Atteso da tempo è stato licenziato lunedì dalla Giunta regionale il provvedimento che offre una soluzione al problema della carenza cronaca di alloggi per il personale stagionale. Il testo introduce una serie di semplificazioni urbanistiche per il riuso di edifici esistenti, in particolare alberghi dismessi, da adibire a strutture abitative temporanee per lavoratori del comparto turistico.
Oltre a fronteggiare l’emergenza abitativa stagionale senza consumo di nuovo suolo e sostenere le imprese che operano nel settore alberghiero, commerciale e della ristorazione, il disegno di legge spera di attenuare anche le dinamiche di spopolamento che stanno investendo i territori della Regione, con insediamenti definitivi di lavoratori.
La norma consente di recuperare edifici già esistenti, in particolare ex strutture ricettive non riconvertite, ma anche altri immobili, se il piano regolatore del Comune lo consente. Gli edifici riconvertiti saranno qualificati come strutture complementari delle aziende alberghiere in esercizio, gestiti direttamente da queste ultime, anche in forma associata.
Prevista la possibilità di ampliamento del volume fino al 20%, a condizione che non siano stati già beneficiati altri bonus edilizi regionali e che venga rispettato un vincolo di destinazione d’uso di almeno 15 anni.
Per incentivare gli interventi, la legge prevede l’accesso ai mutui agevolati previsti dalla legge regionale 19/2001; semplificazioni urbanistiche, come l’esclusione dall’obbligo di dotazioni verdi e la riduzione del 50% dei parcheggi obbligatori, ma anche deroghe ad alcune norme su urbanistica e imposta di soggiorno.
Sono previste sanzioni amministrative da 1.500 a 15.000 euro per chi dovesse utilizzare le strutture per fini diversi dall’alloggio di personale dipendente; affittasse a soggetti terzi non autorizzati o violasse le condizioni igienico-sanitarie o di gestione.
Una delibera attuativa della Giunta definirà i criteri tecnici, le dotazioni minime e le modalità di controllo.
Il provvedimento prevede un fondo iniziale di 1,4 milioni di euro per il 2025, a valere su risorse già disponibili presso Finaosta Spa, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.