“La politica deve avere una visione di lungo periodo, superando quella limitata all’orizzonte dei cinque anni della legislatura. Ma anche le comunità devono iniziare a ragionare non solo sul presente, bensì sul futuro.” Così Clotilde Forcellati, insieme a Fulvio Centoz e Jean-Pierre Guichardaz, presenta la proposta di legge, depositata in Consiglio Valle, che prevede un bonus di 110 euro per ogni neonato valdostano, da destinare a un fondo pensione.
“La proposta nasce dalla convinzione che uno dei temi fondamentali da affrontare sia quello dello spopolamento e della denatalità“, sottolinea Centoz, evidenziando il calo strutturale delle nascite e il saldo demografico negativo. “Le comunità montane rischiano di perdere la massa critica necessaria per mantenere aperti i servizi”.
La misura, ribadiscono i tre consiglieri del Partito Democratico in Consiglio Valle, non può essere episodica, ma deve inserirsi in un percorso strutturato. Per questo il gruppo sta lavorando anche ad altre iniziative, come l’estensione dei congedi familiari — in particolare per i padri — e una proposta per garantire l’accesso universale ai servizi per l’infanzia nella fascia 0-6 anni.
“La ripresa della natalità è fondamentale per una comunità che vive in un territorio complesso, dove è già difficile garantire servizi e una rete adeguata di strutture educative e scolastiche”, evidenzia Jean-Pierre Guichardaz, auspicando che la proposta non venga ostacolata per il fatto di essere stata presentata dalla minoranza.
I fondi necessari — circa 500 mila euro a regime, pari allo 0,025% del bilancio — “non sono esorbitanti e potrebbero essere reperiti all’interno di missioni di bilancio capienti (Politiche sociali e fondi accantonamento)”.
Un bonus di 1.100 euro per ogni neonato iscritto a un fondo pensione, la proposta di legge del Pd
8 aprile 2026
Un investimento sul futuro in anni segnati dal calo demografico. E un segnale alle famiglie che vogliono mettere radici in Valle d’Aosta. È questo l’obiettivo della proposta di legge depositata nei giorni scorsi dal Partito Democratico, che introduce – sul modello del Trentino-Alto Adige – un incentivo economico per l’iscrizione dei minori a forme pensionistiche complementari. La misura prevede un contributo complessivo di 1.100 euro in cinque anni per i bambini nati o adottati a partire dal 1° gennaio 2026.
Come si legge nella relazione, l’intervento, da solo, non è in grado di influenzare le scelte riproduttive delle famiglie, ma rappresenta “un tassello consapevole: quello che presidia l’orizzonte previdenziale delle nuove generazioni, all’interno di una strategia di lungo periodo”.
Il contributo potrà essere richiesto da genitori residenti in Valle d’Aosta da almeno tre anni in modo continuativo. È inoltre previsto un meccanismo di cofinanziamento: le famiglie dovranno versare almeno 100 euro all’anno nella posizione pensionistica intestata al minore.
Per accedere al beneficio, il minore dovrà essere iscritto a una forma pensionistica complementare e mantenere la residenza in regione per ciascun anno di erogazione, con una permanenza minima di dieci mesi, sul modello trentino.
La Regione verserà 300 euro nel primo anno e 200 euro per ciascuno dei quattro anni successivi. Questi ultimi contributi saranno però subordinati al versamento annuale minimo da parte della famiglia. È inoltre prevista la possibilità di adeguare gli importi all’inflazione tramite aggiornamento Istat, così da preservarne il valore reale.
L’incentivo sarà accreditato direttamente nella posizione pensionistica del minore, escludendo qualsiasi erogazione in forma liquida, per garantire la destinazione vincolata delle risorse alla finalità previdenziale.
La gestione operativa sarà affidata a Inva, con il compito di stipulare convenzioni con Fondemain e con le altre forme pensionistiche ammissibili. La Regione potrà inoltre promuovere accordi con banche, cooperative di credito e patronati per facilitare l’apertura delle posizioni e offrire consulenza gratuita alle famiglie.
La proposta riconosce tuttavia che il solo incentivo economico non è sufficiente a diffondere una cultura del risparmio previdenziale. Per questo affida alla Regione, in collaborazione con Inva, Fondemain, scuole, patronati e associazioni di categoria, la promozione di programmi di educazione finanziaria. Sono previsti incontri informativi, materiali didattici e servizi di consulenza, con l’obiettivo di trasformare il beneficio da semplice “bonus” a strumento di consapevolezza duratura.
L’intervento previsto dalla proposta di legge ha un costo per il primo trienni di 250.000 euro per il 2026, 300.000 euro per il 2027 e 350.000 euro per il 2028, in crescita progressiva per effetto dell’accumulo delle posizioni attivate. Per gli anni successivi al 2028, la spesa sarà definita con la legge di bilancio, sulla base dell’andamento delle adesioni.
