"E' venuto il momento di cambiare marcia, serve uno sforzo corale molto significativo. Il paese deve sedersi, unirsi e avere le capacita' di riprogettare il proprio futuro. Per uscire dalla crisi serve quindi concentrazione da parte di tutti, della politica, delle istituzioni, dei sindacati e delle imprese" ha detto Marcegaglia.
Il numero uno di Confindustria ha bollato come "polemica inutile" quella tra i sostenitori della linea del rigore e quelli che invece appoggiano la linea della spesa. "Confindustria non si iscrive ne' al partito della spesa ne' a quello del rigore – ha detto la Marcegaglia – ma a quello che vuole progettare il futuro del paese. Il rigore nei conti deve essere mantenuto ma bisogna ritrovare la capacita' di fare sviluppo".
La leader degli industriali dice no a conflitti istituzionali e tra parti sociali: "Dobbiamo far prevalere l'interesse comune, la logica di inerzia non è la soluzione, il paese deve andare avanti".
La Marcegaglia ha poi indicato la strada per la politica economica e industriale: "Sul breve termine pur mantenendo la politica del rigore, bisogna lavorare sul tema del credito", ha detto. Dando alcuni dati relativi alla moratoria sul credito firmata con banche e ministero dell'Economia, la Marcegaglia ha sottolineato: "L'80% dei nostri iscritti lo ritiene uno strumento utile e il 35% delle imprese ha avviato una richiesta di moratoria". La Marcegaglia ha poi chiesto "una revisione di Basilea 2" e di proseguire su alcune misure come quella della "decontribuzione dei salari di secondo livello". Inoltre, ha sottolineato che bisogna investire "di piu' in ricerca e innovazione". E su questo punto ha lanciato un appello al governo, chiedendo di assicurare i finanziamenti per la banda larga, "necessaria per l'innovazione delle imprese".
