Un copione già visto a questi Mondiali. L’Argentina fatica, insegue, ma poi trova la vittoria oltre il novantesimo minuto. È successo due volte ai supplementari, con la favola Capo Verde ai sedicesimi di finale e con la Svizzera ai quarti, è successo con l’Egitto agli ottavi (sotto 0-2, ci ha pensato Enzo Fernandez a segnare il 3-2 nei minuti di recupero), ed è successo di nuovo ieri sera nella semifinale contro l’Inghilterra, con il 2-1 di Lautaro Martinez arrivato al 92° dopo più di un’ora di sofferenza.
La chiave di volta sono stati l’atteggiamento rinunciatario della squadra di Tuchel dopo il vantaggio di Gordon al 55° e i cambi di Scaloni, che hanno ridisegnato la squadra dando più spazio all’infinito Lionel Messi, che con le sue imbucate ha messo in crisi la difesa inglese. Proprio dai piedi della Pulce sono arrivati i due assist per i gol decisivi di Enzo Fernandez e del Toro Martinez, che hanno regalato all’Argentina la finale contro la Spagna in programma domenica alle 21.
Che l’albiceleste arrivasse fino in fondo era abbastanza scontato, ma sembrava scritto che lo scontro decisivo per la Coppa del Mondo fosse contro la Francia, che però ha dovuto cedere ad una Spagna forte ma stranamente sottovalutata alla vigilia.
Anche ad Aosta c’è una nutrita comunità argentina, una parte della quale ha voluto vivere la semifinale in un locale del centro. Una trentina di persone, con una significativa presenza di bambini e donne, tutti rigorosamente con maglietta d’ordinanza o con colori celesti addosso e la faccia dipinta, hanno seguito con apprensione e rumorosamente (e per fortuna hanno coperto la telecronaca di Daniele Adani) le gesta della loro nazionale. Hanno iniziato di gran carriera cantando l’inno a gran voce, ma il primo tempo ha offerto pochi spunti a parte qualche sporadico sussulto.
Nella ripresa l’Argentina parte forte, e ad ogni superamento della metà campo sono urla di speranza, ma l’esultanza vera e propria resta strozzata in gola. La festa lascia spazio al gelo al 55°, quando Gordon approfitta di una dormita del suo marcatore per segnare il gol dell’1-0 inglese. Ma di lì a poco la partita cambia, e anche l’atmosfera nel locale. Prima Spence chiude in maniera impeccabile su Simeone, poi Pickford si supera su Nico Gonzales. Gli argentini valdostani si scaldano ma non possono credere ai loro occhi quando il palo ferma MacAllister (che non è inglese, a dispetto del suo cognome). Ma è il preludio al gol, perché all’85° Messi appoggia per Enzo Fernandez che con un gran tiro da fuori area trova l’1-1 e fa saltare di gioia i 30 argentini (e non solo loro). L’arbitro concede 9 minuti di recupero, e di speranza. Al 91° MacAllister colpisce ancora il palo, ma la palla finisce sui piedi di Messi che di destro pennella per la testa di Lautaro: è 2-1, i tifosi esplodono. Il recupero si allunga al grido di “è finita, è finita!”, ed al 102° possono finalmente partire i canti ed i festeggiamenti degli argentini valdostani.
E domenica ne vedremo delle belle.





