“Una famiglia per una famiglia”: i nuclei coinvolti si sono incontrati e raccontati alla Cittadella

Un momento di condivisione e di scambio tra le famiglie coinvolte nel progetto sperimentale di affido familiare si è svolto venerdì scorso, 2 ottobre, alla Cittadella dei Giovani di Aosta.
I rappresentanti dei proponenti del progetto "Una famiglia per una famiglia"
Società

 

“Nessuna famiglia è senza problemi, ogni nucleo prima o poi si trova a dover affrontare difficoltà o momenti faticosi”. Così ha esordito, nella sua introduzione, Patrizia Scaglia, dirigente dell’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali nel presentare l’incontro tra famiglie organizzato, nell’ambito del progetto “Una famiglia per una famiglia” venerdì scorso, 2 ottobre, alla Cittadella dei Giovani di Aosta.

Il progetto, ancora sperimentale, è un’iniziativa di affiancamento tra le famiglie che supera l’idea tradizionale di affido familiare: ad essere “preso in carico” e sostenuto da una famiglia e dalla sua rete non è il singolo bambino, ma l’intero nucleo. In Valle d’Aosta è stato attivato circa un anno fa dopo le esperienze positive di Ferrara, Como, Parma, Novara e Reggio Emilia, dalla Fondazione Paideia di Torino, in partnership con la Regione Valle d’Aosta, la Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta e il Forum delle Associazioni familiari.

Le famiglie valdostane che hanno deciso di partecipare al momento sono 8: 4 affiancate, ovvero nuclei in momentanea difficoltà, e 4 affiancanti ovvero che cercano di sostenerle attraverso incontri periodici, la condivisione della cura dei figli e il confronto sui problemi. “Speriamo se ne aggiungano altre” è l’auspicio espresso da Laura Rolando, del Forum delle famiglie.

"E’ un progetto importante perché coinvolge direttamente la comunità e in particolare le famiglie: è una modalità nuova di partecipazione dal basso che credo debba essere sperimentata anche in altri servizi sociali del territorio" ha proposto Roberto Presciani, intervenuto in rappresentanza della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta.

L’incontro alla Cittadella è stato organizzato per favorire la conoscenza e il rapporto tra i soggetti coinvolti: le famiglie, le assistenti sociali, i tutor ovvero coloro che hanno il compito di seguire gli abbinamenti. E le voci che si sono levate erano pressoché unanimi: “è un’esperienza di amicizia, prima che di sostegno” hanno ripetuto in molti, “stiamo vivendo l’esperienza delle famiglie allargate di un tempo” hanno sottolineato altri.

A portare la testimonianza di un felice abbinamento è stata anche una famiglia di Novara giunta alla fine del suo percorso. “Abbiamo aderito non senza titubanze” hanno spiegato i due coniugi. “A convincerci il fatto che siamo famiglia che si è costruita da sola, che abbiamo superato grosse difficoltà, anche come coppia, e abbiamo pensato che questo potesse essere un punto di forza”.

 

 

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