Il rapporto assembla ed interpreta i dati disponibili di 260 comuni dotati di significativa ricettività turistica, sparsi dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia. Le problematiche maggiori si concentrano sia nelle megalopoli dello sci, dove enormi flussi di capitale sono stati alimentati con una incontrollata attività edilizia, sia nel territorio circostante, che generalmente non beneficia della vicinanza dei ‘colossi’ turistici, ed anzi ne soffre gli effetti più negativi anche in termini di traffico.
Il quadro delle regioni è comunque molto differenziato. In Valle d'Aosta il fenomeno turistico è considerato complessivamente eccessivo, sia per concentrazioni di ricettività che per seconde case, "ma sicuramente il simbolo regionale del turismo aggressivo è il megacondominio di Cervinia, nel comune di Valtournenche, mentre il turismo ha preso una strada decisamente più sostenibile nei comprensori che fanno riferimento ai Parchi del Gran Paradiso e del Mont Avic".
“Legambiente ha cercato di quantificare le dimensioni di un fenomeno, associato alla speculazione immobiliare, che nella percezione dei residenti è diventato sempre più un elemento di malessere – dichiara Vanda Bonardo, Presidente Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta – Purtroppo il Piemonte detiene molti tra i primi posti nella classifica nazionale. Troppe seconde case producono degrado del paesaggio, oneri a carico delle amministrazioni locali, e spesso concorrono al declino delle stazioni turistiche montane, oltre che al generale scadimento delle condizioni di vita di paesi in cui, per gran parte dell'anno, le case chiuse prevalgono su quelle abitate dai residenti”.
“Il problema dell'eccesso di seconde case è presente in tutto l'Arco Alpino, ma mentre altrove, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca, si sta cercando di arginare il fenomeno attraverso vincoli urbanistici e misure fiscali di disincentivo, da noi la speculazione immobiliare d'alta quota pare inarrestabile, ed è assecondata da provvedimenti come i condoni edilizi e l'attuale Piano casa”.
“Siamo estremamente preoccupati per la recente legge sul turismo in Valle d'Aosta – Prosegue Vanda Bonardo – e per le conseguenze che il Piano casa potrebbe determinare sulla crescita insostenibile delle volumetrie e degli alloggi utilizzati come seconde case, e per questo ci appelliamo ai sindaci affinché, ove possibile, introducano limiti all'applicazione di questa norma per tutelare non solo l'ambiente, ma anche la qualità turistica del proprio territorio”.


