Proporsi per l’ultimo giro o lasciare? È il bivio di fronte al quale si trovano i 12 sindaci valdostani che quest’anno concludono il loro terzo mandato consecutivo. Con l’approvazione, ieri in Consiglio Valle, della legge sull’election day – che alza da tre a quattro il limite massimo dei mandati consecutivi per i primi cittadini – la partita per la fusciacca si riapre.
“Avremo un Consiglio comunale per capire cosa fare a settembre – dice il sindaco di Roisan, Gabriel Diémoz -. Personalmente sono lì da 15 anni, sono disponibile ad ogni ragionamento. È un ruolo che ricopro con gratificazione personale, nonostante alcuni momenti nei quali si vorrebbe fare altro, come tutti”. Tra i punti critici, Diémoz sottolinea la difficoltà nel coinvolgere i giovani “non tanto come consiglieri ma nel prendersi delle responsabilità”.
Anche Vittorio Anglesio, sindaco di Introd, non esclude il quarto mandato. Ma si dice perplesso sul passo indietro della maggioranza regionale riguardo all’eliminazione del limite dei mandati, inizialmente previsto nel disegno di legge che aveva incassato il parere positivo dei sindaci. “La legge l’ho votata al Celva quando c’era l’eliminazioni dei mandati e la stragrande maggioranza era a favore – spiega -. Lo Stato ha fatto una legge in tal senso, non capisco perché fare una cosa più restrittiva”, anche se “quattro mandati vanno benissimo, ricordo che candidarsi non è un obbligo”.
Non si ricandiderà Michel Martinet, sindaco di Gressan. “Non nascondo che diverse persone mi abbiano chiesto di rimanere, ma credo sia giusto un cambio – afferma -. Gressan è un Comune ben strutturato, la squadra di maggioranza va bene e ha le capacità per continuare. Il problema è che è sempre più difficile trovare gente disponibile a fare il sindaco, un ruolo con responsabilità non certo leggere”. Sul numero dei mandati, aggiunge: “Allungare a quattro non significa poi farli. Io non li farò. A livello nazionale hanno tolto il limite, mentre noi ci facciamo tanti problemi. Obiettivamente, c’è una grande responsabilità nel fare il sindaco. Basti pensare che Gressan parte da 600 metri e arriva a 2.000, e abbiamo la strada più trafficata della regione dopo la statale 26. Ma non è facile trovare chi vuole impegnarsi”.
Sulla stessa linea, Amedeo Follioley, sindaco di Donnas: “Io tendenzialmente sarei propenso ad abbandonare perché 15 anni credo siano sufficienti – dice -. Dopo 15 anni si perdono stimoli e si è stanchi, il Comune è diventato quasi casa propria e non va bene. Senza contare che in 15 anni invece di dedicarsi alla famiglia e alle proprie passioni si è speso il proprio tempo per il comune. Giusto quindi lasciare la mano”. E i limite dei mandati? “Non è una problema del comune di Donnas. Un sindaco lo si troverà sempre e mi auspico almeno anche due liste. Non è un fatto di poltrone o stipendi, perché se andiamo a vedere quanto rischiamo meglio stare tranquilli a casa”.
Passa il testimone anche Paolo Cheney, sindaco di Saint-Christophe. La sua posizione è stata resa pubblica direttamente la scorsa settimana, durante l’assemblea del Cpel: “Al 99,9 per cento non mi ricandiderò – aveva detto prendendo la parola nella riunione –. Dovrebbe proprio succedere qualcosa di inaspettato per farmi cambiare idea”. Ultimi mesi da sindaco anche per Bruno Ménabréaz, sindaco di Brissogne, chiude con questa legislatura. “Non mi presento più”, conferma, dicendosi favorevole all’eliminazione del limite dei mandati. “Queste imposizioni non mi trovano molto d’accordo. Soprattutto nei comuni piccoli dove non è così facile trovare delle disponibilità. Poi, sono i cittadini a scegliere ogni cinque anni. È un bene cercare di trovare nuove leve, incentivare e formare. È ciò che abbiamo cercato di fare qui a Brissogne. E credo che nell’attuale maggioranza si sapranno trovare le persone giuste”.
Per Speranza Girod, sindaca di Fontainemore, e Lucina Grivon, sindaca di Emarèse i tempi sono ancora prematuri per esporsi. Riflessioni in corso anche a Cogne. Da una parte “una certa continuità ci vuole perché siamo in un periodo molto particolare che vede Cogne impegnata in una ricostruzione importante dopo l’alluvione dello scorso giugno con tante risorse da gestire e tanti dossier aperti”, dice il sindaco Franco Allera, ma “dall’altra l’entusiasmo con il passare degli anni cala un po’ quindi o si trovano nuovi stimoli o si dice basta, ci penserò”. E aggiunge: “Abbiamo un comune complesso da gestire e la cosa migliore sarebbe riuscire a trovare intenti condivisi sullo sviluppo futuro del paese e trovare le persone migliori che si mettono insieme e lavorino per il bene comune”. Sul limite dei mandati, “imporne quattro per legge non credo sia tanto giusto. O c’è una regola che vale per tutti e a tutti i livelli o altrimenti è più giusto che sia libero”.
Tra gli indecisi su un’eventuale ricandidatura c’è anche Mauro Lucianaz, sindaco di Arvier. “Dovrò confrontarmi con il resto della giunta e del Consiglio. La modifica della legge era nell’aria, ma fino all’approvazione era difficile fare dei ragionamenti che comunque vanno fatti. Parallelamente, pensavo di concludere dopo tre mandati, la legge era chiara e non pensavo potesse essercene un quarto”. Per Lucianaz, “mettendo il limite a quattro mandati si dà quasi per acquisito che una persona faccia il sindaco per vent’anni. Dall’altra parte anche l’elettore e la comunità potrebbero dare per acquisito che sia così e non ci si attiva più per trovare un sostituto o un ricambio. Aggiungere un mandato non è la soluzione per risolvere le criticità, ovvero il fatto che non si trovino facilmente nuove leve. Ma quale sia la soluzione non saprei”.
Anche Daniele De Giorgis, sindaco di Lillianes, si dice sorpreso dalla possibilità di un quarto mandato. “Aspettavo l’approvazione della legge regionale per fare tutti i ragionamenti del caso. Devo confrontarmi con la mia famiglia e con la mia squadra, ci sarebbe dell’interesse nell’andare avanti per i tanti progetti ancora nel cassetto, per le tante cose nuove che stanno partendo proprio adesso e che mi piacerebbe vedere fiorire e non solo averle seminate, ma è ancora tutto da valutare”.
Nda: il primo cittadino di Gressoney-La-Trinité Alessandro Girod manca all’appello della nostra ricognizione, perché oggi impegnato fuori valle.
Articolo scritto in collaborazione con Luca Ventrice e Silvia Savoye