Internet vi spia? Non per molto ancora

Avete mai avuto la sensazione che internet sapesse tutto di voi? Per molti aspetti è stato proprio così, ma oggi è in atto una vera rivoluzione digitale che cambierà i social media e la pubblicità digitale.
Facebook vs Apple
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C’era un tempo in cui internet sapeva i vostri interessi e desideri, tanto da sembrare che vi seguisse, passo dopo passo, verso l’acquisto di un prodotto o la ricerca d’informazioni. Attraverso i cookies di terze parti (frammenti di dati degli utenti) siti e-commerce e social media hanno potuto sondare e analizzare gli interessi di tutti i fruitori della rete. Un insieme di dati fondamentali per quello che, in gergo, è definito remarketing cioè, quel sistema che permette di conoscere dati e azioni degli utenti sul web e riproporre loro pubblicità visive (display), in tema con gli interessi dimostrati attraverso le ricerche effettuate. Uno strumento utile, al fruitore della rete, per trovare più facilmente le risposte alle proprie ricerche ma, ancora più utile, alle aziende e alle loro agenzie di pubblicità, per profilare il target e mostrare il prodotto giusto alla persona giusta. Tutto questo, a breve, non sarà più possibile o, almeno, solo in parte!


Apple vs. Facebook

La svolta è arrivata da Apple, il 26 aprile 2021, attraverso l’aggiornamento del suo sistema operativo iOS 14, installato di default su tutti i suoi dispositivi (iPhone, iPad o Mac).

Qual è la novità? La richiesta all’utente di rilasciare il permesso per la trasmissione dei propri dati nel momento di accesso alle piattaforme social e Facebook, in particolare. Una richiesta che, se non accettata attraverso un sistema tutt’altro che immediato, permette agli utenti Apple di entrare sulle piattaforme social in incognito senza rilasciare i propri dati.

Schermata alle

Quali conseguenze? L’impossibilità di profilare l’utenza (remarketing), attraverso interessi e ricerche, inviando loro pubblicità ad hoc. Gli effetti non si sono fatte attendere, considerando che il 35-40% del traffico sui social passa da dispositivi Apple, solo il 13% degli utenti ha accettato di farsi tracciare a fini pubblicitari.

Perché della scelta? La motivazione che ha spinto Apple verso questa decisione riguarderebbe la tutela della privacy dell’utente da una pubblicità sempre più invasiva ma che, dall’altra parte secondo Facebook, danneggerebbe le piccole/medie imprese senza più la possibilità di creare pubblicità mirate su target specifici.

La scelta di Google

La decisione di Apple ha creato un effetto domino che ha travolto anche Google, infatti, nel 2022 anche Chrome, l’internet browser tra i più utilizzati al mondo, bloccherà i cookie di terze passi e, conseguentemente, il passaggio delle informazioni degli utenti a siti esterni.

Davanti a questa situazione si fanno attendere le contromosse delle piattaforme Facebook (Instagram, WhatsApp e Messengers) e dei social media in generale, con il rischio di perdite milionarie in termini di entrate pubblicitarie. Ai crescenti dubbi sul futuro del marketing digitale e dei social media la domanda sorge spontanea: come si trasformerà la pubblicità on line?

Nei prossimi mesi la risposta, con la certezza che il mondo della pubblicità sarà profondamente cambiato.

 

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