“Chi l’ha visto?”, la senatrice Spelgatti replica all’Uv. E annuncia che non si ricandiderà

In un articolo sul Peuple l'Uv si chiedeva che fine avesse fatto Nicoletta Spelgatti. La replica della senatrice leghista è lunga, a tratti dura, con qualche "mea culpa" e qualche "j'accuse". E un novità: non si ricandiderà. Né per Palazzo Madama, né per il Consiglio Valle.
Nicoletta Spelgatti
Politica

L’Union Valdôtaine lancia il sasso, Nicoletta Spelgatti risponde. Questa mattina, il Mouvement si chiedeva “che fine ha fatto la senatrice?”, spiegando come “la sua attività parlamentare a favore dei valdostani, ammesso che vi siano le più minime prove, sembra inconsistente”. Risponde, e dà anche una notizia: non si ricandiderà. Né per Palazzo Madama, né per il Consiglio regionale.

“Vi ringrazio per il gradito attacco frontale in cui vi chiedete che fine abbia fatto, ironizzando sulla mia presunta scomparsa, sulla mia inconsistenza, e in cui dite che avrei promesso mari e monti ma che in realtà sarei un fuoco di paglia – replica Spelgatti –. Se pensate stia ironizzando sul ringraziamento e sul fatto che gradisca l’uscita, vi sbagliate. Proprio perché attaccata, cosa che non facevate da tempo in maniera così esplicita e diretta a mezzo stampa, mi rendete necessario liberarmi per un momento dalle catene del silenzio che mi sono messa addosso nel cercare di interpretare al meglio il ruolo di unica Senatrice in rappresentanza della Valle d’Aosta”.

Infatti, prosegue, “assumere questo incarico mi ha fatto sentire da subito la grande responsabilità del cercare di rappresentare a Roma tutta la comunità, tutte le forze politiche che la animano, tutte le istituzioni, compreso il Governo regionale, che ricordiamo aveva derubato me, la Lega e soprattutto i valdostani del voto delle elezioni del 2020, mettendo in opposizione la di gran lunga prima forza politica uscita dalle urne”.

Dopo la frecciata, affatto velata, Spelgatti continua tornando indietro di qualche anno: “Ho quindi messo da parte non solo gli abiti di parte, ma anche i sentimenti che immagino si possano capire dopo che per la seconda volta mi è stato impedito di governare, e da subito ho cercato il Presidente e tutti i membri della Giunta mettendomi a disposizione e chiedendo di lavorare insieme nell’esclusivo interesse della Valle d’Aosta”.

Poi, l’oggi: “Avevamo un’opportunità irripetibile: per la prima volta la Senatrice era al Governo a Roma, con il movimento, la Lega, che da sempre lotta per i territori, per la montagna, per l’autonomia. Per di più io sedevo nella prima commissione al Senato, dove passano tutte le riforme più importanti”. infatti, aggiunge, “avevo ottenuto dal ministro Calderoli da subito il via per lavorare davvero sulla zona Franca, per cui immediatamente ho chiesto al Presidente e alla Regione di muoversi a presentare un progetto, visto che è la Regione ovviamente a dover fare richieste e trattare con lo Stato, ma nulla. E questo era solo l’inizio”.

Già, perché, “grazie al Ministro Calderoli abbiamo portato a casa la legge sulla montagna, talmente importante che tutti i partiti,  compresi voi, hanno dato il via ad una gara per intestarsi meriti, quando l’unica realtà incontrovertibile è che, al di là di singoli contributi certamente importanti, questa era una delle misure bandiera della Lega, con il testo presentato e portato a casa dal ministro Calderoli, e che l’unica persona che ci ha lavorato nella commissione di merito per quasi due anni sono stata io”.

“Uguale discorso vale per le battaglie sull’Autonomia che hanno permesso alle altre regioni a Statuto speciale di portare a casa non solo tante norme di attuazione, ma soprattutto a contrattare le modifiche dello Statuto speciale – aggiunge la Senatrice –. Unica regione che mai si è presentata con richieste: la Valle d”Aosta. In aula la dichiarazione di voto sul ddl costituzionale di modifica dello Statuto speciale del Trentino Alto Adige l’ho fatta io, e ho deciso di espungere dal mio discorso stoccate al governo valdostano che non ha nemmeno dato il via al confronto con il Governo (a cui devono seguire l’approvazione in Consiglio dei Ministri e quattro votazioni tra i due rami del Parlamento), anche se i miei sentimenti erano saturi di frustrazione, rabbia e delusione. Perché l’occasione era unica e la Valle l’ha persa, su questo come su tanti altri temi che non ho il tempo di citare in questa risposta”.

“Ho resistito ad ogni tentazione di parlare, di rispondere, di attaccare pur di non minare a Roma la credibilità della Regione e per far capire in Valle che insieme avremmo potuto portare grandi risultati per la comunità, in qualsiasi campo, e che tanto non me ne sarei presa i meriti, perché non uso i social, non faccio comunicati, lavoro in silenzio. Non è servito a nulla e ormai siamo fuori tempo massimo per le tempistiche. Peccato”.

Non solo: “Alla domanda dove sia finita, dico che lo sapete benissimo – dice sempre rivolta all’Uv –. Il vostro scopo, dopo avermi impedito di andare al Governo per ben due volte, era quello di continuare a non avere alcun rapporto con Roma, perché ogni risultato positivo per la Valle, secondo una piccola mentalità, avrebbe fatto mettere in discussione i rapporti tenuti con Roma fino ad oggi. Questo peserà sulle vostre coscienze, non sulla mia, perché io ho messo da parte l’orgoglio e ho dovuto imparare la lezione della pazienza e della sopportazione in silenzio nel tentativo, poi rivelatosi comunque inutile, di convincervi ad uscire dai confini della Valle e guardare oltre, come ben fanno le altre regioni, e in primis i nostri cugini trentini e friulani, per citare le regioni a noi assimilabili”.

“Avete detto che avrei promesso mari e monti. Sbagliato – si legge ancora –. Io ho raccontato ai valdostani il mio sogno per la nostra meravigliosa terra e per il nostro popolo. Li ho guardati negli occhi, ho trasmesso cosa avrei voluto per la Valle. Ho combattuto per tanti anni non contro qualcuno o qualcosa ma in nome di un sogno e a difesa di esso, per cambiare un sistema che imprigiona le migliori energie che queste montagne racchiudono, in uno spettacolare ponte tra Cielo e Terra”.

Invece, “il sistema ha vinto, ma imploderà, schiacciato dal peso del Potere fine a se stesso. Perché la politica del futuro dovrà ascoltare tanto, parlare poco e agire il più possibile. Con umiltà. Al servizio della Comunità e non dell’ego personale. Io ho sempre parlato davvero troppo poco fin dal primo giorno in cui ho fatto politica, perché i miei sogni sono troppo grandi perché io mi senta mai degna di raccontare quello che riesco a fare: essendo un giudice inflessibile di me stessa, qualsiasi cosa faccia mi sembra troppo inutile rispetto a ciò che avrei voluto fare e non sono riuscita mio malgrado. E questo è uno dei miei tanti limiti”.

“E chiudo ringraziandovi per avermi definita un fuoco di paglia. È vero. Mi sento una fiamma che ha bruciato tanto ma che non è riuscita ad infiammare a sufficienza i cuori perché partisse da tutte le parti il fuoco del cambiamento. Eppure, ovunque ci sono persone che interpretano la politica in un modo diverso. Ringrazio l’amico e collega Franco Manes, che dal primo giorno ha accolto il mio spirito di collaborazione nell’interesse comune della Valle, pur nella difficoltà oggettiva di essere uno in minoranza e una in maggioranza, e appartenendo a forze politiche in posizionamenti invertiti in Regione. La dimostrazione che però si può fare qualcosa di diverso l’abbiamo data, insieme”.

“Io non sarò mai abbastanza grata ai valdostani per avermi dimostrato in così tanti di credere ai miei sogni, permettendomi di ricoprire cariche apicali. A tutti i valdostani dico apertamente un immenso grazie, anche e soprattutto ai detrattori, perché ascoltando le critiche ho potuto affinare il mio pensiero e commettere meno errori. Solo così si può migliorare nella vita, e quindi anche in politica. Chiedo infinitamente scusa poi a tutti per qualsiasi mancanza ed errore, specificando che ho provato con tutte le mie forze a fare ciò che potevo e sempre, questo lo dico con forza, guidata solo dal tentativo di fare il meglio per la comunità, mai per me stessa”.

Con un finale: “Chiudo dicendo che però avete fatto male i calcoli…. rispettando ciò che ho sempre detto, e cioè che la politica è un servizio a termine, io non mi ricandiderò in Senato o in Regione. Ma il fuoco di cui parlate non si spegnerà perché il mio compito sarà quello di cercare di infiammare il cuore di tanti altri che potranno meglio di me portare la fiamma in futuro, quando avrò terminato il mio mandato. E la fiamma è quella dell’Amore incondizionato per la Valle d’Aosta, per la Verità, per la Bellezza e la Giustizia. Per la Libertà. Questi valori ardono nel cuore di tantissime persone, in ogni partito politico. Il tempo del cambiamento non era arrivato, non è arrivato ora, ma arriverà, perché l’Amore è la forza più potente dell’Universo e prima o poi vincerà. Adesso spero che la polemica termini qui e che si possa tornare a lavorare, perché, a maggior ragione in tempi così difficili, i cittadini non hanno bisogno di inutili parole al vento”.

Nicoletta Spelgatti cercasi: l’Union Valdôtaine pronta a chiamare “Chi l’ha visto?”

13 marzo 2026 – ore 09.41
di Silvia Savoye

La sede dell'Union Valdotaine - UV
La sede dell’Union Valdotaine – UV

Dopo il mistero sulla trasferta a Roma di Renzo Testolin, un altro giallo irrompe nella politica valdostana: che fine ha fatto la senatrice Nicoletta Spelgatti? A chiederselo con una certa preoccupazione è l’Union Valdôtaine sul nuovo numero del Peuple Valdôtain. In un articolo firmato da “M. Épine” il Leone Rampante si dice pronto a ricorrere alla trasmissione di Federica Sciarelli “Chi l’ha visto?” per capire cosa è successo alla senatrice Nicoletta Spelgatti.

“Eletta a Roma dai Valdostani, abbiamo perso le sue tracce, e a volte ci si chiede se non sia stata rapita senza che nessuno abbia chiesto un riscatto” si legge nel pezzo.

“La sua attività parlamentare a favore dei valdostani, ammesso che vi siano le più minime prove, sembra inconsistente – prosegue l’articolo -, cosa che non sembra corrispondere al carattere combattivo con cui ha condotto la sua campagna elettorale, promettendo a Roma montagne e meraviglie”.

20 risposte

  1. @Satrapo che hai paura di firmarti .
    Oviamente mi vaccino.
    Qui si tratta di permettere a ciascuno le scelte culturali preferite, generalmente legate anche alla loro utilità.
    E’talebanismo stabilire che ad altri sia negata questa libertà solo per il carnevalesco gusto di fingere esistente una lingua invece defunta.
    “… viaggiare in 98 paesi in 5 anni…” è errato, non hai capito, dovevi scrivere ” … viaggiare in 98 paesi sostandoci per complessivi 5 anni…”. Hai deficit di comprensione.
    Chanoux è stato diagnosticato da un luminare della psicoterapia come affetto da delirio paranoide, cioè con problemi nel funzionamento del cervello.
    Come risulta da suoi scritti, compreso lo “Spirito di Vittoria” considerato dall’Unione Valdostana propria radice ideologica tant’è che la indica come tale nel proprio website.
    In questo contenitore di scemenze Chanoux scrive che ci sono due razze in Valle d’Aosta, quella degli autoctoni e quella dei non autoctoni. Bestialità, cui fa seguito il dire da parte dI Chanoux che gli autoctoni sono superiori per intelligenza rispetto a chi risiede in Valle ma autoctono non è
    E in ogni comune c’è una via o piazza dedicata a questo affetto da delirio paranoide, iscrittosi al partito fascista nel 1928, con tessera rinnovata fino al 1943.
    Con attestazioni di merito da parte della polizia fascista anche nel 1943 (potrei mostrati tali dichiarazioni se prendi un caffè con me), la qual cosa dimostra il suo essere stato ligio al regime e non solo un iscritto per fare il notaio.

  2. Chiedo all’aperta AostaSera di ospitare questa mia ulteriore replica perchè non posso passare sotto silenzio i deliri di conigli che non si firmano e dimostrano di non conoscere l’italiano.
    Come dimostrato dal dire che io sarei stato in 5 anni in 98 paesi.
    Ho detto invece che da quando sono nato ho visitato 98 paesi e sommando i tempi trascorsi fuori Italia questi sommano 5 anni.
    Questo è chiaro a chi conosce l’italiano.
    Vaneggiare che io sarei parte di una ” politica primorepubblichina” è da La sai l’ultima.
    Mi riconosco nel mondo occidentale che ho percorso in lungo e in largo, non nell’Europa nè nell’Italia nè nel Friuli ove sono nato nè nel Piemonte ove ho studiato nè nella Valle d’Aosta come regione ma solo nelle sue montagne.
    Queste sono la specificità di un territorio che ho pure percorso alle alte quote a differenza di chi vaneggia su etnie e lingue spazzaturate dalle abitudini di vita.

    1. La invito a rileggere senza preconcetti, perché da nessuna parte ho scritto che erano cinque anni consecutivi. Se poi volessimo mettere i puntini sulle i, l’accento sulla congiunzione copulativa è acuto “né” e non “nè”. Arrogante, egoriferito e privo di argomentazioni diverse da se stesso (senza accento, quando seguito da “stesso”), sminuisce l’interlocutore per riportare su di sé il tema pur non affrontandolo e non confutando le risposte date.
      Chiaramente un atteggiamento primorepubblichino.

      Come io debbo fidarmi di lei, lei dovrà fare lo stesso: sebbene abbia visto molti meno paesi, ho fatto almeno altrettante cime che lei e non solo in Valle. Non sminuisca per sentirsi grande, perché si dimostra povero d’arguzia e di competenze.

      E, dappoi, abbia rispetto di un eroe della resistenza contro il fascismo che ha dato la vita per la regione e per i suoi ideali quale Chanoux, invece di svilirlo; agli atti della storia resterà questo e non che un seguace della nipote di chi lo uccise osò definirlo criminale.
      Negare che esiste, per quanto minoranza, una specificità linguistica francese e patoisan è negare una realtà oggettiva. Ma forse non ha mai passeggiato nelle Vallate laterali, non ha mai parlato coi dei vielliards e non si è mai interessato della storia di una regione stuprata dal fascismo.
      Mi tolga l’estremo dubbio: lei non si vaccina, vero?

  3. Satrapo, supera le tue paure e firmati se fai critiche.
    Su quanto scrivi: nei 98 Stati di ogni continente in cui ho viaggiato per complessivi 5 anni all’estero vivendo di fatto in due paesi molto lontani per un lungo periodo, non ho mai detto una sola parola in francese, inutile all’estero e in Valle spazzaturato dai residenti nel quotidiano.
    Sostenere che il francese defunto sia una peculiarità locale è una barzelletta.
    Conosco i dialetti friulano e piemontese senza volerlo ma solo per averli orecchiati, mentre non mi interessa il cosiddetto patois che è carbonaro.
    Del mio cognome non mi interessa nulla.
    Ho salito più 4000 delle Alpi di tutti quelli raggiunti complessivamente da tutti i consiglieri regionali sommati; ho corretto guide montane edite in regione per gli innumerevoli errori contenuti, come normale visto che il signor Davide Sapinet del tuo partito inserì 20 errori nel pannello indicante le vette visibili da Saint Nicolas quando ne era sindaco e visto ancora che i sindaci della vallata del Gran San Bernardo, del tuo partito, misero un identico cartello sulle vette visibili e piazzarono il Monviso a nord di Zermatt.
    Ho una mia individualità che nulla ha a che spartire con le invenzioni etnolinguistiche locali che tu Satrapo fingi reali.
    Col che termino di rispondere a chi non ha argomenti reali da contrapporre ai miei.

    1. Io non l’ho attaccata! Sia mai detta una cosa simile.
      Ponevo il dubbio di chi potesse leggere altro fra le sue righe e certamente comprenderà correttamente l’italiano per quanto abbia oggettiva difficoltà nello scriverlo (ma forse viaggiare in 98 Paesi in 5 anni ha ammaccato questa capacità tanto preziosa)!
      Se rispondesse direttamente ai messaggi che intende criticare, sarebbe inoltre estremamente più semplice comprendere il destinatario dello sproloquio.

      Le argomentazioni, purtroppo, portate da lei sono nulle e biecamente egoriferite, frutto della politica primorepubblichina cui è parte; al contrario, io giammai ho votato UV proprio in virtù di questo.

      E comunque sia, la vache s’est enfuite.

  4. Dati i plurimi commenti, sotto plurimi articoli, del monsieur Borluzzi, un orecchio disattento potrebbe percepirlo (foss’esso anche malizioso) come una persona in preda ai deliri frusti del non avere un cognome valdostano, non saper parlare in patois e invece che rimboccarsi le mani, scelse opinabilmente vent’anni fa di andare all’attacco delle peculiarità valdostane, come facciamo in molti.
    Ah, sciocchi noi, ma verrebbe da ricordare che “Ici, en Vallée d’Aoste, la première vache qui s’enfuit est celle qui a perdu”

  5. Nicoletta Spelgatti accetta ( come imperativo categorico per i leghisti valdostani) l’integralismo condito da frottole necessario all’Unione Valdostana.
    Tu Maurodifra faresti bene a firmarti con nome e cognome se avanzi critiche a qualcuno.
    Di te so due cose: che hai paura ad evidenziarti con nome e cognome come io invece da persona corretta faccio; inoltre, che non sai entrare negli argomenti per manifesta impreparazione.

    1. Sig. Giancarlo Borluzzi.
      Ho inviato il mio primo commento su questo articolo non per difendere l’ operato della senatrice Spelgatti ma per criticare quel modo odioso di fare politica con arroganza che molti politici manifestano e di cui lei è degno rappresentante.
      per quanto riguarda le accuse dirette a me con quei toni supponenti, le rispondo che in calce troverà la mia firma, e se qualcuno non si inserisce correttamente nel contesto quello sei Tu: per ribattere ad un commento deve andare in basso a sinistra e cliccare sulla voce “rispondi”.
      Senza nemmeno troppa fantasia.
      Mauro Di Francesco.

  6. Siffatta Donata doveva giudicare i negativi comportamenti di Spelgatti da me indicati, ma non ne è stata capace.
    Personalmente mi onoro per aver fatto presentare alle camere 4 diverse proposte di legge costituzionale per modificare il talebanismo scolastico in regione.
    Purtroppo i voti della Valle d’Aosta non entrano nel conteggio elettorale delle elezioni politiche per cui a Roma non si interessano della Valle d’Aosta.
    Sono stato in 98 paesi del modo senza mai pronunciare una sola sillaba in francese e per questo mi batto per la libertà di scelta scolastica tra l’inglese, indispensabile, e un francese pochissimo utile nel pianeta e presente in Valle d’ Aosta quanto i coccodrilli lungo i suoi torrenti.
    Che poi alle persone qui residenti interessi tacere per l’indennità di un bilinguismo inesistente è una critica per loro e non per me.
    Io vivo nel mondo e non solo sul pianerottolo di casa.

    1. Caro Giancarlo Borluzzi.
      Forse lei non è più in grado (data l’età avanzata), di distinguere ciò che è consono o meno, per un personaggio politico, prendere posizione riguardo ad un argomento calato sul tavolo senza contenuti sufficienti a sostenere un minimo di dialogo e costruito ad arte al solo scopo di denigrare l’altrui operato.
      Lei, politico di lungo corso, ha dimostrato, mischiandosi con noi poveri mortali che altra voce non hanno, se non quella benevolmente(?) concessa da testate come Aosta sera, di non avere altre frecce al suo arco.
      E comunque io non l’ho mai votata e il mio voto non l’avrà mai.
      Cordiali saluti.

  7. I fatti personali non hanno nulla a che fare con un “essere un buon politico” e quindi facciamola finita con questa menata – ognuno si guardi in casa propria
    Lei poi che logica ha? Da quale catacomba esce – cosa ha mai fatto per la politica valdostana? Il nulla assoluto!!!!

  8. Ricordo bene le elezioni del 2020 quando con un colpo di mano cancellarono le decisioni espresse con libero voto da parte dei valdostani. In Valle d’Aosta nulla può cambiare, A parte le facce.

  9. Non c’è mai stata logica nella “carriera” politica di costei.
    Quale logica nel nominare proprio consulente, quando lei era incredibilmente presidente della giunta regionale, Etienne Andrione della Fondazione dedicata a Chanoux, il teorizzatore della razza autoctona (inesistente) superiore per intelligenza alla razza (anch’essa inesistente) dei non autoctoni?
    Nomina funzionale all’incaricarlo di tenere i rapporti con le altre minoranze etniche e linguistiche, ma queste due non esistono in Valle d’Aosta.
    Quale logica nel presentare una proposta di legge per creare un collegio elettorale riservato alla Valle d’Aosta per le elezioni europee?
    La Valle ha un sesto dei residenti necessari per un seggio e quanti abitano in Valle non valgono più degli altri in base alle amenità di Chanoux.
    E la motivazione della Spelgatti era nel prevedere il seggio perchè la regione costituirebbe una minoranza etnica (ma ci sono residenti di ogni regione!) e linguistica (ma il francese è qui presente quanto le piantagioni di caffè!)!!
    La stessa logica del portare in ospedale il gatto di casa Spelgatti caduto dall’alto e riservargli trattamenti descritti su testate mondiali.
    Logico invece che il cognome Spelgatti contenga un riferimento appropriato ai gatti.

    1. Se lei è “quel” Giancarlo Borluzzi dà un esempio pessimo del modo di fare politica ma anche semplicemente di esprimere opinioni riguardo l’operato di una persona attraverso pareri sviscerati in calce ad un articolo senza timore del minimo contraddittorio.
      Lei è il classico politico d’assalto come molti nei tempi moderni.
      La vedrei bene con Vannacci.

  10. Halte-la, halte-la, halte-la
    Les montagnards sont pas.
    Gli rode troppo all’Union non essere lì e vedere qualcun’altro fare il maître al posto loro.
    Quanto alle critiche verso la senatrice dimostrano semplicemente il peso delle parole che usano: inutili e sterili.

  11. Personalmente sono molto dispiaciuta che la senatrice Spelgatti abbandoni la politica perché secondo me quando è stata Presidente della
    Regione ha lavorato alla grande senza fare comunicati stampa su quello che faceva e senza fare la première dame. Io l’ho ammirata molto soprattutto perché è riuscita a stare a galla in mezzo alla critiche che le piovevano da ogni parte addirittura ricordo di aver letto critiche sul suo abbigliamento- cosa veramente assurda.
    Comunque io sarei pronta a rivotarla perché sicuramente perdiamo una figura politica di grandi capacità e grande umanità

  12. Veramente il Peuple Valdôtain non esiste più, non è più online. Dove avete trovato questo commento alla Senatrice?

  13. Non certo per difendere la sen. Spelgatti ma diciamocela pure tutta: non è che di Manes si senta parlare tanto di più!
    Entrambi piuttosto latitanti comodamente adagiati sulle loro dorate poltrone!

      1. Chi l’ha visto?
        Sicuramente abbiamo visto il video di Grasso e Testolin,prontamente cancellato come fossimo in Iran !
        Siete solo dei rosiconi chez nous.
        Adon !

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