Oltre due ore e mezza di confronto per illustrare le conclusioni a cui è arrivato il gruppo Protos, incaricato da Sav, dopo oltre 70 pagine di analisi: non esiste alcuna soluzione alternativa alla chiusura di un anno delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
Non è solo una questione di tempistiche, ma soprattutto di sicurezza, che non può essere garantita prevedendo un’apertura parziale, a una sola corsia, delle gallerie.
Le due gallerie, come da programma, chiuderanno — salvo modifiche dell’ultima ora — dall’11 giugno. I lavori dovrebbero durare 370 giorni, anche se l’obiettivo illustrato oggi ai sindaci è quello di riuscire a concludere l’intervento entro Pasqua 2027.
“È stata confermata la chiusura di un anno — racconta il sindaco di Aosta Raffaele Rocco —. Ci sono state fornite molte indicazioni tecniche sul perché non si possa procedere in modo diverso e sul perché non possa restare aperta neppure una sola corsia della galleria. Ci sono vincoli normativi che non permettono di superare la data del 30 giugno 2027 e, sulla base di queste considerazioni, ci è stato detto che non vi sono soluzioni alternative. Come sindaci non possiamo che prendere atto di questa soluzione tecnica e ci stiamo ora preoccupando di come gestire la fase successiva, gli impatti e tutti gli oneri finanziari che da tale impatto deriveranno, non soltanto quelli diretti, ma anche le ricadute sull’economia dei nostri Comuni: il turismo ne risentirà, così come i trasporti. Abbiamo quindi chiesto di avere un confronto su questi argomenti e a breve avremo un nuovo incontro del Comitato viabilità per capire come gestire i flussi di traffico”.
In questi venti giorni i sindaci saranno chiamati, come ricorda ancora Rocco, “a mettere in piedi i soliti miracoli per individuare un sistema che consenta ai cittadini di muoversi fra le vallate e di venire ad Aosta, e di far passare i turisti che dovranno transitare sul capoluogo per raggiungere l’autostrada”.
Ai primi cittadini resta il rammarico di non essere stati avvisati prima della chiusura prevista. “Forse, almeno informalmente — sottolinea il presidente dell’Unité Mont-Émilius Fabrizio Bertholin — gli enti locali potevano essere coinvolti prima, per evitare di arrivare all’ultimo ad affrontare situazioni così complicate. Speriamo, con il prossimo tavolo sulla viabilità, di poter affrontare tutte le problematiche con il pieno supporto della Regione e di Sav”.
Ai sindaci spetterà anche il compito di “monitorare le ricadute sui rispettivi territori”, aggiunge il presidente dell’Unité Grand-Combin Gabriel Diémoz, “per il cambiamento dei flussi di traffico, della mobilità della popolazione residente e dei trasporti”.
Gallerie di Sorreley e Signayes, la risposta di Sav è arrivata
18 maggio 2026
La risposta di Sav è arrivata, ma per il momento il contenuto resta riservato. Solo dopo la riunione di analisi del corposo dossier ricevuto – un incontro con i sindaci dei comuni interessati è in programma domani mattina – si saprà se esista un’alternativa alla chiusura totale delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes. La comunicazione è giunta venerdì sera, ma la Protezione civile ne ha preso visione soltanto questa mattina. Da quanto si apprende, però, nelle oltre 70 pagine del documento prodotto dai tecnici incaricati da Sav, non si arriverebbe ad un esito diverso da quello inizialmente previsto: stop per un anno al transito nelle due gallerie.
Nelle scorse settimane, durante una riunione del Cov, il Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta, i sindaci dei Comuni coinvolti dagli interventi e dalle ricadute sulla circolazione avevano chiesto ufficialmente “un documento tecnico che attesti l’impossibilità di effettuare i lavori senza la chiusura totale delle gallerie”, accompagnato da “una valutazione tecnica indipendente e da un’analisi dei dati relativi al traffico”.
Il capo della Protezione civile regionale, Valerio Segor aveva inviato una lettera alla Società autostrade valdostane e, per conoscenza, ai sindaci interessati, alla Regione, alle forze dell’ordine, alla Centrale unica del soccorso, ad Anas e alla Sitrasb, la Società italiana del Traforo del Gran San Bernardo.
Nella comunicazione, Segor chiedeva un ulteriore approfondimento tecnico alla luce delle osservazioni avanzate dai sindaci, domandando a Sav “una valutazione tecnica indipendente” per verificare “se le soluzioni tecniche e operative attualmente previste per l’esecuzione delle lavorazioni costituiscano effettivamente le uniche e più idonee opzioni”.

Chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, ora Valpelline chiede rilevatori del traffico autonomi rispetto a Sav
24 aprile 2026 di Luca Ventrice
Da un lato, resta la richiesta di approfondimenti da parte Protezione civile per capire se la chiusura totale delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes. Dall’altro, si muove anche il Consiglio comunale di Valpelline nel quale si è discusso un ordine del giorno sugli interventi di adeguamento delle infrastrutture del raccordo autostradale A5–statale 27 del Gran San Bernardo.
Al centro, “la richiesta di soluzioni cantieristiche alternative a tutela della sicurezza, della mobilità e dell’economia del territorio”. O, per meglio dire, l’ordine del giorno – approvato all’unanimità dall’assemblea – impegna “la Giunta regionale, anche in qualità di socio della società concessionaria, a richiedere, in aggiunta agli approfondimenti tecnici e all’adozione di soluzioni alternative maggiormente sostenibili già sollecitate, l’installazione di rilevatori del traffico autonomi rispetto alla Sav (da installare sulla statale 27 per monitorare, durante l’anno dei lavori, i flussi di traffico, pesante e no, in modo da valutare in seguito gli impatti dell’intervento)”.
Non solo, perché da Valpelline si chiede anche “la promozione di un tavolo di confronto permanente con enti locali, categorie economiche e soggetti interessati che vada a tutelare le categorie a rischio di forte penalizzazione a seguito della chiusura della variante (attività turistiche, società private presso il tunnel del Gran San Bernardo, eccetera) e che registri e analizzi i dati di passaggio relativi al periodo di chiusura (sia durante che al termine del periodo di chiusura)”.
Ora, l’ordine del giorno sarà trasmesso alla Giunta regionale, ai parlamentari valdostani, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché la questione “sia valutata con la dovuta attenzione anche a livello nazionale”.
In una nota, il Consiglio comunale di Valpelline “auspica che, attraverso il confronto tra istituzioni e soggetti competenti, possa essere individuata una soluzione equilibrata e sostenibile, capace di conciliare le necessarie esigenze di sicurezza dell’infrastruttura con la tutela della mobilità, della qualità della vita e dello sviluppo economico del territorio”.
“La scelta di approvare quest’ordine del giorno è condivisa con i colleghi dell’Unité Grand-Combin per far sentire la voce del territorio su un argomento così delicato”, ha spiegato il sindaco di Valpelline Maurizio Lanivi.
C’è un’alternativa alla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes? La Protezione civile chiede approfondimenti
23 aprile 2026

Esiste una soluzione alternativa alla chiusura totale, per 370 giorni, delle gallerie Cote de Sorreley e Signayes? Se sì, serve una risposta. E serve entro il 15 maggio.
Già lunedì, durante la riunione del Cov – il Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta – i sindaci dei Comuni coinvolti dall’intervento (e dalle sue ripercussioni sui territori) avevano chiesto “un documento tecnico che attesti l’impossibilità di effettuare i lavori senza la chiusura totale delle galleria”, corredato da “una valutazione tecnica indipendente e da un’analisi dei dati relativi al traffico”.
Quindi, per dirla in termini medici, un “secondo parere”. Richiesta accolta, anche se non direttamente da Sav, la società che gestisce le infrastrutture. A chiedere se esistano o meno strade alternative alla chiusura, infatti, è stato il capo della Protezione civile Valerio Segor, in una lettera inviata alla stessa Società autostrade valdostane e – in copia e per conoscenza – ai Primi cittadini dei Comuni coinvolti, alla Regione, alle forze dell’ordine, alla Centrale unico del soccorso, ad Anas e alla Società italiana Traforo del Gran San Bernardo (Sitrasb).
Lettera in cui si chiede – alla luce delle osservazioni emerse da parte dei Sindaci – un ulteriore approfondimento, chiedendo alla Sav “una valutazione tecnica indipendente” per “verificare se le soluzioni tecniche e operative attualmente previste per l’esecuzione delle lavorazioni costituiscano effettivamente le uniche e più idonee opzioni”.
Questione che, inutile dirlo, è stata accolta con favore nei Municipi. Infatti, ieri sera, da piazza Chanoux, una nota dell’Amministrazione cittadina spiegava che “è stata accolta la richiesta, condivisa dai Sindaci e promossa dal sindaco di Aosta di avviare una valutazione tecnica indipendente sulle modalità di intervento nelle gallerie Côte de Sorreley”.
Richiesta “esplicitamente contenuta nella comunicazione ufficiale trasmessa alla concessionaria” e che “punta a verificare se la chiusura totale rappresenti davvero l’unica soluzione o se esistano alternative meno importanti per il territorio”.
“È una decisione importante – sottolineava nella nota serale il sindaco di Aosta Raffaele Rocco –. Abbiamo chiesto chiarezza e un’analisi indipendente, e questa richiesta è stata accolta. Ora servono risposte concrete nell’interesse dei cittadini e della mobilità della Valle d’Aosta”.
Chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, i dettagli di un intervento da 40 milioni di euro
22 aprile 2026

Ora, dopo tanto parlare in generale, si scende nei particolari. Infatti, in una nota, Sav – la concessionaria per la tratta autostradale A5 Quincinetto – Aosta Ovest e il Raccordo con la statale27 del Gran San Bernardo – presenta i dettagli dell’intervento di adeguamento delle gallerie Cote de Sorreley (4.725 metri) e Signayes (2.044 metri).
I costi
A partire dai costi: “Si tratta di un imponente intervento da 40 milioni di euro, reso necessario dal rispetto dei rigorosi requisiti del decreto legislativo 264/2006, emanato a seguito di alcuni tragici incidenti in galleria occorsi tra la fine degli anni 90′ e l’inizio dei 2000 e che impone, per tutte le gallerie della rete transeuropea dei trasporti di lunghezza superiore ai 500 metri, elevati standard di sicurezza da implementare entro il 2027 per prevenire criticità e proteggere gli utenti in galleria in caso di emergenze”.
L’intervento
L’intervento – spiega sempre Sav – prevede “azioni radicali che richiedono forzatamente l’occupazione integrale della sede stradale”. Tra questi, “lo smantellamento totale dei vecchi impianti, importanti scavi nei piedritti e sotto la piattaforma stradale per l’intera lunghezza delle gallerie e l’installazione di migliaia di nuovi apparati”.
Non solo: “Trattandosi di gallerie a fornice unico, la complessità strutturale ed impiantistica di tali lavorazioni risulta totalmente incompatibile ad assicurare le imprescindibili condizioni di sicurezza necessarie per la circolazione veicolare”. Per questo, “la chiusura totale del Raccordo è risultata l’unica soluzione tecnicamente praticabile per operare in sicurezza e garantire la trasformazione integrale dell’opera”.
I tempi
“Consapevole dell’impatto sul territorio, Sav ha quindi posto come priorità assoluta l’ottimizzazione dei tempi” prosegue la nota della società. Come anticipato dal presidente della Regione lunedì, Sav ribadisce che “le lavorazioni sono previste h24, sette giorni su sette. L’approccio permette di contrarre la durata della chiusura di ben 124 giorni rispetto alle stime ordinarie”.
Ergo, “dai 494 giorni inizialmente previsti, il cronoprogramma dell’intervento è ridotto a 370 giorni”. Come noto, dalla riunione del Cov, “l’avvio dei lavori è previsto per il prossimo 11 giugno, data individuata per non interferire sul 2026 con il calendario scolastico, con la tappa valdostana del Giro d’Italia e le festività primaverili; con l’obiettivo di restituire al traffico l’infrastruttura riqualificata a giugno 2027, assicurando il rispetto del termine normativo ed evitando altresì la sovrapposizione con la prossima chiusura prolungata del Traforo del Monte Bianco, programmata per l’autunno 2027, e del conseguente incremento di traffico sulla direttrice del Gran San Bernardo”.
Come sarà la galleria del 2027
Al termine dei lavori, spiega sempre Sav, “le gallerie disporranno di apprestamenti di sicurezza integralmente ammodernati” che consisteranno in:
- Sicurezza attiva:127 telecamere con tecnologia di detezione automatica degli eventi e 186 nicchie di emergenza
- Impiantistica:942 nuovi corpi illuminanti, 49 ventilatori assiali per il controllo della propagazione dei fumi, 737 km di cavi, 116 quadri elettrici, 34 km di passerelle portacavi
- Telecontrollo:125 km di cavi in fibra ottica per il monitoraggio remoto di circa 20.000 parametri degli impianti di sicurezza
- Infrastruttura:000 mq di nuova pavimentazione stradale e 45 km di tubazioni sotterranee
Sav – in chiusura di nota – “ribadisce il proprio impegno nel monitorare costantemente l’avanzamento dei lavori per garantire il rispetto dei tempi e la consegna di un’opera all’avanguardia per la sicurezza a servizio del territorio e del collegamento internazionale verso la Svizzera”.
Chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, previsto un picco di aumento medio di 400 mezzi l’ora
20 aprile – Ore 17.46
Dopo le battute “a caldo”, a seguito della riunione del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta (Cov), dalla Regione arriva qualche dettaglio in più sulla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes dal prossimo 11 giugno.
Chiusura della variante del raccordo autostradale A5 verso la statale 27 del Gran San Bernardo che durerà un anno. Nella riunione di stamane, 20 aprile, Sav ha ribadito – dice una nota regionale – “che i lavori sulle gallerie rivestono un carattere di assoluta necessità e indifferibilità”. E che il progetto di adeguamento prevede “lo smantellamento di tutti gli impianti attualmente esistenti e la realizzazione di tutte le dotazioni di sicurezza impiantistiche ed infrastrutturali previste, che saranno realizzate in conformità alle più recenti norme tecniche di riferimento”.
L’aumento medio mattutino? Circa 235 mezzi l’ora

Dai dati raccolti da Sav sull’afflusso del traffico, grazie alle rilevazioni radar sull’intero 2025, il capo della Protezione civile Valerio Segor ha spiegato che nell’orario mattutino di apertura degli uffici e delle scuole, si prevede un aumento stimato medio di circa 235 mezzi all’ora, assommando le due direzioni.
Il momento di maggiore transito si situa invece tra le ore 16 e le 18, unico momento della giornata in cui si superano i 400 mezzi medi orari sommando i due sensi, il che equivale ad un accodamento aggiuntivo di 500-600 metri valutato su un’ipotetica distribuzione del traffico su tutta l’ora.
Per i mezzi pesanti, i valori massimi evidenziati dai rilievi sono sempre inferiori ai 20 mezzi/ora nel tardo pomeriggio, sempre contando assieme i due sensi, con valori medi di circa 15 mezzi l’ora da metà mattinata fino alle ore 18.
Durante la riunione, è stato annunciato che, a breve, saranno inviati tutti i presenti i dati del traffico analizzati sull’intero anno 2025, mese per mese e ora per ora, per poter avviare successive valutazioni.
“Accanto alle misure per il contenimento dei disagi – ha ricordato il Capo della Protezione civile – è per noi prioritario prevedere tutte le disposizioni da mettere in atto per garantire la piena operatività di tutti i servizi di soccorso sanitario e tecnico per i quali, se sarà necessario, chiederemo un supporto alle forze dell’ordine nelle ore di maggiore traffico”.
Ai sindaci, che hanno espresso preoccupazione non soltanto per le criticità sulla viabilità ma anche per le eventuali ripercussioni economiche, il presidente della Regione Renzo Testolin ha detto: “Vi ringrazio per la vostra presenza e per le osservazioni puntuali: sono preoccupazioni che condividiamo. La vostra partecipazione qui è particolarmente importante anche nell’ottica di una ampia diffusione delle informazioni a residenti, operatori economici e turisti. Invito Sav a mettere in atto tutte le misure possibili per ridurre i disagi, pur nella necessità di mettere a norma le due gallerie. Il confronto che abbiamo aperto oggi continua, con altri incontri, che saranno organizzati prima di giugno e che proseguiranno nel corso dei lavori per un puntuale monitoraggio dell’avanzamento degli interventi e delle ripercussioni sulla viabilità”.
Al termine della riunione, è stato rivolto l’invito a tutti i presenti a far pervenire nelle prossime settimane considerazioni, dubbi e domande e a proseguire il confronto nelle riunioni che saranno programmate.
I Comuni coinvolti: “Rimaniamo critici”

Dal Comune di Aosta, nel tardo pomeriggio, arriva un’altra nota. E non lascia grossi dubbi: “Il Comitato tecnico sulla viabilità, riunitosi questa mattina in Regione, non ha sciolto i dubbi espressi sal Sindaco di Aosta Raffaele Rocco, dal presidente dell’Unité Mont-Émilius Fabrizio Bertholin e dal presidente dell’Unité Grand-Combin Gabriel Diémoz in merito alla chiusura della galleria Côte de Sorreley per l’esecuzione di interventi di ammodernamento impiantistico”.
Anzi: “Rimaniamo critici rispetto alla situazione che ci è stata presentata – si legge ancora-. Riteniamo necessario disporre di un documento tecnico che attesti l’impossibilità di effettuare i lavori senza la chiusura totale della galleria, corredato da una valutazione tecnica indipendente e da un’analisi dei dati relativi al traffico”.
Dal Comune di Aosta insistono anche sui cantieri già programmati in via Roma, via Monte Emilius e per la realizzazione della rotonda di Saraillon già previsti durante il periodo di chiusura delle gallerie: “Secondo quanto esposto, i maggiori afflussi dovrebbero registrarsi nel tardo pomeriggio -prosegue Rocco -. Questa fascia oraria è già considerata di punta per il capoluogo regionale e i lavori andrebbero a incidere ulteriormente sulla direttrice compresa tra via Roma e la strada statale 27. I disagi per lavoratori pendolari e turisti sarebbero rilevanti”.
Per i lavori alle galleria di Sorreley e Signayes c’è una data. Chiuderanno per un anno dall’11 giugno
20 aprile 2026 – Ore 13.46

Ora c’è una data. Le gallerie di Sorreley e di Signayes, che collegano l’autostrada A5 alla valle del Gran San Bernardo, chiuderanno l’11 giugno. Ed i lavori, come annunciato in precedenza, dureranno un anno.
Oggi, la riunione del Cov-Comitato Operativo per la viabilità della Valle d’Aosta, tra Sav – Società autostrade valdostane -, Regione, Protezione civile e sindaci dei Comuni coinvolti, la conferma. Non c’è altra possibilità che chiudere totalmente le gallerie.
“È stata una riunione prettamente tecnica – ha detto il presidente della Regione Renzo Testolin -. Sono state presentate le date, la chiusura partirà dall’11 giugno. Sono stati fissati i termini per capire le criticità maggiori e come risolverle, stanti i numeri sui quali faremo le opportune considerazioni”.

Non solo: “Sav han dato indicazioni molto puntuali sull’attività, che verrà svolta 24 ore al giorno per massimizzare tempi. E se ci saranno dei margini verranno sfruttati”, chiude Testolin.
Per il Comune di Aosta, il sindaco Raffaele Rocco, dopo la riunione, ha detto: “Abbiamo preso atto della situazione che si prospetta. Sav ha ribadito che l’intervento deve essere fatto con la chiusura per un anno. Abbiamo fatto presente le criticità sul territorio e preso l’impegno con la Protezione civile di verificare gli impatti e studiare assieme possibili mitigazioni. Certamente i numeri, per quanto distribuiti, non ci tranquillizzano”.
Anzi: “Continuiamo ad essere dell’idea che avremo un impatto molto forte per i cittadini a fronte di spiegazioni che continuano ad essere, purtroppo, carenti – ha aggiunto il primo cittadino -. Faremo quello che possiamo, non ci resta che chiedere ai cittadini tanta pazienza perché forse ne dovranno avere molta”.
Ed ora? “La valutazione degli impatti è stata inserita nel Comitato viabilità, lì faremo in modo di portare tutte le nostre criticità e concorrere nell’individuazione di possibili soluzioni” ha detto ancora Rocco. Anche per i lavori che il Comune ha in cantiere: “Analizzeremo le questioni in Commissione viabilità. L’intervento a Saraillon non può essere bloccato. Dovremo capire su base dei flussi come conciliare tutte le esigenze”.

Chiusura della galleria di Sorreley, Aosta teme un milione di transiti in più e chiede altre soluzioni
15 aprile 2026

Un’ora e mezza di confronto, poi toccherà ai sindaci della valle del Gran Paradiso. Oggi, in piazza Chanoux il “faccia a faccia” tra il Comune di Aosta e i vertici della Società autostrade valdostane.
Al centro, ovviamente, la chiusura per un anno delle gallerie Côte de Sorreley e di Signayes – che collegano l’autostrada A5 alla statale 27 verso il colle del Gran San Bernardo – per un imponente intervento di manutenzione straordinaria che vedrà, tra gli altri, lavori di sostituzione dell’intero impianto elettrico e dei punti luce, oltre a quella dei ventilatori – cinquanta – per l’aspirazione degli scarichi dei veicoli e al manto stradale.
Incontro non andato benissimo. Sav ha spiegato che i lavori vanno fatti. E devono essere chiusi entro il 2027. Peraltro, sull’impianto grava anche una procedura di infrazione europea. Da qui, la necessità di intervenire, e di farlo in fretta.
La preoccupazione è tutta su Aosta. I calcoli dicono che sulla città piomberebbero oltre un milione di transiti in più. Numeri che il capoluogo non può reggere, soprattutto per il fatto che si scaricherebbero su via Roma, non certo una circonvallazione e per la quale, peraltro, sono previsti lavori in estate; ma anche i lavori – la realizzazione di marciapiedi e di una nuova rotonda – in regione Saraillon. Senza contare la zona dell’ospedale.
All’uscita dall’incontro, le bocche dei dirigenti Sav sono cucite. Da quanto appreso, il Comune di Aosta si è messo di traverso. Non all’intervento in sé, ma la richiesta è stata quella di trovare una soluzione alternativa che preveda la chiusura parziale delle infrastrutture e non quella totale.
In una nota arrivata nel tardo pomeriggio, il sindaco Raffaele Rocco spiega: “Sav ha illustrato le diverse soluzioni tecniche al progetto. Ho rappresentato con fermezza l’estrema criticità di una eventuale chiusura della galleria e la forte preoccupazione per le ricadute dirette sulla città di Aosta e sui Comuni limitrofi. Si rischia di subire un rilevante aggravio del traffico, stimato in oltre un milione di transiti aggiuntivi, con conseguenti ingorghi diffusi e pesanti ripercussioni sulla vivibilità urbana”.
Poi, la richiesta: “Ho chiesto con decisione di individuare ogni possibile soluzione tecnica che consenta di mantenere la transitabilità della galleria, al fine di contenere l’impatto sulla viabilità cittadina. Allo stesso tempo, chiederemo immediatamente alla Regione l’attivazione di un tavolo tecnico dedicato, finalizzato a verificare ulteriori soluzioni alternative e a valutare in modo coordinato ogni opzione utile a ridurre gli effetti sul territorio”.
Intanto, per Sav c’è un prossimo step, anche se tutto da confermare. Lunedì prossimo, infatti, la società dovrebbe incontrare i Comuni della valle del Gran San Bernardo.
La galleria Côte de Sorreley chiude per un anno? Nella valle del Gran San Bernardo c’è preoccupazione
10 aprile 2026

Una cosa è certa: nell’alta valle del Gran San Bernardo c’è preoccupazione. Soprattutto da quando ha cominciato a farsi strada – tra le Amministrazioni comunali, ma anche tra la popolazione e le imprese – l’ipotesi della chiusura totale della galleria Côte de Sorreley, che collega l’autostrada A5 alla statale 27, per un grosso intervento di manutenzione straordinaria. Che è ben più di un’ipotesi.
Intervento impegnativo – a quanto appreso – anzitutto dal punto di vista delle risorse in campo, ma soprattutto per la durata, dal momento che si parla di un anno di stop. Oltre al fattore-tempo, non aiuta l’imminenza dei lavori: si parla di maggio, forse a fine mese, o al massimo per gli inizi di giugno.
Le comunità della vallata temono ripercussioni socio-economiche, disagi per i lavoratori pendolari e per le imprese e le attività produttive. Ma anche problemi che impatteranno sul turismo, soprattutto da e verso la Svizzera. Preoccupazioni che si allargano, poi, scendendo in città, per il sovraccarico del traffico che ricadrà su Aosta. Dove, peraltro, è in corso un intervento sulla rotatoria di Saraillon e sono in programma, in estate, lavori su via Roma. E l’equazione “Tir in città più sensi unici alternati” non fa dormire sonni tranquilli a nessuno.
Il traffico pesante, probabilmente, sarà da deviare sul Traforo del Monte Bianco che nel 2026 non chiuderà. Ma il traffico leggero ed il flusso turistico, comunque, preoccupa.
Le bocche, al momento, restano piuttosto cucite. La questione è delicata. Il sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses Alberto Ciabattoni dice: “Come amministratori della vallata abbiamo scritto una lettera alla Presidenza della Regione perché la popolazione e le aziende sono preoccupate quanto noi. Aspettiamo al più presto un incontro per definire le dinamiche di questo intervento”.
Il tempo stringe
Intervento che, come detto, se non è imminente poco ci manca. I lavori erano attesi da tempo, ma si aspettava il via libera dal Ministero, ora arrivato.
Il tempo stringe perché, da quanto appreso, la galleria non è a norma. Nel mezzo, anche l’ipotesi di intervenire senza chiudere del tutto l’infrastruttura. Idea bocciata: lavorare istituendo un senso unico alternato significa metterci troppo tempo – i lavori vanno finiti entro il 2027 – e con un dispendio di risorse eccessivo. Quindi, è un aut aut: o si fa questo intervento, e presto, o la galleria va chiusa.
La prossima settimana, pare che Sav manderà una nota stampa con i dettagli dell’intervento e del progetto. Anche perché al momento ci sono delle risposte e delle preoccupazioni. Poche, le prime. Molte, le seconde.

14 risposte
Ricordiamoci anche della sicurezza sanitaria (smog a parte), ambulanze e ammalati dovranno raggiungere l’ospedale, che si è voluto mantenere in centro, in stile slalom gigante di Kitzbuhel…
PS. Prima di fare ragionamenti sarebbe opportuno aspettare dati mensili e giornalieri, magari pluriennali.. Chissà quanti passaggi aggiuntivi ci saranno durante le festività svizzere, in alta stagione o quando sarà chiuso il traforo del Bianco ..
Concordo. Comunque siamo messi in un collo di bottiglia non aggirabile in nessuna maniera. Ci saranno sicuramente delle alternative, ma la domanda è: perfetto di finire i lavori di adeguamento come si deve entro il 2027 senza soprese impreviste, come il non suerpamento del collaudo finale? Se la risposta è no tutta la vallata e Aosta subiranno l’inferno per un anno. Perché questa scadenza non puoi evitarla: o finiscono quei lavori in tempo o lo Stato, in ottemperanza alla norme europea di sicurezza stradale delle gallerie del 2006, chiude le gallerie a tempo indefinito. E tutto perché SAV, Regione, e Ministero ha perso 20 anni prima di decidere di fare quei lavori, sapendo benissimo che la scadenza era il 2027. Io a sto punto, invece di trovare alternative che rischiano di farci danno sia economico (sanzioni europee) sia di traffico (gallerie chiuse per anni), penserei di chiedere la testa di chi ha combinato sto disatro, cacciarlo da dove di trova, e ottenere un grosso risarcimento economico per danni alla collettività. Di più non la scampi: e non credo che su questa norma ci sia la possbilità di deroga delle scadenze.
Ah però, la cosa era nota già nel 2006 pare…..
Esatto, da quando hanno approvato le nuove norme europee sulle gallerie stradali, dopo una serie di tragedie orrorse in diverse gallerie dal 2000. E avevano già dato la scadenza della loro messa a norma al 2027. Invece di chiedere alternativa e dati indipendenti, bisognerebbe chiedere al SAV, Regione e MIT questa cosa: come mai ci avevte messo 20 anni a decidere di fare questi lavori obbligatori alle gallerie? E subito dopo chiedere la testa dei responsabili di questo scempio.
Follìa pura. Due venerdì fa ho fatto più di un’ora di coda per rientrare in Italia dalla Svizzera.
Migliaia di macchine alla rotonda dell’ospedale.
Fare un raccordo dal ponte tra le due gallerie che esce al Cimitero di Porossan, e va sulla strada di Porossan, da lì si può andare già dopo l’ospedale e a Saint Christophe, così si passa già Aosta, si diluisce un po’.
Se c’è la volontà in 15 GG lo fanno.
Quella galleria ha tre corsie di cui quella centrale non utilizzata. Possono benissimo svolgere i lavori su una corsia alla volta, lasciando libere al traffico le altre due. Sulla A26, tra peimonte e liguria, hanno sistemato tutte le gallerie in quel modo, senza dover bloccare il traffico.
SAV = Senza Aumenti Vaneggiamo
Si potrebbe fare, ma gli automoblisti dovrebbero percorrerle al buio, senza impainti di sicurezza, niente ventilazione, e sull’ultima parte anche con gli operai che viaggiano con la bombola di ossigeno per lavorare nei fumi di scarico: il rifacimento di quel tipo di impianti non lo puoi a fare a pezzi o lotti, si fanno a blocchi interi su tratti molto lunghi, oltre al fatto che facendo i lavori su tratti dell’impianto questo non funzionano, non sono a comparti stagni indipendenti. E non credo proprio che il MIT dia l’ok a sta cosa. Il problema e di chi non si è dato una mossa a far partire i lavori quando è uscito quel problema: cioè quando hanno chiuso la corsia centrale e vietata la circolazione dei mezzi pesanti, che era la soluzione provvisoria per far circolare i mezzi anche se le gallerie erano fuori norma e in attesa dei lavori. Ora è troppo tardi: politici e SAV hanno perso tempo, il MIT ce l’ha messa in quel posto.
Io direi che quelli di SAV ce l’hanno messa in quel posto con l’inerzia di tutti questi anni. Da quanto tempo è chiusa la corsia centrale? Da una vita. E solo ora, allo scadere, i fenomeni di SAV si muovono? Gente di nomina politica, brava a fare ricorsi per l’aumento dei pedaggi autostradali, ma incapace di una sana gestione dei problemi.
Il problema che questi fenomeni continuano a essere scelti dai nostri politici (che continuano ad essere eletti nonostante l’incompetenza e evidente) e a tenersi il posto fino alla morte. Ma tutto sto casino è uscito da un piccolo giochino che MIT e SAV si sono giocati in questi anni: il rinnovo delle concessioni autostradali. Il MIT perdeva tempo nel rinnovo, il SAV giocava su quel problema per rallentare i lavori di manutenzione di tuttta l’autostrada come scusa dell’incertezza di riavere la concessione. La concessione è scaduta, il SAV ha giocato la carta della messa a nroma delle gallerie per farsela rinnovare, il MIT se ne è fregato e a ha messo i lavori sulle gallerie nel tritacarne dell’iter autorizzativo ordinario (lentissimo per le infrastrure autostradali). Alla fine i lavori sono rimasti al palo. Ora che l’anno scorso hanno rinnovato la concessione a SAV l’iter per far partire i lavori ha preso una grossa accellerata iperluce, solo che ora si rischia una megamulta europea perchè il tratto fa parte delle rete stradale europea e deve rispettare le norme europee. MIT allora si trova al palo, non vuole pagare multe UE, e obbliga SAV a fare la chiusura totale con la minaccia “se non fai questi lavori entro un anno ti blocco la cirolazione dei mezzi delle gallerie sine die”. Il SAV allora esegue gli ordini e se frega del terriotorio coinvolti nei lavori. Regione VDA invece cosa fa? Nulla perchè la SAV è sotto il comando di Gavio, che le concende solo la presidenza della società, e la MIT non hanno nessuna leva politica da usare. Alla fine sta storia è lo stesso giochetto che ha fatto Gavio sui viadotti di Camolesa, ma in quel caso è diventata un tragedia, perchè lui ha perso la concessione della Quincinetto-Torino e della Bretella, e il subentro di ITP al posto di ATIVA ha creato un rallentamento assurdo nel rifacimento dei viadotti: infatti ITP ha ottenuto l’iter rapido per il bypass, ma ha dovuto rifare tutte le pratiche per richiedere il rifacimento dei viadotti al MIT. E pagano sempre i soliti come sempre. Ormai rassegnamoci: per la Valle del Grand Combin e la Plaine sarà all’inferno più totale con il caos traffico, e chi ha fatto sto disastro rimarrà al suo posto fregandosene altamente delle conseguenze delle sue azioni.
Il livello degli amministratori è davvero crollato negli ultimi anni. L’incapacità ha preso il potere e il sistema sta diventando disfunzionale. Oramai … liberi tutti…
Che alternative ci sono? Il MIT ha dato l’ultimatum a SAV: le gallerie non sono a norma, entro il 2027 bisogna riadeguarle. O si chiudono un anno per fare i lavori in tempo, o il MIT forza la loro chiusura dichiarandole inagibili e rimangono chiuse fino a completamento della messa a norma. È la stessa cosa successa alle gallerie autostradali di Montjovet e Hone: disagi enormi causate dai lavori ma l’alternativa era scaricare tutto il traffico autostradale tra Pont-Saint-Martin e Chatillon sulla statale fino alla sistemazione delle gallerie. Questa chiusura farà un casino? Certo! Regione e SAV dovevano darsi una mossa a sistemare questo problema ben noto (il restringimento di carreggiata in salita era per quel motivo) prima di arrivare a questo disatro? Ovvio. Ci sono margini di trattative con il MIT? Viste le notizie non credo proprio o ci sono ma quasi certo con risultati moolto scarsi. Il MIT con questo ultimatum ce l’ha messa in quel posto a tutti i valdostani coinvolti direttamente con questo problema gigagalattico? Purtroppo sì. Ora nulla: per un anno le gallerie saranno chiuse per lavori, e per i valdostani si accollano disagio e caos totale. E i responsabili di questa catastrofe se fregheranno, dormiranno sonni tranquilli, e peggio ancora saranno ancora al potere per anni.
Visto il titolare del ministero, che poi verrà a bere grappa e mangiare polenta a spese del povero valdostano incapace di arrivare in ospedale o a lavoro senza mezz’ora di coda, su delle strade comunque di gestione statale o appaltate a tariffe da usura, la soluzione per la trattativa potrebbe essere solo nel comportarsi come uno scimmione urlante e buttandola nel marasma di parole in libertà ed elenchi.
Oppure ricordandogli da dove è nato, che in Valle D’Aosta prende bei voti e che non è mai convenuto alla Lega tralasciare le regioni che ancora credono nel federalismo.
Complimenti a tutti per la programmazione. Lavori in corso a Saraillon, al mattino sarà un casino. Bravi… In tutti gli ambiti si assiste ad un progressivo rimbecillimento e mamcanza di buon senso. Bisogna cominciare con i boicottaggi
Complimenti chiudere x un anno una strada statale di collegamento internazionale, dei geni proprio, non ho parole!?! Sempre più schifata