''Vista la crisi che attanaglia la popolazione – sottolinea il primo cittadino – sarebbe bello se qualcosa da lui ereditato restasse al nostro Comune, per aiutare famiglie in difficoltà e i poveri. Penso ad esempio alla villa di Comeana, che potrebbe essere utilizzata come struttura pubblica dove promuovere attività in collaborazione con la parrocchia''. Qualche giorno fa il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, in un comunicato stampa aveva precisato che se don Ernesto Moro non destinasse i soldi ai poveri saprebbe di ''trattenere risorse che non gli appartengono e pertanto si comporta illegittimamente, contro la legge della Chiesa e contro la legge morale''.
''Sono d'accordo con il vescovo – aggiunge il sindaco – se don Ernesto Moro decidesse di dare l'eredità in beneficenza sarebbe senz'altro un atteggiamento utile e bello''. E se non lo facesse, aggiunge Cirri, ''sarebbe un dispiacere. Ma penso che lui sia una persona corretta da questo punto di vista''. Il sindaco annuncia anche: ''Incontrerò don Ernesto Moro nei prossimi giorni per cercare di capire. E' giusto che l'amministrazione comunale collabori con i parroci, che svolgono una funzione importante per la comunità: con loro abbiamo rapporti continui sul piano della solidarietà e degli aiuti alle famiglie''.
