Lady Barbara, accordi ereditati e musica condivisa

Il ritratto di Barbara Matteucci alias Lady Barbara. Dalla musica classica al liscio, con il padre Antonio e la mamma Giacomina, fino alla School Music by Lady Barbara.
Lady Barbara, Barbara Matteucci
Ritratti

Ci sono accordi che non si imparano: si ereditano. Una simultaneità di suoni percepiti come un’unica armonia che, nei passaggi difficili, ti aiuta a restare in piedi. Per Barbara Matteucci quegli accordi hanno il suono della fisarmonica di suo padre Antonio, il ritmo del liscio che attraversa le feste di paese, la memoria viva di una comunità che si ritrova. Ma soprattutto sono l’espressione di una promessa silenziosa, imparata presto: bisogna sempre continuare a suonare.

È conosciuta da tutti come Lady Barbara: una bella donna con una folta chioma di capelli ricci color rosso mogano e un sorriso dolce che non distrae, ma accoglie. È di una bellezza che non chiede spazio, perché è la sua energia a riempire la stanza: una forza quieta, profonda, contagiosa. La stessa che attraversa la sua musica.

Ha cominciato a studiare musica a sette anni. È il padre – fisarmonicista e maestro di corale – a indicarle la strada. Le prime lezioni sono con Pol Marcella, poi con il maestro Renato Arnod, con cui prepara il pianoforte per l’ammissione al Conservatorio. Tutto sembra orientato verso la musica colta: rigore, studio quotidiano, sacrificio. Il liscio, allora, resta ai margini. “Arrivavo dalla musica classica. Sembrava un altro mondo”, racconta.

Quando l’esame di ammissione al Conservatorio non va come sperato, Barbara non arretra. Resta ferma sul punto, studia ancora di più da privatista e riesce infine a diplomarsi al Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria. È una lezione che diventerà parte della sua grammatica interiore: la musica non è solo talento, è perseveranza.

Lady Barbara, Barbara Matteucci
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Il passaggio decisivo arriva nel 1990, quando – ancora una volta su impulso del padre – nasce il trio Tony & Barbara. “La e stava per mia mamma, Giacomina”, racconta. Per anni anche lei è sul palco con loro, poi sceglierà di fermarsi: “Ora preferisce viaggiare”. Una famiglia intera che suona insieme, finché può.

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Con il trio arriva una nuova stagione: serate, feste patronali, balli a palchetto. Appuntamenti che non sono semplici esibizioni, ma veri riti popolari. Sul palco Barbara cambia pelle. “Ero timidissima. Ma quando salivo sul palco mi trasformavo”. In quello scambio diretto con il pubblico, nell’aria che vibra sotto i passi dei ballerini, il liscio smette di essere un genere musicale e diventa una casa. “Ora quella musica è la mia vita”.

Negli anni Barbara scrive. Compone musiche e spesso anche le parole. In italiano e in patois. Nascono La Reina, Aosta mia. E poi Mi paise, in dialetto calabrese, dedicata ai nonni: un modo per tenere insieme le radici, per trasformare la musica in racconto. Anche qui non c’è mai solo intrattenimento, ma memoria condivisa.

Accanto ai palchi cresce un altro progetto, forse il più duraturo. Con il sostegno del padre nasce School Music by Lady Barbara. Una scuola costruita lentamente, lezione dopo lezione. Qui si insegnano Teoria e solfeggio, anche per la preparazione agli esami, pianoforte, tastiera, fisarmonica e canto.

Lady Barbara, Barbara Matteucci
Lady Barbara, Barbara Matteucci

“Da anni mi dedico alla mia scuola, tra Aosta e Saint-Marcel L’età degli allievi va dai quattro, cinque anni fino agli ottant’anni. Sono corsi individuali e collettivi per i quali a volte mi avvalgo della collaborazione della Clicca di Aosta”. E non sono semplice corsi, ma percorsi formativi, aperti anche a ragazzi con disabilità, dove la musica diventa spazio accessibile, relazione, ascolto.

Nel 1997 prende forma l’orchestra Lady Barbara. I musicisti all’inizio sono quattro, oggi sono sette. Il trio cambia nome, ma non perde l’anima. Da undici anni, accanto a Barbara sul palco non c’è più suo padre. Era il 14 aprile: “Mi chiedevo “Come potrò continuare ora che non c’è più?” Avevo paura di non farcela senza di lui”. Una paura che toglie il fiato, ma che regala una nuova consapevolezza che regala forza: “Ma so che lui c’è. Sempre”.

Lady Barbara, Barbara Matteucci
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Andare avanti, per Barbara, significa continuare a suonare, come se ogni serata fosse una delle tante nelle quali offrire alla gente buona musica, un momento di svago e un’occasione per stare insieme.

Poi la pandemia. Le balere chiuse, le feste sospese, il silenzio dove prima c’erano applausi. Una prova economica, ma soprattutto identitaria. È in quel tempo fragile che nasce, a distanza, un brano scritto insieme a Marco Vigna de La Clicca de Saint-Martin-de-Corléans: “Lontani ma vicini per ricominciare”. Un titolo che è già una dichiarazione di resistenza. La musica, ancora una volta, non si ferma.

Dal 1983 Barbara vive a Saint-Marcel, una comunità che l’ha accolta e che lei ha scelto di abitare pienamente. Oggi è anche consigliera comunale. “Mi piace impegnarmi per il mio comune. Amo le tradizioni, aiutare gli altri, stare in mezzo alla gente. Fare parte di una comunità”. Nei piccoli paesi non è un ruolo: è una responsabilità quotidiana. O, conoscendo Barbara, un’altra forma di passione.

Lady Barbara, Barbara Matteucci
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Dopo quasi 50 anni di musica, per Barbara c’è ancora uno sguardo rivolto avanti: “Il mio sogno sarebbe far vivere in maniera diversa, più armonica e più coesa questo patrimonio collettivo, che è rappresentato dai tanti musicisti valdostani e dalla loro musica, costruendo un progetto comune, insieme agli altri colleghi”.

Perché la musica, quando è condivisa, diventa eredità viva.

E nella sua quotidianità continuano a risuonare quegli accordi e ad essere un qualcosa su cui lavorare ancora. Non solo il dolce ricordo della fisarmonica del papà, né soltanto il ritmo del liscio che unisce generazioni. Sono la storia di una donna che sulla musica ha costruito la sua vita, è riuscita a trasformarla in una scuola aperta a tutti ed è stata capace di dare voce e ritmo ad una comunità. Sono gli accordi che Barbara ha ereditato ed è riuscita a trasformarli in un patrimonio di tutti.

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