"Il rischio da noi preannunciato di una paralisi del servizio postale in Valle si sta, puntualemente, verificando". E' questa la denuncia forte che le segreterie regionali di Cgil/Slc e Uilpost hanno affidato ad un comunicato stampa per riportare l'attenzione sullo stato di abbandono del servizio postale. "Sono mesi che chiediamo a Poste Italiane un confronto serio ed esaustivo – si legge nella nota – che risolva il problema della carenza dell'organico attraverso l'assunzione di personale stabile, ridando dignità al servizio di recapito e di sportello".
I problemi evidenziati dai sindacati hanno a che fare, innanzitutto, con la carenza di personale dovuta ad un ridotto numero di assunzioni ed al ricorso continuo a personale flessibile che deve essere sostituito dopo 3 o 4 mesi. Una situazione difficile che costringe i lavoratori ad effettuare continuamente lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive. "Riteniamo estremamente grave che, nonostante la situazione drammatica, alla vigilia delle ferie estive Poste Italiane non abbia ancora provveduto ad assumere il personale necessario".
Secondo il sindacato l'azienda "risolve" queste carenze riducendo i servizi a favore dei cittadini. "Già dalla prossima settimana Poste Italiane sarà costretta a ridurre del 50% il numero degli uffici postali aperti ad Aosta, ad Ayas e Champoluc, così come ha chiuso, nel turno pomeridiano, gli uffici di Saint-Vincent, non perché vi è un calo nell'operatività, che anzi in questo periodo è anche maggiore, ma solo per recuperare personale".
Di fronte a questa situazione SLC-CGIl e UILPOST dichiarano di aver formalmente aperto il conflitto di lavoro che prevede anche l'attivazione dello stato di agitazione in mancanza di risposte concrete.
