Ogni anno, un'impresa valdostana media accantona tra i mille e gli ottomila euro nel fondo formazione. Circa 70 euro a dipendente. Ma spesso, non lo sa. "Le imprese non utilizzano i fondi accantonati – spiega Monica Pirovano, presidente valdostana di Confindustria – perché non conoscono strumenti come Fondimpresa, che permettono di utilizzare vantaggiosamente i finanziamenti, accantonati in modo automatico, per formare il proprio personale".
Lo 0,3 per cento dei contributi versati agli enti previdenziali finisce, sin dal 1978, in un fondo formazione. Fondimpresa, nato da un accordo tra Confindustria e i sindacati CGIL, CISL, UIL e, a livello locale, SAVT, è uno dei più importanti fondi, e raccoglie il 45 per cento dei versamenti in formazione continua italiani, circa 200 milioni l'anno. "In Valle, sono 187 le aziende iscritte al nostro servizio – spiega il presidente di Fondimpresa Valle d'Aosta, Franco Zurru – con circa ottomila lavoratori. La formazione in azienda è cruciale e può servire a far ripartire l'economia, ma è ancora poco nota e utilizzata".
Utilizzando un fondo formazione, è possibile accedere ad accantonamenti obbligatori per legge, abbattendo per due terzi il costo di un intervento formativo: "Fondimpresa aiuta a riavere indietro parte dei quattrini versati – spiega il presidente nazionale Giorgio Fossa, già alla guida di Confindustria -, ma forse non c'è la cultura giusta in Italia, perché si preferisce chiedere l'aiuto pubblico piuttosto che utilizzare possibilità a costo quasi nullo". Fossa fa un'analisi generale dell'economia italiana: "Il nostro Paese – sostiene – si è accorto di essere in una situazione tragica per quanto riguarda la formazione, rispetto alla media europea, e sta cercando di alzare il livello utilizzando questi fondi: la ripresa dalla crisi può ripartire proprio dalla leva dell'innovazione".