il nostro spettacolo è stato l’evento dell’anno. Spesso ci si interroga su quale sia il senso del teatro, io posso dire di aver capito qual è”.

L’azione dei Clown senza confini, composta da professionisti delle arti circensi, è rivolta in primis ai bambini e alle donne. “In un’esibizione ci siamo accorti che le donne erano state relegate in un balcone a guardare lo spettacolo, abbiamo, quindi, iniziato a rivolgerci e interagire con loro, cercando di infrangere uno schema culturale. Non si può cambiare il mondo ma è comunque un innesco di cambiamento che possiamo portare grazie ad un naso rosso, un passaporto riconosciuto in tutto il mondo”.

Dopo l’esperienza avuta nei villaggi turchi al confine con la Siria, Selene Framarin ha deciso di dar vita, assieme ad altre 5 persone, alla compagnia “Clown da valigia” che a breve si trasformerà in un’associazione con la speranza in futuro di poter diventare la sezione italiana di Clowns without borders.

“L’esperienza è stata impegnativa dal punto di vista psicologico, i bambini ci seguivano, spesso da villaggio a villaggio, assistendo più volte agli spettacoli, e quando è stato il momento di andar via, non volevano lasciarci partire. Alla fine di ogni spettacolo diciamo sempre una cosa: “Noi siamo venuti qui per voi e torneremo per voi”.

E Selene, infatti, tornerà da loro la prossima estate. Per supportare l’azione della valdostana e di Clown senza confini l’appuntamento è sabato 28 gennaio alle ore 21 alla Cittadella dei Giovani. Durante la serata verrà proiettato il documentario “Storie di Clown e bambini dal confine turco-siriano" e Selene e Güray Dinçol racconteranno ai partecipanti la loro toccante esperienza. Sempre Selene, assieme al chitarrista Gilbert Impérial, sarà protagonista di un interludio musicale.

Ad anticipare l’evento, un workshop, gratuito, dalle 14 alle 18, destinato a venti persone con un’età superiore ai 16 anni (prenotazioni in Cittadella). “Lavoreremo sulla figura del clown e su come usare le proprie imperfezioni per far ridere, faremo degli esercizi di teatro fisico, dei giochi, per ricordarci di quando eravamo bambini”. 

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