Tor des Géants, l’attesa è finita: l’avventura è iniziata sotto la pioggia

Ha preso il via questa mattina verso le 10.20 da Courmayeur, sotto il diluvio, quello che viene da tutti considerato l’endurance trail più duro del mondo. Grandi favoriti della vigilia gli spagnoli Iker Karrera e Oscar Perez, detentore del record 2012.
Partenza Tor des Geants 2013
Sport

L’attesa è finita. Ha preso il via con alcuni minuti di ritardo verso le 10.20 di oggi, domenica 8 settembre, sotto una pioggia battente il Tor des Géants, la supermaratona lungo le Alte vie della Valle d’Aosta. Nonostante il maltempo, però, il percorso della gara è stato confermato senza cambiamenti.

Ad accompagnare la partenza dei 740 concorrenti, arrivati da 42 nazioni in rappresentanza dei cinque continenti, per sfidare i "giganti" valdostani sono stati in tanti questa mattina a Courmayeur. Ma la sfida a cui, da oggi e fino a sabato, vanno incontro i partecipanti di quello che viene da tutti considerato l’endurance trail più duro del mondo, è anche contro il sonno, la fatica e le condizioni meteorologiche avverse che molto probabilmente troveranno lungo l’anello di 330 km che si snoda lungo le Alte Vie della Valle d’Aosta.

Volti tirati e bocche cucite tra gli atleti presenti, questa mattina allo start, anche se ieri pomeriggio qualche atleta, durante la consegna ufficiale dei pettorali agli atleti Top, si è lasciato andare a qualche commento, pur senza sbilanciarsi in pronostici. Il campione spagnolo, Iker Karrera (860), indicato dai più come il favorito numero uno alla vittoria finale, è apparso molto concentrato: “Tutti possono vincere questa gara che è imprevedibile. Fino all’ultimo metro bisognerà guardarsi alle spalle. Io sto bene, anche se sento tutta l’emozione della prima volta al Tor”. Chi invece conosce bene questa competizione è il suo connazionale, Oscar Perez (1), che quest’anno deve difendere il titolo conquistato nel 2012: “Ripetersi è sempre difficile. Le condizioni meteorologiche potrebbero condizionare la gara soprattutto nella prima parte del percorso”. Non ha preparato strategie particolari Christophe Le Saux (3), il leone della Guyana francese che dopo un 2° e un 3° posto è alla ricerca della vittoria. “Correrò a sensazione, senza fare troppi calcoli – ha spiegato – poi se starò bene vedremo se sarà possibile fare il grande risultato”. Il connazionale Grégoire Millet (2), invece, secondo lo scorso anno dietro a Perez, ha dichiarato di non voler lottare con i primi: “Non sono un atleta professionista, il mio lavoro è un’altro (è professore all’università di Losanna, ndr) e quest’anno metterò insieme le mie due passioni conducendo dei test fisici mentre corro”. Molto cauto anche Pablo Criado Toca (4), lo spagnolo della Grivel che dopo un 3° e un 4° posto mira in alto, mette le mani e spiega che prima di tutto, “la vera corsa da vincere è contro se stessi”. Attenzione poi allo spagnolo che non ti aspetti, quel Arnaud Julia Bonmati che appena dieci giorni fa si è imposto alla TDS, nell’ambito dell’Ultra Trail du Mont-Blanc. Su di giri, invece, l’americano Nickademus Hollon, scheggia impazzita che potrebbe dare fastidio a molti: “Dopo aver vinto la Barkley Marathon cercavo una gara ancora più dura e l’ho trovata. Non vedo l’ora di partire. A cosa punto? Ad un piazzamento tra il primo e l’ultimo in classifica”.

Molto emozionato, anche perché non troppo avvezzo alle luci dei riflettori, ma allo stesso determinatissimo, Bruno Brunod (869), campione mondiale nello skyrunning negli anni ’90, alla sua prima esperienza su questa lunga distanza, si è detto “pronto a dare battaglia”. Il vero favorito tra i valdostani, però, è il gressonaro Franco Collé (5), quinto nel 2012, che spera di migliorarsi rispetto allo scorso anno e di fare bella figura di fronte ai tanti amici che incontrerà lungo il percorso. Profilo basso, invece, per Abele Blanc: “Non sono un atleta top, farò la mia gara senza troppe pressioni”. Chi sente invece crescere l’ansia da prestazione è Francesca Canepa, vincitrice nel 2012: “Non amo essere la favorita perché non sono molto brava a gestire lo stress della vigilia. Spero di non avere problemi fisici”. Se la dovrà vedere con la spagnola Nerea Martinez, ma anche con l’altra valdostana in odore di podio, Sonia Glarey, oltre che con il solito duo Arrigoni-Pensa, oltre all’outisder Boifava.

La giornata di oggi
Partiti da Courmayeur i partecipanti al Tor attraverseranno il Col Arp per arrivare fino a La Thuile. Da qui la salita al Rifugio Deffeyes e poi al Passo Alto fino al Col Crosatie, per scendere poi a Planaval. I primi sono attesi alla base vita di Valgrisenche già intorno alle 17. La corsa proseguirà poi verso il Col Entrelor. Intorno alle 20 il passaggio a Rhemes-Notre-Dame. Da qui la sfida al Col Lauson e ai suoi 3299 metri. L’arrivo a Cogne dovrebbe avvenire a notte fonda, intorno alle 3 di lunedì 9 settembre.

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