VdA Vive -Renouveau: bilancio di un anno e proposta di legge per una democrazia partecipata

Louvin " Consiglio monopolizzato da una visione chiusa con poco dialogo tra minoranza e maggioranza, ma prevale una visione “bullonata” della politica. La mente pensante è una". Il gruppo consiliare propone per i piccoli Comuni l'Assemblea degli elettori.
Robert Louvin
Politica
E’ un sistema controllato e travolgente quello creato dal Presidente della Giunta. Abbiamo un Consiglio monopolizzato da una visione chiusa con sporadici casi di dialogo aperto tra minoranza e maggioranza, ma prevale una visione “bullonata” della politica consiliare”. E’ questo il giudizio di Roberto Louvin, capogruppo di VdA Vive-Renouveau in merito alla situazione che si respira in Consiglio regionale. Louvin, che ieri insieme ai quattro colleghi consiglieri regionali, ha presentato il bilancio di un anno di legislatura, ha parlato di “clima plumbeo” descrivendo così l’aria che si respira nella maggioranza dove "Registriamo un persistente malumore di colleghi che disertano – ha precisato Louvin –  ma non fanno emergere nel dibattito in aula la loro posizione".

L’attività del gruppo VdA Vive-Renouveau si riassume in termini numerici, in 67 interrogazioni, 107 interpellanze, 20 mozioni di cui 10 accolte, 5 proposte di legge 15 risoluzioni di cui 9 approvate. “La nostra volontà è stata quella di esplicitare il nostro mandato a tutto campo” ha spiegato ancora Louvin “un lavoro sempre teso al bene della Valle d'Aosta senza posizioni preconcette".

Il gruppo ha poi anticipato i contenuti di due iniziative: la prima riguarda la presentazione di una proposta di legge, depositata ieri alla Presidenza del Consiglio Valle,“Per una democrazia partecipata, equilibrata e trasparente nei nostri comuni” il cui obiettivo è la modifica della legge regionale n.9/2005 relativa all'elezione dei Consigli comunali. In sostanza si cerca un riequilibrio di rappresentanza delle minoranze consiliari e di “contribuire ad alleggerire il senso di esclusione e di marginalità in cui tendono ad essere confinate le stesse. Ci sono addirittura comuni nei quali non esiste una minoranza visto il proliferare di liste uniche. Esiste poi una delega alla Giunta comunale che è chiamata a decidere su tutto, spesso senza confronti". Così è nata la proposta di sostituire, nei comuni con popolazione inferiore a 300 abitanti, il Consiglio comunale con l'Assemblea degli elettori che darebbe la possibilità di presentare interrogazioni popolari dirette alla Giunta comunale.

Una proposta di legge che a fronte di un oggettivo e conclamato indebolimento del ruolo delle assemblee comunali" spiega VdA Vive – Renouvau – “prevede un riequilibrio delle competenze riportando obbligatoriamente alla decisione del Consiglio una molteplicità di compito che attualmente la legge assegna al Consiglio stesso solo in via eventuale".
Tra gli altri punti della proposta di legge figurano l’attribuzione alla minoranza dei due quinti di rappresentanza nelle assemblee civiche. Oggi vige un terzo. Si propone inoltre di ridurre il numero dei sottoscrittori necessari per la presentazione delle liste, così come l'applicazione del principio della preferenza unica. La proposta stabilisce infine una quota di genere di almeno il 30% in seno alle giunte comunali. Infine sono introdotte nuove norme in materia di "compatibilità funzionale", prevedendo "l'incompatibilità fra ruoli politici elettivi e compiti tecnico-amministrativi che spesso – ha detto Louvin – sono espressione di nomine politiche fiduciarie".

Tra le altre iniziative, lunedì  20 luglio, il gruppo consiliare di VdA Vive –R ha anticipato l’organizzazione di un dibattito pubblico sul Piano casa predisposto dalla Giunta “ Sarà un incontro con esperti di urbanistica e imprenditori edili – ha spiegato Louvin – è giusto e doveroso, prima che il documento approdi alla discussione in Consiglio, un confronto con la popolazione per informarla sui contenuti”.

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