Roma, 29 dic. (Adnkronos) – Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto si stanno rilevando più costose per i consumatori. Lo afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata a Governo, Parlamento e alla Banca d'Italia al termine di un monitoraggio effettuato sulle condizioni alla clientela applicate da sette Istituti bancari, valide anche per le banche dei rispettivi gruppi.
Dall'analisi dell'Autorità guidata da Antonio Catricalà, che può considerarsi rappresentativa dell'intero sistema bancario, in quanto ha coinvolto tutti i maggiori operatori del settore, emerge che per gli scoperti transitori di conto corrente si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. In particolare per lo scoperto è emerso che, considerando importi e durate del 'rosso' rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono più vantaggiose.
Per i clienti che possono contare invece sul fido la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della commissione di massimo scoperto fino all'entrata in vigore della legge 3 agosto 2009, n. 102, in base alla quale l'ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non può superare lo 0,50%, per trimestre dell'importo dell'affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione.
Le aliquote precedenti risultavano sempre peggiorative della commissione di massimo scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e più vantaggiose solo quando si verificava uno sconfinamento rispetto alla somma affidata, penalizzando così i comportamenti dei clienti virtuosi. Nei casi in cui il massimo utilizzo nel trimestre era pari al fido gli importi addebitati a seguito dell'applicazione della commissione di massimo scoperto e dell'applicazione delle commissioni sostitutive invece coincidevano.
Le nuove commissioni avevano inoltre una struttura regressiva, risultando mediamente più penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore. Con la legge dello scorso agosto invece le nuove commissioni sono diventate più vantaggiose ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà.
Alla luce di quanto emerso, il Codacons chiede una maxi multa da almeno un miliardo di euro: una sanzione esemplare per le banche che, come attestato dall'Antitrust, "hanno aggirato l'eliminazione della commissione di massimo scoperto, introducendo nuove e più care commissioni a carico dei clienti" spiega il presidente, Carlo Rienzi. ''Eravamo certi che le banche avrebbero trovato velocemente il modo di mettere furbescamente le mani in tasca ai consumatori – spiega – un comportamento vergognoso cui gli istituti di credito ci hanno oramai abituato e che rappresenta una anomalia esistente solo nel nostro Paese''.
''Ci auguriamo che ora Antitrust, Parlamento e Banca d'Italia non restino a guardare – prosegue Rienzi – con le banche non si tratta e non ci si confronta, ma bisogna usare le maniere forti''. Per questo, gli istituti di credito meriterebbero ''una maxi-sanzione non inferiore a 1 miliardo di euro, così da dare una lezione all'arrogante mondo bancario che continua a spremere come limoni i propri clienti ed evitare il ripetersi di simili stratagemmi che danneggiano i consumatori''.
