Confindustria: “La strada per uscire dalla crisi è ancora tutta in salita”

E’ ancora pessimistico l’umore degli imprenditori valdostani. I dati emergono dalla consueta indagine di previsione redatto da Confindustria Valle d’Aosta per il terzo trimestre del 2010.
Monica Pirovano
Economia

Un percorso di uscita dalla crisi che è ancora tutto in salita. E' questo lo scenario, ancora pessimistico, tratteggiato dalla consueta indagine di previsione redatto da Confindustria Valle d'Aosta per il terzo trimestre del 2010.

Per gli imprenditori, a pesare sul giudizio è la difficile evoluzione della crisi e la carenza strutturale della manovra economica varata dal Governo. "I dati negativi, in questo caso – sottolinea Monica Pirovano Presidente di Confindustria – vanno spiegati e analizzati, ma soprattutto vanno letti come previsione e non come consuntivo attendibile. Sono dati, quindi, influenzati dalla scarsa conoscenza di cosa accadrà dopo la fermata estiva".

Entrando nel dettaglio viene evidenziata la contrazione degli ordini superiori ai tre mesi, dato che si ripercuote su un incremento del numero delle imprese con un portafoglio ordini inferiore ad un mese di produzione.
Se poi si aggiunge che il grado di utilizzo degli impianti resta sostanzialmente invariato al 65,50%, ma rimane su livelli molto bassi, l'incertezza dell'imprenditoria locale si riflette sulle prospettive di investimento, che restano su valori minimi inferiori al 30%.
Dato negativo anche sul fronte della liquidità: il 50% degli imprenditori dichiara, infatti, di avere dei ritardi negli incassi. E' il dato peggiore dal 4° trimestre 2008.

Restano negativi anche i segnali di recupero occupazionale e scende di 5 punti la quota di aziende che esclude la possibilità di fare ricorso alla cassa integrazione.

Ma è nel dettaglio dell'analisi della produzione che il relativo indicatore continua a registrare valori positivi: +12,50% rispetto a un +6,67% del primo trimestre e contro un – 13,33% rilevato nello stesso periodo dello scorso anno.
"Un dato importante – si legge nella nota congiunturale – che segue il consolidarsi dei segnali di recupero, caratterizzanti la dinamica congiunturale dell'industria regionale nel corso degli ultimi mesi, e che segnal'inversione di tendenza dell'attività prevista in chiusura del 2009.

Il settore che mostra maggiori prospettive di recupero (15,38%), è il comparto dei servizi mentre il manifatturiero, pur evidenziando un valore positivo (10,53%), subisce una contrazione di -4,47 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Ma ad un dato positivo ne segue subito uno di segno negativo: il saldo ottimisti-pessimisti per i nuovi ordini registra un -6,45%, contro un +10,34% e un -6,25% rispettivamente del 2° trimestre 2010 e 3° trimestre 2009.

 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte