Ancora oggi sono molteplici le ragioni che giustificano l’impegno forte e attento del mondo sindacale in ambito lavorativo: stipendi e pensioni non ancora adeguati, mancanza di servizi impostati maggiormente sulla famiglia e fasce deboli della società, la precarietà lavorativa, i trasporti, violenza. Un ventaglio di rivendicazioni che si fanno più forti se rapportate al mondo femminile. La gravidanza, infatti, pregiudica ancora la crescita professionale delle donne, costrette a rinunciarvi o a bloccare un percorso avviato, e il tema della violenza tra le mura domestiche è sempre attuale, anche in Valle d’Aosta.
“Vogliamo far riflettere in maniera non consumistica sull’importanza di questo evento e delle rivendicazioni che ancora ci sono” hanno evidenziato le responsabili sindacali.
Sabato 8 marzo saranno diverse le iniziative:
ore 9-12 distribuzione di mimose nei reparti dell’ospedale
ore 9-11 Incontro con gli studenti dell’Istituzione scolastica classica e artistica di Aosta
ore 10-12 Banchetto in piazza ROncas ad Aosta
ore 16-18 distribuzione di mimose alle popolazione
ore 18,30-20 Al teatro Giacosa di Aosta concerto con il cantautore valdostano Davide Mancini
Il mondo del lavoro femminile in Valle d’Aosta
In Valle d’Aosta (dato 2006) la popolazione femminile in età lavorativa (15-64 anni) ammontava a circa 40.200 unità, pari al 49% del totale. La forza lavoro femminile era di circa 24.500 unità, di cui 23.600 occupate e circa 1000 unità in cerca di occupazione. Il tasso di disoccupazione era pari al 3,8%. Una situazione migliore rispetto ad altre realtà: la partecipazione femminile al mercato del lavoro era infatti, insieme alla realtà di Bolzano, su livello superiori sia rispetto alla partecipazione sia con riferimento all’occupazione. Gli indicatori regionali segnalano inoltre che il Valle la partecipazione femminile al mercato del lavoro è di circa 10 punti percentuali superiore al dato medio nazionale, mentre il tasso di occupazione è maggiore di 12 punti percentuali rispetto al dato nazionale. Tuttavia il segmento femminile della forza lavoro permane sottorappresentato nel mercato del lavoro regionale, distribuito in maniera disomogenea settorialmente e professionalmente. Al 2006 le donne presentavano un’incidenza pari al 55% tra le persone in cerca di lavoro.
