Da secoli si impiegano con successo estratti vegetali per correggere problemi quotidiani nel funzionamento dell’attività digerente, spesso all’origine dei più svariati sintomi: dalla cefalea alle patologie della pelle, passando per i più ovvii sintomi gastrointestinali, quali stitichezza, vomito diarrea e afte in bocca.
Essendo, l’impiego tradizionale, basato quasi esclusivamente su estratti acquosi come le tisane, gli infusi ed i decotti, ho voluto allargare l’utilizzo di alcune specie vegetali e verificarne l’efficacia clinica ricorrendo ad altre modalità di preparazione. Qui di seguito prenderò in considerazione acero, noce e ginepro e ne tratterò a grandi linee l’utilizzo delle loro gemme raccolte nella tarda primavera quando i giovani getti fanno la loro comparsa.
Molto diversa è la raccolta delle gemme di acero e noce, che si presentano di notevole dimensioni su grossi alberi, facili da raccogliere e facilmente individuabili, da quelle del ginepro, arbusto con gemme piccole, all’apice di rami pungenti che rendono lunga, difficoltosa e pure dolorosa la raccolta. L’acero ha il suo sito di azione principale nel regolare l’equilibrio acido-base dei processi digestivi, aiutando così a risolvere sintomi notturni fastidiosi: come la tosse, ad attacchi così forti da poter arrivare al vomito, più frequenti nella prima decade di vita; il noce regola la flora batterica intestinale: influenzando positivamente sintomi quali afte recidivanti, così fastidiose de rendere difficile e dolorosa la deglutizione, alitosi mattutina nei bambini e crisi di acetone. Il ginepro funge da modulatore del sistema linfatico dell’intestino prevenendo l’insorgenza di diarree e dolori addominali con particolare riguardo alle appendiciti.
Dalla combinazione e sinergia di queste 3 specie vegetali si ricava una complessa ed efficace regolazione delle funzioni digestive ed epatiche in particolare, che buoni risultati produce nella regolazione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, proponendone un impiego in situazioni di ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia in associazione o sostituzione dei farmaci di più largo utilizzo quali le statine.
La posologia di questi preparati, da assumere dopo i pasti principali, non supera le 30 gocce in acqua. Il trattamento va proseguito per almeno 30-40 giorni e si consigliano cicli stagionali in primavera ed autunno per sostenere la riduzione dell’efficienza digestiva tipica della mezza stagione. Si assiste spesso, in corso di questi trattamenti, a riduzione e scomparsa di fastidiosi sintomi in altre sedi, quali dermatiti o candidosi vaginali, magari già inutilmente trattate dallo specialista .
Dott. Pier Paolo Pilotti
Medico Chirurgo
Per questo articolo si ringrazia la Società Dual Sanitaly divisione omeopatia Homeopharm
