Turismo della montagna: sfide, tendenze e progettualità

In occasione del convegno che si è tenuto ieri a Courmayeur, imprenditori, operatori e politici valdostani e internazionali si sono confrontati sugli scenari, le prospettive e le strategie del turismo della montagna di domani.
Turismo Courmayeur
Turismo

“Il turismo della montagna si sta evolvendo: per questo è importante sviluppare una visione, mettere in campo una strategia condivisa e un’azione comune”. Così l’Assessore Giulio Grosjacques, introducendo il convegno che si è tenuto ieri, venerdì 12 aprile, al Centro Congressi di Courmayeur – organizzato dal Csc Courmayeur con la collaborazione dell’Assessorato regionale al Turismo – per promuovere un confronto su dati, scenari, tendenze e strategie del turismo della montagna di domani. “Le parole d’ordine che caratterizzano la programmazione del futuro dell’attività di amministratori e operatori sono la diversificazione e la digitalizzazione dell’offerta turistica, la sostenibilità, la collaborazione tra stakeholder, la destagionalizzazione e la formazione” ha proseguito.

Dall’Office Régional du Tourisme alla città del futuro Trojena

“Lavorare nel turismo è sempre essere nel cammino” ha affermato il direttore generale dell’Office Régional du Tourisme, Davide Jaccod. In Valle d’Aosta si è tornati ai livelli pre-pandemici, superando la soglia dei 3.709.449 di presenze annue, ma rispetto al 2019, in cui si registrava una soglia appena più bassa, il turista è cambiato. Ci sono allora nuove parole chiave che, secondo Jaccod, permettono di ragionare sul turismo regionale di oggi e del domani: accogliere, condividere, camminare, sperimentazione, ascoltare e imparare. “La sfida costante è superare lo stereotipo con lo stupore, attirando il turista con attrazioni note per poi offrirgli nuove esperienze, patrimoni inattesi e nuovi gioielli.”

Davide Jaccod, Laura Rolle e Denis Falconieri
Davide Jaccod, Laura Rolle e Denis Falconieri

Pensare al futuro della montagna guardando solo alla montagna è limitativo. È importante guardare alla montagna con occhi e modelli diversi” ha detto la co-founder di Blue Eggs Laura Rolle in una riflessione sulle trasformazioni dei modelli di domanda e offerta a partire dai deep trend del futuro. Spaziando tra diversi scenari presenti e futuri(stici) internazionali – dalla città del futuro Trojena all’esperienza del Nakamura Te, dal Sushi Singularity di Tokyo alla guida turistica XBOX sulle location dei videogiochi – Rolle ha osservato come, dal 2018, si sia entrati nell’economia della ricreazione: “Oggi sono centrali il concetto di divertimento e intrattenimento, la caduta del confine tra realtà e finzione ed è possibile ricreare un’esperienza grazie a una tecnologia immersiva e in uno stravolgimento temporale che permette di vivere insieme passato, presente e futuro. Le persone non acquistano un prodotto. Non scelgono un servizio. Comprano un significato”. Espressioni della trasformazione dell’immaginario collettivo e dell’affermarsi di nuovi modelli culturali, gli esempi citati mettono di fronte alle tre sfide che la montagna dovrebbe portare in campo: riscrivere il tipico e il tradizionale, ripensare le relazioni tra i territori andando oltre lo spazio geografico e trovare il nuovo equilibrio tra tecnologia e natura. 

Il turismo della montagna in Valle d’Aosta: progettualità per il futuro

Qual è lo stato di salute del turismo locale e come promuovere la sua crescita?A offrire spunto al dibattito pomeridiano sulle sfide future della regione valdostana sono state le presentazioni di due progetti che stanno ridisegnando il settore turistico. Si tratta in particolare di Crans-Montana in Svizzera, che ha adattato il proprio modello organizzativo presentandosi come un’unica associazione di quattro comuni, e di Madonna di Campiglio che, entrata a far parte dei Territori di Eccellenza di Altagamma, conta oggi 515 operatori turistici privati aderenti alla propria Azienda di promozione turistica che si rivelano fondamentali nel promuovere la destinazione.

“La parola più importante è la sinergia tra i territori che le località di Altagamma hanno già messo in campo per unire le loro professionalità e competenze – ha detto l’Assessore Giulio Grosjacques – sinergia che, se accolta come spunto, ci permetterà di presentarci come prodotto Valle d’Aosta unico.” D’accordo anche il Presidente Associazione Valdostana Impianti a Fune Ferruccio Fournier: “Bisogna trovare un modo per vendere la Valle d’Aosta come sistema, cercando di superare il principio di stagionalità per avere maggiore attrattività e viabilità.” Proposito raggiungibile, secondo il Presidente Celva Alex Micheletto, il Presidente Adava Luigi Fosson e il Presidente Confcommercio Graziano Dominidiato, attraverso la condivisione degli intenti tra pubblico e privato.

A congiungere l’obiettivo della destagionalizzazione turistica ai temi della denatalità e dell’attrattività dei giovani, anche l’Assessore Luigi Bertschy:  “Le nostre politiche non possono che essere destinate alle generazioni del futuro. Se il settore turistico deve crescere, non può farlo solo con carattere stagionale: dobbiamo costruire lavoro di qualità e fare in modo di offrire ai giovani la possibilità di costruirsi un progetto nel territorio della montagna.” Proprio in merito alle professioni della montagna, il Presidente Maestri di sci Valle d’Aosta Giuseppe Cuc e il Presidente Unione Guide Alta Montagna della Valle d’Aosta Ezio Marlier hanno ricordato come la formazione culturale in aggiunta a quella tecnica rendano i maestri di sci e le guide alpine di oggi veri e propri operatori e ambasciatori del turismo valdostano. 

A chiudere la giornata di convegno, il sindaco di Courmayeur Roberto Rota con una doppia suggestione: “Dovremmo pensare allo sviluppo delle APT con il coinvolgimento di privati e a un corso universitario per i manager del turismo.”

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