Ottima prestazione per il valdostano René Cuneaz alla Maratona di Barcellona, dove ha chiuso al 20° posto assoluto con il tempo di 2h15’08”, al termine di una gara costruita con una progressione costante nella seconda metà.
Per l’atleta valdostano si è trattato di una prova in crescendo. Dopo una prima parte corsa attorno alla quarantesima posizione, Cuneaz ha iniziato a recuperare terreno chilometro dopo chilometro. I passaggi intermedi lo vedevano 37° ai 5 km (16’02”), 34° ai 10 km (31’50”), 35° anche ai 15 km (47’57”) e 38° ai 20 km (1h03’51”).
Dalla seconda metà di gara è arrivata la svolta. Al 25° km Cuneaz era 36° in 1h19’56”, poi la rimonta è diventata sempre più evidente: 32° al 30° km (1h36’04”), 26° al 35° km (1h52’08”) e 23° al passaggio dei 40 km (2h08’11”), prima del 20° posto finale al traguardo con un passo medio di 3’12” al chilometro.
Una gara solida soprattutto nella seconda parte, non così lontana dal personal best di 2h12’48”, stabilito da Cuneaz alla Maratona di Siviglia nel 2022. “E’ stata una gara discreta, – ha spiegato Cunéaz – dagli ultimi allenamenti sapevo di valere 2h13′ – 2h14′ ma non ho guardato troppo il cronometro, perché il percorso era molto impegnativo, con diversi saliscendi, poi soffiava un vento forte. Abbiamo mantenuto un ritmo costante, con un gruppetto, con la seconda delle donne, poi a metà gara ho accusato una punta al fianco e ho dovuto leggermente rallentare tenendo un mio ritmo, e sono rimasto solo. E’ stata una scelta giusta perchè poi man mano ho recuperato posizioni, dal 30°km in poi, finendo quasi sotto le 2 ore e 15 minuti. Direi comunque molto bene”.
Non ha invece concluso la gara come avrebbe voluto, invece, l’altro valdostano al via, Xavier Chevrier, che ha dovuto alzare bandiera bianca tra il 25° e il 30° chilometro. Fino a quel momento la sua prova era stata regolare: 29° ai 5 km (15’33”), 30° ai 10 km (31’03”), 34° ai 15 km (47’00”), 34° ai 20 km (1h03’01”) e 30° al passaggio dei 25 km in 1h19’03”. “Non c’era niente che andava bene, dal secondo km ero a tutta, ad un ritmo che in allenamento tenevo senza problemi, con ogni temperatura”, ha spiegato dopo la gara. “Eppure è stato un calvario, non alzavo i piedi e non ho mai trovato piacere a correre oggi: questa è la maratona, purtroppo, e mi fa incavolare perché sono quattro mesi che ci sto dietro. Mi dispiace perché era tutto perfetto, l’avvicinamento è stato perfetto, qui avevo la mia famiglia e mi è mancato solo il risultato”.
La gara è stata dominata dall’ugandese Abel Chelangat (2h04’57”), seguito dai due keniani Patrick Kabirech Mosin, secondo in 2h05’01”, Jonathan Samanayo Korir, terzo in 2h05’01”.
