Roma, 17 feb. (Adnkronos/Ign) – Dopo la dura sconfitta di Renato Soru in Sardegna, Walter Veltroni (nella foto) riunisce il coordinamento del Partito democratico per analizzare il risultato del voto e, davanti ai capigruppo Antonello Soro e Anna Finocchiaro, i ministri del governo del Pd Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Piero Fassino e la vice presidente della Camera, Rosy Bindi annuncia di essere pronto alle dimissioni.
Ma i vertici del Partito democratico respingono le dimissioni del loro leader. "Il Pd non ha bisogno delle dimissioni di Walter Veltroni -afferma il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti-. Non esiste a mio giudizio un problema di leadership".
"Rinnovo la mia fiducia al segretario – aggiunge – e gli chiedo di portare avanti un'opera di rinnovamento politico e culturale. Abbiamo bisogno non di cambiare il segretario ma di unità politica e di mettere al bando le correnti che con il loro spirito di divisione rischiano di soffocare il partito nuovo che vogliamo costruire".
''La sconfitta nelle elezioni regionali sarde deve spingerci tutti a fare davvero il Pd come un partito nuovo, non di 'ex''' anche secondo il capogruppo in Commissione Ambiente del Pd Roberto Della Seta . Un partito, dice ''che assomigli sempre di più ai 3 milioni e mezzo che votarono alle primarie, in gran parte cittadini e cittadine mai iscritti né ai Ds né alla Margherita, e sempre di meno alla fotografia statica e grigia di gruppi dirigenti tutti presi dalle beghe e dagli scontri di corrente''.
''Che assomigli – continua l'esponente del Partito democratico – anche alla passione e al rigore di Renato Soru, che comunque con il suo voto è andato bene al di là dei voti delle liste che lo appoggiavano''. ''All'Italia avvitata in una crisi sociale ed economica drammatica serve un Pd così, che ricominci dallo spirito del discorso di Veltroni al Lingotto'', conclude Della Seta.
All'uscita dal vertice, sospeso fino alle 15,30 di oggi, bocche cucite, facce un po' tese e braccia allargate in segno di 'non dico nulla, non ho nulla da dire'. In via del Nazareno uno dopo l'altro, Letta, Andrea Orlando e il coordinatore Goffredo Bettini sono usciti senza proferire parola e declinando ogni commento.
Intanto l'esponente cattolica del Pd Paola Binetti parlando con l'Adnkronos esorta il partito a "superare una forma epidemica di confronto" e a mostrarsi "capace, nei momenti di criticità, di un'analisi che vada oltre i pregiudizi ideologici".
"Una leadership si rafforza se riesce a creare un tessuto più profondo di condivisione su temi cruciali. Un anno fa – afferma – Veltroni aveva svolto questo lavoro in modo eccellente. Poi quel patrimonio di consensi si è andato via via assottigliando, anche per insospettate concorrenze sotterranee di leadership".
In mattinata anche Francesco Rutelli aveva rinnovato, in una nota su Facebook, la fiducia a Veltroni: ''Ora faccia quello che non è riuscito a fare finora''.
''In Sardegna – sottolineava Rutelli – non soltanto Soru ha preso nove punti meno del suo avversario; il Pd, con i risultati finora pubblicati, prende meno voti di Ds e Margherita (erano stati 205.000 nelle regionali precedenti) pur avendo assorbito la lista di Soru (Progetto Sardegna, oltre 66mila voti)".
"E allora dico: gettiamo tutte le energie e capacità del Pd in proposte, idee e mobilitazioni popolari per rispondere alla crisi della crescita economica e del lavoro. Apriamo, uniti, la nostra sfida elettorale".
