Prima fila: “Transformers – La vendetta del Caduto”

Dopo i film della Saison Culturelle ora Marco Gianni, direttore artistico di Strade del Cinema, sposta il suo punto di osservazione e mette a fuoco i film in programmazione nelle sale cinematografiche. Si comincia con Transformers - La vendetta del Caduto
Trasformers, cinema
Cultura

C’è un pubblico di milioni di ragazzi sotto i vent’anni che non hanno mai letto un libro e vivono attaccati al computer. Per loro “Guerre Stellari” appartiene alla stessa era geologica dei dinosauri e “E.T.” è antiquato quanto “L’arrivée d’un train dans la gare de La Ciotat” dei fratelli Lumière. Si nutrono di cibi geneticamente modificati e passano il loro tempo libero nei centri commerciali. Per questa generazione perduta è arrivato ora il colpo di grazia: il secondo episodio della saga dei Transformers.
Firmato da Michael Bay – maestro californiano che esordì a “Playboy TV” per passare poi a indimenticabili tecno-polpettoni come “Armageddon” e “The Island”, passando per l’approfondimento storico di “Pearl Harbour” – “Transformers – La vendetta del Caduto” è, semplicemente, letteralmente indigeribile. Per tutta la durata del film (150 minuti) cerchiamo di trovare un senso alla battaglia tra gli Autobots e i Decepticons, chiedendoci come abbiano fatto quei cartoni animati che già ci sembravano superati quando avevamo sei anni a diventare oggi quei mostri giganteschi che divorano inesorabili la paghetta settimanale dei nostri figli e nipoti.

Una risposta istruttiva viene dai forum degli spettatori. Entusiasti delle sequenze di battaglia, criticano ferocemente i momenti (in realtà davvero pochissimi e poco ispirati) non del tutto dominati dagli effetti speciali. Cioè, tutta la parte iniziale, con uno Shia La Boeuf ancora inconsapevole di dover salvare la Terra e i suoi abitanti, che scherza con la madre ed è alle prese con l’Università e le difficoltà di una relazione (con Megan Fox) difficile da inquadrare. Ecco una sintesi dei giudizi su questa sequenza: “inutile”, “lunga”, “noiosa”, “da tagliare”. Rapporti familiari, storie d’amore, scelte di vita? Definizione di un personaggio e delle sue sfaccettature? Meglio, molto meglio una battaglia intergalattica tra mostri di metallo e umani senza identità.

Per tornare a “Guerre Stellari” ed “E.T.”, bisogna ricordare che dietro a questa ennesima serie ci sono Steven Spielberg produttore e George Lucas (tramite la Industrial Light & Magic) agli effetti speciali.

Che siano proprio loro i veri “Transformers”?

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