Di James GrayCon Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow, Vinessa Shaw
Cinema de la Ville: 28 aprile ore16 e 20,10 – 29 aprile ore 18,10 e 22,10
James Gray, il più cinefilo e riflessivo della nuova generazione di registi americani, aveva fatto trasparire più volte nella sua breve carriera (3 film dal 1994 al 2007) quanto ami il cinema, i temi e lo stile di Luchino Visconti. Mai come in “Two lovers”, però, aveva reso un omaggio così aperto al grande autore italiano. Il riferimento è alle “Le notti bianche” (1957), con due attrici (Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw) a dividersi il posto lasciato vuoto da Maria Shell e un bravissimo Joaquim Phoenix al posto di Marcello Mastroianni, frenetico depresso alla ricerca di una serenità che gli sfugge sempre. “Two lovers” è un film intelligente, sensibile e profondo come raramente capita di vedere, realizzato da un autore che crede nel (proprio) cinema e nella capacità che il cinema ha di parlare a tu per tu con la storia personale di ognuno di noi.
FROST/NIXON – IL DUELLO
Di Ron Howard, con Kevin Bacon, Matthew Macfayden, Sam Rockwell, Frank Langella, Oliver Platt. Cinema de la Ville: 28 aprile ore 18 e 22 – 29 aprile o re 16 e 20
Lo sceneggiatore Peter Morgan (“The Queen”, “L’ultimo re di Scozia”) è come uno di quei narratori specializzati in biografie di personaggi della politica, opere veloci, non appesantite da troppi dati e costruite su un punto di vista, un’ipotesi di sguardo interiore sull’animo di un potente che riflette sulle proprie decisioni. La particolarità di Morgan è quella di portare questo suo approccio dalla carta stampata o dalla nicchia degli approfondimenti televisivi alla ribalta dei palcoscenici teatrali e degli schermi cinematografici.
“Frost/Nixon” ha poi in più la peculiarità di essere la storia (vera) di una lunga intervista televisiva fatta “post portem” dal giornalista David Frost all’ex presidente Richard Nixon a proposito degli scandali che lo costrinsero a lasciare la Casa Bianca nel disonore. Niente di meno appassionante sulla carta, ma i copioni di Peter Morgan non annoiano mai. A chi li mette in scena (in questo caso Ron Howard) non resta che scegliere dove mettere la macchina da presa.

