"Il reddito minimo garantito è una bella idea, però in ritardo di anni e con pochi fondi per darle gambe in un periodo di grave crisi economica e sociale, che perdura ormai da anni nonostante “l’oracolo” Renzi continui ad annunciarne la fine". E’ questa la posizione de L’Altra Valle d’Aosta sulla proposta di reddito minimo della maggioranza regionale.
"Strumento del welfare per intervenire nelle crisi economiche e sociali laddove manca il lavoro – spiegano i portavoce, Carola Carpinello e Andrea Padovani – Il reddito minimo garantito presenta diverse tipologie, per esempio il reddito di inclusione (la proposta del PD) che garantisce una somma mensile, alcuni servizi gratuiti e un percorso per il recupero lavorativo. Dà dunque la possibilità a disoccupati, inattivi e persone con redditi bassi di affrontare i problemi della vita quotidiana. La proposta di legge, dalla quale ha fatto bene a dissociarsi tutta l’opposizione in consiglio regionale “per lo stravolgimento del progetto “ concordato prima del passaggio del PD nella maggioranza, non garantisce né una durata nel tempo adeguata, e che permetta alla persona di guardare al futuro con un po’ di serenità, né una somma aggiornata alla soglia di povertà attuale".
"Non si vuole certo mettere in dubbio la bontà delle intenzioni – concludono Carpinello e Padovani – ma la scarsità di risorse messe a disposizione dimostra che nulla è cambiato nelle priorità di questa Giunta e conferma la mancanza di lungimiranza del Presidente Rollandin quando nel 2008, appena rieletto, non ha portato avanti la proposta di reddito minimo garantito che la Giunta precedente, sempre a maggioranza unionista, aveva predisposto con i sindacati e le parti sociali, compresa la Confindustria. Ribadiamo che il reddito minimo garantito, se non è accompagnato da politiche di lotta alla disoccupazione, non risolve affatto la crisi economica, ma rischia di diventare una misura meramente assistenzialista o, peggio ancora, una misura assistenzialista e clientelare."
