Rinnovato, dopo due anni, il contratto degli edili

Previsto un aumento salariale di 71,50 euro al terzo livello e di 110 euro al settimo livello, ripartito in tre tranche, la prima da luglio 2018.
Immagine di archivio.
Economia

Un aumento salariale di  71,50 al terzo livello e di 110 euro al settimo livello, ripartito in tre tranche, la prima da luglio 2018. E’ quanto prevede il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti delle imprese edili industria e cooperazione. In Valle d’Aosta saranno interessati circa 2500 tra operai ed impiegati.

“Il nuovo accordo  – spiega Cosimo Mangiardi della Feneal Uil –  prevede nuove regole, attraverso un Protocollo per gli Enti Bilaterali del settore, che in Valle d’Aosta sono riuniti in un unico Ente, affinchè le risorse derivanti dalla contribuzione siano rivolte ad incrementare le prestazioni e i servizi a favore dei lavoratori e delle imprese in modo paritetico e in eguale misura economica”.

Con il nuovo accordo, che entrerà in vigore dal 1° di ottobre 2018 per alcune parti, verrà raddoppiato il contributo, a carico delle imprese, per favorire i prepensionamenti degli operai edili, portandolo allo 0,20% dei salari, inoltre, sarà istituito il fondo per incentivare le imprese iscritte ad assumere giovani in cantiere, pari allo 0,10% dal 1°  gennaio 2019 diventerà operativo il fondo sanitario integrativo, alimentato con un contributo pari allo 0,60% a carico delle imprese, per fornire a tutti gli operai ed impiegati del settore prestazioni sanitarie aggiuntive rispetto al SSN. E’ è stato, inoltre, previsto un incremento del contributo per la Previdenza complementare a carico delle imprese.

“Il Consiglio Regionale della Feneal Uil esprime soddisfazione per il risultato raggiunto, specialmente se si considera che il settore sta attraversando una profonda crisl che, nella nostra Regione, dura ormai da un decennio, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di numerose piccole e medie imprese” si legge nella nota.

Il sindacato, inoltre, auspica che “nel breve vengano investite nuove risorse nel settore, specie dalle P.A. locali e regionali, per la salvaguardia del territorio, il recupero del patrimonio edilizio esistente, per le infrastrutture che hanno bisogno di manutenzioni, ordinarie e straordinarie, per essere sempre efficienti; per incentivare gli investimenti privati e per riportare un settore strategico, come è l’edilizia, ad un livello sostenibile per far ripartire l’intero tessuto economico-imprenditoriale regionale”.

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