VIDEO Alla scoperta dei castelli valdostani

Ultima modifica: 13 Febbraio 2020 15:17

Il Castello di Issogne, da raffinata dimora degli Challant a “casa dei sogni” di Vittorio Avondo

Issogne - Sesto episodio della mini serie di brevi tour guidati dei castelli valdostani realizzata dalla redazione di AostaSera.it con la guida turistica Valentina Borre (Guide turistiche Aosta Welcome), il fotografo Simone Fortuna e la videomaker Florence Defawes.

L’austero e modesto aspetto esterno del Castello di Issogne non inganni, perché non rende giustizia alla ricchezza custodita al suo interno. Costruito da Ibleto, deve il suo ritrovato splendore al priore Giorgio di Challant e proprio come per la Collegiata di Sant’Orso ad Aosta è grazie a questo raffinato mecenate che si arricchì di splendidi capolavori. Dopo la morte prematura del cugino Luigi, Giorgio viene nominato tutore del giovane Filiberto, futuro conte di Challant, e proprio per lui trasforma il castello in una lussuosa dimora signorile.

L’attenzione del visitatore, una volta all’interno, viene immediatamente catturata dalla celebre fontana del melograno in ferro battuto posta al centro del cortile interamente decorato da un imponente ciclo di affreschi denso di significati, dono per le nozze di Filiberto con Louise d’Aarberg nel 1502, è un “pasticheartistico: le foglie di quercia sono simbolo di forza, il melograno ricorda la fecondità e la prosperità augurata, mentre le quattro bocche dalle quali sgorga l’acqua sono sormontate da draghi.

Castello di Issogne Foto di Simone Fortuna
Castello di Issogne Foto di Simone Fortuna

Le pareti sono invece ornate dal “Miroir pour les enfants de Challant”, densa composizione araldica con gli stemmi dei membri della famiglia e le alleanze matrimoniali, un esempio per le future generazioni. Nelle lunette sotto il porticato trovano spazio le raffigurazioni di scene di vita rinascimentale che testimoniano il buon governo della famiglia Challant: i soldati giocano a carte e gozzovigliano mentre le armi sono appese alle pareti, il sarto è indaffarato nella sua bottega, lo speziale vende di tutto, dalle erbe agli oli, fino agli infusi mentre attorno “brulica” il mercato, e si incontrano figure come il fornaio ed il macellaio.

Il giardino all’italiana è circondato da mura dove un tempo si potevano ammirare prodi ed eroine, ormai però solo lacerti. Tutta la decorazione è studiata e ideata a scopo didattico ed educativo, concepito per evocare gli antenati della famiglia e le loro virtù.

Gironzolando tra le stanze del castello lo sguardo attento potrà scoprire i numerosi graffiti incisi sulle pareti, dediche e ricordi lasciati dai visitatori nel corso dei secoli, e che ora fanno parte della storia stessa del castello.

Prima di salire il meraviglioso viret in pietra – l’imponente scala a chiocciola – date un’occhiata alla “salle basse”. Qui, il pittore ha dipinto un loggiato molto particolare con colonne in marmo e in cristallo, inframezzate da drappi in finto cuoio impresso, che dilatano lo spazio e ingrandiscono la stanza. Lo sguardo del visitatore corre lungo le pareti e si scorge il vicino castello di Verrès ma anche la lontana Gerusalemme e le croci del Calvario mentre più in là è possibile notare un paesaggio nordico, denso di particolari, costellato da mulini e fiumi navigabili.

Castello di Issogne Foto di Simone Fortuna
Castello di Issogne Foto di Simone Fortuna

Dalla morte dell’ultimo esponente della famiglia Challant nel 1804 il castello venne abbandonato per diversi decenni. Di proprietà di un certo Pierre Gaspard passò poi nelle mani del barone Marius de Vautheleret, ingegnere francese che voleva trasformare il castello in una moderna dimora, sogno che lo manderà in rovina.

Nel 1872 venne acquistato dal pittore torinese, e grande appassionato di Medioevo, Vittorio Avondo che si occupò personalmente di uno scrupoloso restauro e dell’allestimento con l’obbiettivo di restituire alla dimora l’antico splendore voluto da Giorgio di Challant. Una magnifica avventura intrapresa con la sua “lieta brigata” di amici tra cui Alfredo d’Andrade, Federico Pastoris ed i fratelli Giacosa. Avondo aprì al pubblico le porte del castello escludendo però dalla visita l’ala occidentale che diventò il suo appartamento, frequentato durante i suoi numerosi soggiorni.

Uno spazio, ora, dedicato proprio al suo ultimo e illustre proprietario, dovuto omaggio ad un uomo che tanto amò questo castello da donarlo infine allo Stato, con la volontà di passare il testimone ai posteri.

Galleria fotografica a cura di Simone Fortuna

Indirizzo

Piazza Castello, 11020 Issogne (AO)

Orari

Ingresso accompagnato
L’ultima visita viene effettuata 30 minuti prima della chiusura.

  • Da aprile a settembre:
    dalle 9 alle 19, tutti i giorni
  • Da ottobre a marzo:
    aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17
    aperto lunedì 30 dicembre 2019 e lunedì 6 gennaio 2020
    Chiuso dal 9 all’11 marzo 2020

Prezzi

Intero solo castello: € 5,00
Intero Castello + Avondo: € 8,00

Ridotto solo castello: € 3,50 (comitive di almeno 25 persone paganti, studenti universitari, convenzioni specifiche)
Ridotto Castello + Avondo: € 6,00

Ridotto minori: € 2,00 (ragazzi di età compresa fra 6 e 18 anni, scolaresche)

Gratuito:

  • bambini fino a 6 anni non compiuti
  • soggetti portatori di handicap in possesso della certificazione di cui alla legge 104/92 e loro accompagnatori
  • insegnanti e accompagnatori di scolaresche, in proporzione di 1 ogni 10 alunni.
  • possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte e Lombardia.

Possibilità di acquistare abbonamenti per la visita di diversi siti direttamente presso la biglietteria del castello.

Contatti

0125 929373

 

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