Martedì 20 marzo si è svolta presso l’accademia Pontificia delle Scienze, la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Acqua, organizzata da Federbim e a cui ha preso parte Giovanni Barocco. Il tema dell'appuntamento era “Acqua e sviluppo sostenibile “ e in particolare il cambiamento climatico e le sue conseguenze sull’esistenza e la persistenza della risorsa idrica.
Mons. Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, ha relazionato sui recenti studi compiuti dall’accademia sulle capacità idriche del pianeta Terra e sulle analisi e ricerche effettuate sui ghiacciai dell’Himalaya e delle Alpi per approfondire gli influssi dei cambiamenti climatici sulla riduzione dei ghiacciai.
Nel suo intervento Barocco ha evidenziato come: "L'acqua è un bene collettivo e ogni persona ha diritto di accesso all'acqua e questo deve essere un diritto fondamentale. La storia di noi abitanti delle Alpi ce lo ricorda ogni giorno. È necessario però creare una nuova mentalità, una nuova sensibilità e nuova solidarietà verso l'acqua e questo deve essere un impegno di tutti. Non dobbiamo però dimenticare che nelle nostre Montagne l’acqua può anche generare calamità. È quindi necessario riflettere sulle modalità di progettazione dei nostri insediamenti urbani. In montagna non è percorribile solo più una difesa passiva, ma è utile usare meccanismi di “resistenza” prodotti dalla natura stessa. Dobbiamo rivalutare e riconsiderare il ruolo dei boschi e delle foreste.Il bosco deve tornare ad essere gestito".
Barocco ha, quindi, evidenziato la necessità che le "comunità intervengano democraticamente per prevenire" i conflitti legati alla risorsa acqua. "Dobbiamo porci problemi di sostenibilità ed equità nella distribuzione delle risorse idriche" e per farlo bisogna coinvolgere le "comunità locali che ben conoscono i meccanismi di gestione e regolazione di questo bene collettivo".
