Reddito minimo di inclusione, via libera dalla V commissione alla proposta di legge

Sul nuovo testo dell'iniziativa è arrivata l'astensione dei gruppi di minoranza di Alpe, Uvp e M5S che hanno ritirato le firme.
Politica

Arriverà in aula nella seduta del 7 e 8 di novembre la proposta di legge sul reddito minimo garantito, licenziata questa mattina dalla V Commissione consiliare. Sul nuovo testo i gruppi di minoranza di Alpe, Uvp e M5S, che hanno deciso di ritirare le firme, si sono astenuti.

Il sussidio previsto, operativo dal 2016, è di 550 euro per un massimo di 5 mesi, con un’eventuale prosecuzione di tre in caso di tirocinio lavorativo Tra i requisiti per l’accesso alle misure figurano l’età (30 anni compiuti), la residenza (in Valle d’Aosta da almeno 36 mesi), l’Isee non superiore a 6 mila euro e l’aver lavorato per un minimo di 365 giorni nei 5 anni antecedenti la presentazione della domanda.

"Questa legge – riferisce il Presidente della quinta Commissione, Claudio Restano – è una prima risposta a chi si trova in situazioni di difficoltà economica. È un punto di partenza che pone al centro l’inclusione sociale attraverso il reinserimento nel mercato del lavoro. Per l’accesso a tale misura, che è limitata nel tempo, vi deve infatti essere la disponibilità del soggetto ad accettare un’offerta di lavoro, a partecipare a programmi di formazione e a tirocini."

Soddisfatta la relatrice, Carmela Fontana. "Ci rendiamo conto che le aspettative della comunità sono più alte e che la legge non è perfetta, ma crediamo che, in un momento di crisi come questo, l’aver trovato risorse per 1,4 milioni di euro da destinare al reinserimento di chi ha perso il lavoro sia importante. Inoltre, abbiamo incluso tra le categorie di lavoratori anche gli autonomi, con Partita Iva aperta, che si trovano in una situazione di disagio."

 

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