Anche per il 2015 il Comune di Aosta rischia di sforare il patto di stabilità

Gli uffici comunali sono impegnati in questi giorni nella definizione degli equilibri di bilancio che dovranno essere approvati entro fine ottobre.
Il municipio di Aosta
Politica

Anche per il 2015 Aosta rischia di sforare il patto di stabilità. E questo nonostante le novità introdotte dal Governo nei mesi scorsi che aveva ridotto dal 15,7 all’8,6 la percentuale utilizzata per la definizione del patto, dimezzando il saldo obiettivo per il Capoluogo regionale da 8,4 a 4,9 milioni. Gli uffici comunali sono impegnati in questi giorni nella definizione degli equilibri di bilancio.
“Il patto di stabilità rimane una spada di Damocle” spiega l’Assessore comunale al Bilancio, Carlo Marzi “Il problema vero rimane sul lato investimenti, il Comune di Aosta negli ultimi anni ha avuto la possibilità di indebitarsi per fare degli investimenti importanti ora non è che in uno o due anni che si risolve il problema”.

La delibera sulla salvaguardia degli equilibri verrà portata in Giunta nelle prossime settimane per arrivare poi in Consiglio entro fine ottobre. “Abbiamo iniziato a ragionare di bilancio il giorno dopo la formazione della nuova Giunta. Ci troviamo in un momento molto serio sul bilancio perché i problemi ci sono anche sulla parte corrente affossata dalla creazione di un fondo sui residui”.

Un’ancora di salvezza per il Comune di Aosta potrebbe arrivare dagli spazi di solidarietà orizzontali previsti dalla Regione per il patto 2015 ma bisognerà vedere se ci saranno enti disposti a cederli. Un’altra carta da giocare è quella della contrattazione politica con Piazza Deffeyes. In passato e nel recente presente non è in verità servita a molto. Per il 2013, primo anno di sforamento del patto, Aosta tra le varie sanzioni ha registrato quest’anno un minore trasferimento dalla Regione di 843.468 euro, disincentivo finanziario che al momento pende su piazza Chanoux anche per il 2016. Nei mesi scorsi il Presidente Rollandin aveva annunciato la volontà, dopo l’accordo con lo Stato sul patto di stabilità regionale, di eliminare le sanzioni agli enti locali inadempienti, ma ad oggi non è arrivata nessuna delibera di Giunta che va in questa direzione. “Confidiamo nella possibilità di presentarci davanti alla Regione in maniera umile, auspicando in un rapporto collaborativo” aggiunge Marzi.

In questo quadro di difficoltà finanziarie la strada da percorrere non può essere che quella di risparmiare. Nei mesi scorsi, con l’azzeramento di alcune importanti manifestazioni e la riduzione di altre si è avuto un piccolo assaggio di quello che aspetta i cittadini aostani nei prossimi mesi. Dalle manifestazioni la spending review è proiettata sulla politica tariffaria e sui servizi. A passare sotto la scure dei tagli sarà con ogni probabilità nei prossimi mesi il servizio mensa dei dipendenti che vale 230mila euro all’anno. L’appalto scade a fine anno. “Il servizio è stato finanziato solo per quest’anno poi avevamo già annunciato che avremmo dovuto fare dei ragionamenti” ricorda l’Assessore. Per procedere in tal senso però c’è bisogno che la macchina amministrativa venga rimessa in moto a cominciare dal suo segretario generale. Un’eventuale decisione di soppressione o riduzione del servizio mensa dovrà poi passare necessariamente attraverso la contrattazione sindacale.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte