“Volevo insinuarmi in una mente criminale e capire com’era cominciato tutto”. Dopo il successo de “La salita dei giganti” – un tuffo nella storia della famiglia Menabrea e della sua celebre birra – Francesco Casolo da oggi, mercoledì 25 marzo, torna in libreria con “Il truffatore”. A ispirare lo scrittore milanese, che da qualche anno vive a Gressoney-La-Trinité, è un fatto di cronaca realmente accaduto, ambientato ai giorni nostri.

Francesco Casolo si butta nelle vite di un giovane banker in carriera, appena lasciato dalla moglie, e di un anziano imprenditore che ha guadagnato una fortuna ma che non riesce a perdonarsi di non aver saputo proteggere la sua famiglia da un dramma avvenuto anni prima. I due si incontrano, il primo diventa il truffatore e il secondo la sua preda. All’inizio si tratta di poche migliaia di euro poi quella truffa silenziosa, che si consuma dietro allo schermo di un computer, diventa una febbre. Bastano una colazione in campagna, qualche frase detta al momento giusto per conquistarsi la fiducia dei propri clienti. E un clic per spostare i soldi dal loro conto corrente al proprio. Intanto, in banca, nessuno sembra accorgersene.
Una storia che prende spunto da un articolo di giornale. “Avevo letto di questo banker mio coetaneo pronto a rischiare tutto per diventare milionario – racconta Casolo -. Non riuscivo a capire perché un uomo con una moglie, un buono stipendio e buona posizione aveva deciso di mettere tutto a repentaglio per diventare milionario e comprare tutto ciò che vedeva: macchine da sogno, orologi lussuosi, barche. Poi ho capito che quello che io consideravo tutto non lo era per lui e per altri come lui. Cercare di capire e raccontare il perché era diventato per una sorta di ossessione”.
Il truffatore di Casolo si chiama Fabio Montari. È lui il giovane banker in carriera. “Me lo sono immaginato come uno dei tanti conoscenti con cui ci è capitato di passare una serata simpatica e da cui non ti aspetteresti certe cose – prosegue lo scrittore -. Non so se uno nasca o diventi ladro, ma lui sicuramente lo diventa in un ambiente in cui il denaro sembra essere l’unica passione comune a tutti. È un uomo che cova dentro di sé un’ambizione ostinata ma che si presenta come un tipo simpatico e seducente”.
Poi c’è la preda, Angelo Cantuzzi, il ricco imprenditore che sta per morire. Come fa a cadere nella trappola del truffatore? “Studiando i diversi casi ho capito che tutti abbiamo una sorta di punto di rottura, un punto di debolezza. Nel libro Cantuzzi ha perso un figlio 40 anni prima e il suo banker diventa il figlio che ha perso, il suo confessore”. E così, sull’onda delle emozioni e di un passato che ritorna, la vita disgraziata di Angelo Cantuzzi e l’ambizione di diventare ricco di Fabio Montari s’incontrano. Per motivi diversi, uno completa l’altro. Amicizia e tradimento finiscono per confondersi in una storia che non è poi così diversa da quella della sfortunata figlia di Menabrea.
“Quando ho cominciato a parlare di questo progetto le persone erano stupite, mi chiedevano cosa c’entrassi io con la storia di un criminale – confessa lo scrittore -. Non ci ho messo tanto a far capire loro che la storia che avevo in mente era di nuovo quella che più amo raccontare: la storia di una persona a cui il destino aveva dato un certo tipo di carte e a un certo punto, per scelta o necessità, prende una direzione completamente diversa”.
Il libro – che sarà pubblicato anche in Spagna e in Sudamerica – sarà presentato giovedì 27 marzo, alle 18, alla libreria “À la page” di Aosta e venerdì 28 marzo, alle 21, alla biblioteca di Pont-Saint-Martin.