Sochi 2014 come Vancouver 2010. Anche questa volta, come quattro anni fa, i valdostani impegnati alle olimpiadi invernali non sono riusciti a portare a casa una medaglia. Tra gli otto alfieri della nostra Regione – Brignone, Brocard, De Fabiani, Laurent, Pellegrino, Gontier, Brutto e Matteotti – uno dei migliori è stato senz’altro Francesco De Fabiani, autore ieri di un ottimo 25° posto nella 50 km skating, dopo essere stato con i più forti per tutta la gara.
Il giovane gressonaro, dopo il 22° posto nello Skiathlon e il 30° nella 15km a tecnica classica, ha tagliato il traguardo in 1h 47’51”8, a circa un minuto dal vincitore Alexander Legkov (1h 46’55”2) che nella lunga volata ha la meglio sui connazionali Maxim Vylegzhanin (1h 46’55”9) e Ilia Chernousov (1h 46’56”0). Bene anche gli altri azzurri, con 11° Roland Clara (1h 47’28”6) e 16° David Hofer (1h 47’35”7).
Buona olimpiade anche per Elisa Brocard, capace di chiudere con un 13° posto nella 30km a tecnica libera, dopo una serie di risultati altalenanti nelle precedenti prove individuali e a squadre. Esperienza positiva anche per Luca Matteotti che nello snowboard cross è andato a un passo dalla medaglia.
Delusione invece per i risultati ottenuti dalle punte di diamante della truppa rossonera, Federica Brignone e Federico Pellegrino. L’atleta di La Salle, dopo il promettente 11° posto ottenuto nella supercombinata, non è riuscita a concludere né la sua gara preferita, lo Slalom Gigante, né la gara successiva, lo Slalom speciale. Pellegrino, invece, è uscito in semifinale nella sprint individuale e a staffetta. Entrambi hanno soltanto 23 anni, avranno tempo e altre occasioni per rifarsi, così come anche Raffaella Brutto, alla quale l’emozione ha giocato un brutto scherzo nello snowboard cross dov’è finita fuori già nei quarti, e Nicole Gontier, alla quale l’imprecisione al poligono le ha impedito di conquistare il podio nella staffetta del biathlon.
“Abbiamo avuto discipline che si sono dimostrate all’altezza del grande evento – ha commentato il Presidente Fisi, Flavio Roda, tracciando un bilancio dei Giochi di Sochi – e che hanno fatto medaglie, vedi lo sci alpino maschile, lo slittino, il biathlon, altre dalle quali ci si poteva aspettare qualcosa in più. Io credo che, quando si tratta di sport ad alto livello, la differenza la faccia l’organizzazione di uno staff perché soprattutto di quello hanno bisogno atleti che sanno già tutto quello che devono fare a livello tecnico”.
