C’è stato un tempo in cui la pizza si mangiava seduti, a casa o al ristorante. Non esisteva l’idea di prenderne un pezzo al volo, gustarla camminando per strada. A portare ad Aosta il simbolo per eccellenza dello street food italiano è stato Giuseppe Conte, maestro imprenditore, scomparso nella notte fra sabato e domenica all’età di 83 anni.
Nato in Molise, a San Pietro Insine, arrivò in Valle d’Aosta per il servizio militare. Divenne sergente degli alpini alla Caserma Battisti e proprio in quegli anni conobbe a Roma quella che sarebbe diventata sua moglie. Insieme decisero di stabilirsi definitivamente in Valle d’Aosta nel 1971, iniziando una nuova vita.

Dopo aver vinto il concorso come insegnante elementare, per alcuni anni viaggiò quotidianamente in treno da Aosta a Ivrea per insegnare. Successivamente approdò alla scuola elementare di Saint-Martin-de-Corléans. Burbero all’apparenza, sapeva creare un rapporto speciale con i suoi alunni, tanto da essere ricordato con affetto da intere generazioni.
In quegli anni ebbe un’intuizione destinata a lasciare il segno: aprire la prima pizzeria al taglio ad Aosta. Erano gli anni Settanta quando, in via Croce di Città, nacque un’attività che allora non aveva precedenti in città. In seguito affidò la gestione al fratello Gino. L’esperienza continuò poi in via Porta Praetoria e, nel 1988, con “Il Puffo” in via Abbé Gorret, locale che portò avanti per circa un decennio.
Dietro al successo della pizzeria c’era anche una forte dimensione familiare: la moglie Vittoria Cortellessa rappresentava il braccio operativo, impastando e preparando le pizze, mentre Giuseppe era la mente. Il locale diventava un luogo di incontro, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando Giuseppe usciva da scuola. Oltre a servire i clienti amava fermarsi a parlare con loro. In quei momenti era, come raccontano oggi i figli, la persona più felice del mondo.
Accanto al lavoro e all’insegnamento, coltivò per tutta la vita la passione per la musica. Autodidatta, suonava trombone, clarinetto e pianola. Fu tra i primi a portare la musica nelle scuole elementari in modo innovativo, proponendo anche canzoni in inglese.

Nonostante i problemi di cuore che lo portarono a una pensione anticipata, non smise mai di essere attivo. Continuò a dare una mano, nella gestione delle attività dei figli, oltre a dedicarsi al suo amato orto. Curioso fino all’ultimo, studiava russo ancora pochi mesi fa, per poter comunicare meglio con la moglie del figlio.
L’ultimo saluto a Giuseppe Conte si terrà domani, mercoledì 1 aprile alle ore 14.30 nella Chiesa dell’Immacolata ad Aosta. Conte lascia la moglie Vittoria, i figli Luciano, Gianpiero conosciuto come “Geppo” e Alessandro, i nipoti Daniel e Gabriel, il fratello Mario e la sorella Pasqualina.
