C'è chi temporeggia e chi invece ha assunto posizioni più intransigenti. Scattava oggi, mercoledì 2 maggio, l'obbligo vaccinale previsto dal decreto Lorenzin. Se per le scuole dell'infanzia l'atteggiamento dell'Assessorato regionale all'Istruzione è teso a far terminare l'anno scolastico ai bambini non in regola, per la prima infanzia (nidi, tate e garderie) la decisione spetta agli enti gestori dei servizi ovvero le Unité.
Nei giorni scorsi le famiglie – si parla di una ventina di casi su mille minori iscritti – hanno ricevuto una raccomandata dove venivano informate che in assenza della documentazione richiesta il minore non sarebbe stato ammesso al servizio a partire da mercoledì 2 maggio.
Nell'Unité Grand Paradis sono in tutto sei i bambini non in regola con gli obblighi vaccinali. Nessuno oggi è stato lasciato a casa.
"Abbiamo fatto come sempre l'accoglienza" racconta Riccardo Jacquemod de La Sorgente, cooperativa che gestisce i nidi di Sarre e Saint-Pierre "Aspettiamo le decisioni dell'Unité e su quelle ci allineeremo".
Il Presidente Mauro Lucianaz spiega: "Tollereremo ancora per qualche giorno per dar modo alle famiglie di organizzarsi ma poi dovremo far rispettare la comunicazione". Come? "Se costretti faremo intervenire anche le forze dell'ordine".
Nell'Unité Mont Emilius i casi sono quattro, spiega invece il presidente Michel Martinet. "Da noi la situazione è tranquilla, abbiamo provveduto come previsto dalla normativa a inviare la raccomandata ma il tutto si è risolto perché le famiglie hanno effettuato la prenotazione all'Usl".
Nessun problema neppure nella Monte Cervino dove i casi erano tre. "Tutte e tre le famiglie hanno presentato il calendario di vaccinazioni". Tutti in regola invece nella Mont Rose mentre nella Grand Combin al presidente non risultano situazioni problematiche. "Chi non ha voluto vaccinare i bambini se li è tenuti a casa o ha trovato altre soluzioni" dice Joel Creton.
Non ha notizia di allontanamenti dai nidi neppure l'Associazione Pro Libera Scelta Vda. "Noi sappiamo di sette bambini, sei all’asilo nido e uno all’infanzia, ma tutti oggi sono stati ammessi ai servizi o a scuola. – spiega Stefano Minetti – Stiamo cercando di capire ora che cosa succederà. Certo che se una delle autorità preposte interverrà allontanando i minori vaglieremo l'opzione di azioni legali. Al momento mi sembra che stiamo giocando a rimpiattino, visto che ogni giorno arriva una circolare diversa".
