Il consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, ha respinto in ricorso in appello presentato da Maria Grazia Vacchina, ex difensore civico, che chiedeva l'annullamento della delibera numero 2354 del 20 dicembre del 2006 con il quale vi era stata la nomina di Flavio Curto a difensore civico della Valle d'Aosta.
Infatti, la Vacchina aveva impugnato la sentenza del TAR della Valle d'Aosta, che aveva giudicato inammissibile il ricorso, presentato dall'ex difensore civico, inerente le modalità di nomina del suo successore, Flavio Curto. Maria Grazia Vacchina aveva ricoperto la carica di difensore civico per due mandati: il primo settembre del 1995 è stata eletta la prima volta, ed era stata rieletta una seconda volta il 28 novembre del 2001.
Il Tar, in primo grado, aveva considerato inammissibile il ricorso "non solo perché dal suo accoglimento la ricorrente non potrebbe ottenere alcun effettivo vantaggio, ma anche perché – trattandosi di impugnativa volta a raggiungere un risultato vietato dalla legge – è ravvisabile quella situazione non degna di tutela, definibile di interesse illegittimo perché confliggente con la normativa vigente".
Secondo la difesa dell'ex difensore civico, il provvedimento di nomina aveva un clamoroso difetto di motivazione: non si spiegavano i motivi della scelta di Curto. Ora, anche i togati del Consiglio di Stato hanno bocciato il ricorso, per cui, Flavio Curto resta al suo posto.
"Questa ulteriore decisione – commenta il presidente del consiglio, Ego Perron – dimostra ancora una volta, la bontà delle scelte fatte e delle procedure seguite dal Consiglio regionale, che ha operato attraverso i suoi uffici, con la massima trasparenza e correttezza, senza congetture o altri fini. Il difensore civico è un istituto importante sul quale abbiamo sempre agito seguendo le procedure previste dalla legge".
