Pauli e Henri Toivonen, padre e figlio vincitori al Rally di Monte Carlo a vent’anni di distanza

Esattamente quarant'anni fa, dopo 36 speciali, Henri Toivonen e Sergio Cresto vincevano il 54° Rallye Automobile Monte Carlo. Vent'anni prima, nel 1966, a vincere il "Monte" era stato il padre di Toivonen, Pauli. Ma il destino per Henri, in pochi mesi, sarà avverso.
La Lancia Delta di Toivonen - Cresto al Relly di Monte Carlo 1986
Gioie e Motori

La cinquantaquattresima edizione del “Rallye Automobile Monte Carlo” va in scena dal 18 al 24 gennaio 1986, esattamente quarant’anni or sono. Al via, come sempre, il gotha della specialità. Con le performanti e pericolose “Gruppo B”, ecco Timo Salonen – Seppo Harjanne, Juha Kankkunen – Juha Piironen, Bruno Saby – Jean-François Fauchille sulle Peugeot205 Turbo 16 E2”, Walter Röhrl – Christian Geistdörfer, Hannu Mikkola – Arne Hertz, a bordo delle AudiQuattro Sport E2”, Markku Alen – Ilkka Kiwimӓki, Henri Toivonen – Sergio Cresto (qui nella foto di rallyssimo.it), Miki Biasion – Tiziano Siviero sulle LanciaDelta S4”, Tony Pond – Rob Arthur, Malcolm Wilson – Nigel Harris sulle MGMetro 6R4”, senza contare piloti come Michelle Mouton, Jean-Claude Andruet, Salvador Servià, solo per fare qualche nome.

La gara è come da tradizione impegnativa, d’altra parte è la prova regina del Mondiale. Dopo 36 speciali vincono Toivonen – Cresto, con un margine che oggi definiamo di altri tempi, proprio nel senso letterale del termine. Il distacco patito da Salonen – Harjanne è di 4’04”, mentre Mikkola – Hertz chiudono a 7’22”. Un nome come Kankkunen termina addirittura a quasi mezz’ora. È la consacrazione per il trentenne Henri, che si impone, tra tanti campioni, come un talento purissimo, un diamante di tecnica e agonismo.

I bene informati all’epoca affermano che la “Delta S4”, già potente di suo, presenta ancora un boost a disposizione del pilota e che Toivonen è il solo ad azionarlo governando la vettura. Purtroppo la sua corsa finisce, insieme a quella del coéquipier Cresto, al “Tour de Corse”, dove un incidente stronca la vita e l’avvenire dei due. È la tragedia che pone fine alla folle avventura delle “Gruppo B”.

Rally e Formula Uno hanno vissuto, a mio parere, un parallelo tutt’altro che azzardato: la fine drammatica di due fuoriclasse, Henri Toivonen e Ayrton Senna, accomunati dal talento e dal destino avverso, che li hanno consegnati alla leggenda.

Vent’anni prima, nel 1966, a vincere il “Monte” era stato il padre di Henri, Pauli, navigato da Ensio Mikkander, su Citroën “DS21”. In quell’occasione, i distacchi si erano rivelati minimi, sempre per i canoni dell’epoca. René Trautmann – Jean-Pierre Hanrioud terminarono a soli 46”, mentre Ove Andersson – Rolf Dahlgren chiusero a 1’24” completando il podio, entrambi su Lancia “Flavia Coupé”.

Quinti si piazzarono gli indimenticati Leo CellaLucianoYoghiLombardini, su Lancia “Fulvia”. L’edizione del 1966 si segnalò alla storia del “Monte Carlo” per la squalifica delle tre Mini “Cooper S”, in quel periodo dominanti, causa proiettori non regolamentari, alimentando polemiche e dibattiti annosi.

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