Via Sant’Anselmo ‘declassata’ a favore dei commercianti

Due anni di lavori nel centro di Aosta causeranno disagi agli operatori economici delle vie interessate. Per ovviare al problema il Comune approva la delibera per l'esenzione dell'imposta di pubblicità e abbassa i costi per 'dehor' ed espositori.
Piazza Arco d'Augusto
Economia
Esenzione per l’imposta sulla pubblicità e minori spese per la tassa relativa al canone di occupazione del suolo pubblico. Sono i due interventi che l’amministrazione comunale di Aosta ha messo in campo per ovviare ai disagi cagionati ai commercianti di via Sant' Anselmo e vie limitrofe per i lavori cominciati lo scorso 16 febbraio e che interesseranno tutta la via, 300 metri circa dall’Arco d’Augusto fino alle Porte Pretoriane. I lavori avranno una durata di circa due anni e prevedono la costruzione di un tunnel sotterraneo, nel quale sono destinate a passare tutte le reti tecnologiche, ad esclusione delle tubature del gas e la ripavimentazione della via con gli stessi materiali impiegati in via Aubert.

Si tratta di interventi che fanno seguito ad incontri avuti con i commercianti, con il comitato di zona e con l’Ascom – ha spiegato l’assessore comunale alle Finanze, Mauro Baccegae che rappresentano un risparmio notevole per gli operatori commerciali”.

In particolare le misure adottate dal comune di Aosta prevedono l’esenzione per l’imposta sulla pubblicità nelle vie Antica Vetreria, Sant' Anselmo, St.Orso e p.zza Arco d’Augusto oltre al declassamento dalla classe 1 alla classe 4 delle stesse vie rispetto ai canoni di occupazione del suolo pubblico relativi a dehors e espositori. A tradurre in cifre la delibera è stato lo stesso Baccega. “Per 18 mq di struttura fissa (dehors) e una durata di 244 giorni, ad esempio, invece del canone previsto di 1229 euro nel 2007, ora i commercianti pagheranno 491 euro. Per gli espositori i costi passeranno da 500 euro a 200”.

Le agevolazioni riguarderanno le quattro vie per tutto il periodo dei lavori, anche i lotti non direttamente interessati. La delibera, inoltre, non altera gli equilibri finanziari dell’amministrazione cittadina poiché le ripercussioni in termini di entrate erano già state calcolate nel bilancio pluriennale.

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