Mobilità sostenibile: la Val d’Ayas sperimenta car pooling e trekbus digitali

Car pooling, trekbus e app per la mobilità condivisa: la Val d’Ayas vuole sperimentare nuove soluzioni di trasporto grazie al progetto europeo ALLER-RETOUR.
Navetta Verde
Società

La Val d’Ayas sarà terra di sperimentazione di nuove modalità di trasporto, già in test d’uso in altri territori europei, per ridurre l’impiego dell’auto privata: car pooling, autostop organizzato, estensioni funzionali dei trekbus. Si chiama “ALLER-RETOUR – Innovazione digitale nella mobilità alpina di prossimità”, il progetto presentato per esser ammesso a finanziamento nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Francia Alcotra 2021-2027 e coordinato dalla Communauté de Communes de Haute Tarentaise, con il coinvolgimento della Regione e del  Consorzio turistico Val d’Ayas Monte Rosa.

L’iniziativa vuole facilitare gli spostamenti di turisti, attraverso il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, come il trek bus, che collegherà le diverse località turistiche, rendendo più facile l’accesso alle bellezze naturali delle Alpi, supportare i lavoratori stagionali implementando sistemi di car pooling e car sharing, ma anche promuovere   la sostenibilità ambientale, riducendo l’uso dell’auto privata e incoraggiando modalità di trasporto alternative.

Fra le attività previste c’è lo sviluppo e test di applicazioni digitali per facilitare la mobilità condivisa; l’estensione dei trek-bus per collegare aree turistiche, eventi e punti di interesse culturale; campagne di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a residenti, lavoratori stagionali, giovani e turisti; la realizzazione di un sito web e gestione di profili social per garantire una comunicazione continua e lo scambio di buone pratiche tra i partner transfrontalieri, basandosi su esperienze esistenti (come BlaBlaCar Daily o Rezo-Pouce).

Il progetto se ammesso a finanziamento potrà beneficiare di un investimento complessivo di circa 254 mila euro, di cui 50 mila a carico della Regione, interamente coperti da fondi FESR e dal Fondo di rotazione statale.

Una risposta

  1. Bene!!! Bravi!!! Buon inizio e speriamo sia presto sperimentato anche nelle altre bellissime vallate.

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