Pensare bene per vivere meglio di Nicoletta Savoye |

Ultima modifica: 18 Giugno 2019 11:08

Come aiutare i bambini ad affrontare la loro rabbia

Aosta - Spesso l’adulto, insegnante o genitore che sia, fa fatica a gestire una situazione del genere, provando egli stesso rabbia e frustrazione, e impedendo al bambino stesso di esprimere quest’emozione in modo appropriato.

Rabbia

Oggi dedichiamo un po’ di tempo per conoscere una particolare emozione: la “rabbia” ed in particolar modo la rabbia nel bambino.
Ebbene sì, quando ci troviamo di fronte alla manifestazione di questo stato d’animo, non sempre sappiamo come comportarci.
Spesso l’adulto, insegnante o genitore che sia, fa fatica a gestire una situazione del genere, provando egli stesso rabbia e frustrazione, e impedendo al bambino stesso di esprimere quest’emozione in modo appropriato.

Come possiamo, quindi, noi adulti prevenire le esplosioni di collera e nello stesso tempo favorire una buona autostima nel bambino?
Ecco alcuni suggerimenti.
Innanzitutto la rabbia è un’emozione naturale, ma se mal gestita può portare ad emettere comportamenti scorretti come per esempio fare del male agli altri, rovinare le cose, prendere in giro, fare del male a se stesso.
Il primo passo da mettere in atto è farlo sentire importante ed apprezzato per quello che è. Per raggiungere questo obiettivo è utile dargli messaggi molto chiari e diretti. Ti faccio degli esempi: “mi piaci come sei”, “vieni a raccontarmi …”, “vieni a sederti qui un momento”, “come stai?”, quando gli parli toccagli la spalla, guardalo, sorridigli, chiamalo per nome. Prendi l’abitudine di chiedergli un qualcosa legato ad un evento che lui stesso ti ha raccontato precedentemente.

Un altro aspetto importante, che si tende spesso a sottovalutare, sono gli apprezzamenti positivi “mi piace quello che stai facendo”, “stai disegnando proprio bene”, “è proprio bello passare del tempo con te”. Pensa che dovremmo fare una critica ogni cinque elogi! Inoltre riconoscere un comportamento corretto aumenta la possibilità che esso venga messo nuovamente in atto.

Cerchiamo anche di porre l’attenzione sul comportamento senza usare etichette, per esempio è più utile dire “grazie e brava per aver riordinato la cameretta”, piuttosto che dire “sei una brava bambina”, questo messaggio potrebbe essere controproducente, perché se sono “avaro” di complimenti, il messaggio che la bambina potrebbe ricevere, potrebbe essere interpretato come “mi vuole bene solo quando faccio tutto come vuole lei”.

Inoltre è necessario non fare confronti, concediti il tempo per spiegare e ai bambini il tempo per apprendere e ricordati che i cambiamenti non avvengono da un giorno all’altro.
Quando un bambino manifesta rabbia, dietro a questa emozione c’è un pensiero legato alla paura, per esempio di non farcela, di non capire, di sbagliare, di non essere amati, di non essere voluti da altri bambini, di non essere adeguati alla situazione, di perdere.
Mettere in pratica questi piccoli consigli può essere estremamente utile ed essere un primo passo verso la gestione di questa emozione difficile, ma ricordati che la prima cosa da fare, per far sbollire la rabbia e far aumentare l’autostima del bambino, è trascorrere del tempo in sua compagnia, un tempo di qualità e non di quantità, e … ascoltarlo.
Prenditi il tempo per stare insieme … e tutto può diventar più semplice.

Per ulteriori informazioni:

Nicoletta Savoye

346 2203071

Riceve su appuntamento in località Amerique, 9 Quart

Sito web

Pagina Facebook

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>