“Ho perso tutto, ma a Natale non sarò solo”. Lettera di un sopravvissuto al terremoto in Abruzzo

A 'Sussidiario.net'
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L'Aquila, 24 dic. (Adnkronos) – "La vigilia di Natale la trascorrevamo nel tinello, che era il cuore della nostra casa di via 20 settembre 79. L'unica parte non travolta dal crollo. La sera del 24 Antonella ed Alessandra apparecchiavano la tavola e vi ponevano al centro rametti di pino ed agrifoglio illuminati dalla fiammella di una candelina rossa che ardeva per tutta la cena. In un angolo del tinello mia moglie Patrizia allestiva un grazioso presepe che a mezzanotte risplendeva per la presenza di Gesù bambino". Inizia così la lettera di Maurizio Cora a 'Sussidiario.net', l'avvocato de L'Aquila che nel terremoto ha perso tutto: la moglie Patrizia e le due figlie Antonella di 27 anni e Alessandra di 22. La più piccola, Alessandra, era una promessa della musica. La sua voce e le immagini dei suoi video musicali hanno fatto il giro del mondo facendola diventare uno dei simboli del terremoto in Abruzzo.

"Oggi – prosegue Cora – in quella stanza dalle pareti squarciate dal sisma, regna vento e neve. Sulla tavola, se è rimasta, dovrebbe esserci ancora qualche piccola traccia dell'ultima nostra cena insieme: chissà, forse la tovaglia o forse qualche piatto e qualche posata. Sola testimonianza di una famiglia che si amava e si ama e che la notte di Natale si raccoglieva attorno al presepe come ad una cattedra di vita da cui costantemente apprendeva che, unita nell'amore per il Signore, la famiglia è al centro della vita e della società e costituisce un naturale attrattore dell'amicizia sia degli angeli che dei pastori. Nell'umiltà, nella letizia, nel disagio".

"Scrivo da un ospedale, dopo un delicato intervento chirurgico. So di non essere solo.Trascorrerò questo Natale, così come quelli che ancora il Signore mi concederà, con Patrizia, Antonella ed Alessandra che sono ora nella vera vita. A mezzanotte mi sussurreranno, come sempre: buon Natale papà".

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