Nasce al Don Bosco un gioco di carte semplificato adatto a bambini e disabili

Il gioco e il progetto sono stati illustrati alla stampa nella mattina di ieri in un’aula dell’Istituto Salesiano alla presenza del Direttore dell’Istituto Don Silvio Priod, degli insegnanti coinvolti, di Gianfranco Nogara e Andrea Bruni dello Csen.
Società

Si chiama “CromatiC” ed è un nuovo “gioco adattato” con carte colorate rivolto a tutti e, in particolare, ai bambini in età prescolare e ai ragazzi e alle persone con disabilità cognitive. A idearlo, realizzarlo e sperimentarlo è stata l’équipe di insegnanti del progetto “Inclusione” promosso dall’Istituto Don Bosco di Châtillon Sergio Garzotto e Caterina Bertoldo.

Il gioco e il progetto sono stati illustrati alla stampa nella mattina di mercoledì 27 gennaio in un’aula dell’Istituto Salesiano alla presenza del Direttore dell’Istituto Don Silvio Carlin, degli insegnanti coinvolti, di Gianfranco Nogara e Andrea Bruni, rispettivamente Presidente dello Csen della Valle d’Aosta (Centro Sportivo Educativo nazionale) e Responsabile dell’Ufficio Progetti dello Csen nazionale.

“Da anni lavoriamo sull’inclusione dei ragazzi con disabilità che accogliamo perché vogliamo che si sentano parte di questa scuola e non ai margini” ha spiegato in apertura Silvio Carlin. “Il fatto che lo presentiamo adesso, è un omaggio al nostro fondatore, San Giovanni Bosco, che festeggiamo alla fine di gennaio insieme a Sant’Orso.

“Cromatic – ha spiegato Sergio Garzotto – è nato dall’esigenza di avere un gioco di carte ideale per i ragazzi disabili inseriti nella scuola. Visto che non lo abbiamo trovato in commercio lo abbiamo inventato. Il mazzo di carte è una semplificazione del gioco “Uno” e si basa sull’identificazione dei colori”.

Il Centro sportivo educativo nazionale della Valle d’Aosta ha poi collaborato nella valorizzazione di questo gioco e nella sua promozione. Realizzato in 200 esemplari, il gioco è, infatti, disponibile per gli enti e le associazioni per le realtà che vorranno provarlo e introdurlo nella loro realtà. Il Csen nazionale si è invece impegnato a proporlo a livello nazionale in plessi scolastici desiderosi di lavorare sull’inclusione.

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