Le aspettative della vigilia sono state pienamente confermate: è stata un’edizione da record.
E, se è vero che i numeri testimoniano un aumento dei visitatori, il vero record va cercato altrove, nella soddisfazione – autentica e diffusa – degli artigiani.
Hanno venduto, certo. Ma soprattutto hanno avuto il tempo e il piacere di raccontare il proprio lavoro, di spiegare tecniche e ispirazioni, di ricevere complimenti, sorrisi e strette di mano. Hanno ritrovato amici, clienti affezionati e nuovi estimatori. Una fiera baciata dal sole, con temperature clementi, che ha creato il contesto ideale per vivere appieno l’evento.
Se a un primo sguardo il venerdì poteva sembrare sottotono, in realtà – come raccontano gli stessi artigiani – è per antonomasia la giornata in cui si fanno più affari. Gli amanti dell’artigianato si svegliano presto per accaparrarsi le opere migliori e non perdere le occasioni più interessanti. Venerdì sera, in diversi nell’Atelier di piazza Chanoux registravano già il tutto venduto; lo stesso scenario si è ripetuto tra i banchi del centro storico. C’era più spazio per ammirare le opere, più tempo per parlare e confrontarsi. Nel primo giorno i parcheggi auto erano al completo.
Il sabato ha portato la fiumana di visitatori attesa: tantissima gente, arrivata soprattutto con i bus turistici. Un grande afflusso che, nonostante la folla, non ha frenato le vendite, confermando ancora una volta il successo di una manifestazione che sa unire qualità e partecipazione.
“La Foire è la conclusione di un lungo percorso di organizzazione e, allo stesso tempo, il punto di partenza per l’edizione successiva – spiega l’Assessore dello Sviluppo economico Luigi Bertschy – Ogni edizione è il risultato di un costante lavoro di innovazione, che si traduce in nuove idee e iniziative inserite nel programma oltre che nel grande apporto di creatività e impegno che gli artigiani portano, di volta in volta, sui loro banchi. Possiamo essere orgogliosi della nostra capacità di lavorare insieme e della riuscita di questo appuntamento, unico e riconoscibile nel suo genere, capace di trasmettere ai visitatori l’immagine di una comunità unita e di un territorio che offre qualità, identità, accoglienza, sicurezza e la capacità di guardare al futuro.”
I dati di afflusso registrati hanno attestato un numero di automobili e di autobus superiore a quello del 2025 (rispettivamente da 4.334 a 4.882 e da 219 a 316). “Tale incremento ha portato a un aumento del numero di visitatori rispetto allo scorso anno, limitandone di fatto la circolazione; infatti il numero dei passaggi rilevati in piazza Chanoux risulta in linea con quello dello scorso anno, pur in presenza di un maggior afflusso di persone” spiega una nota della regione.
Numeri a parte, la soddisfazione della Regione è anche per la crescita dei giovani artigiani, un passaggio di testimone reso possibile anche grazie al ruolo delle scuole, ai progetti dell’Artisanà. “Sono segnali importanti, che confermano come l’artigianato sia un’eredità, ma anche una risorsa viva sulla quale costruire percorsi per il domani e un motore di sviluppo e innovazione, culturali ed economici.” evidenzia ancora Bertschy ringraziando infine tutta la macchina organizzativa della Millenaria.
Il Premio “La Saint-Ours” a Giuseppe Binel. Ezio Dejanaz fa il bis, Erick Bionaz il tris
di Silvia Savoye

Raccontano storie di mani sapienti, di materiali che diventano racconto e di opere capaci di parlare al presente senza dimenticare le radici i 14 premi assegnati quest’anno al termine dei due giorni dell’edizione 2026 della Fiera di Sant’Orso.
Il Premio “La Saint-Ours” è stato assegnato a Giuseppe Binel per una scultura realizzata con impeccabile maestria tecnica, capace di rappresentare con grande efficacia la vita quotidiana dei campagnardi valdostani. Un’opera che esprime, con autenticità e forza evocativa, la tradizione più genuina della Valle d’Aosta, fatta di gesti semplici, lavoro e profondo legame con il territorio. Una menzione speciale è stata attribuita a Demis Dandres, a ulteriore conferma del valore della sua ricerca artistica e della capacità di coniugare innovazione stilistica e rispetto della tradizione, già premiata nel corso di questa edizione.
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Dandres menzione La Saint Ours
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Franco Bruno
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Fabrizio Badery tecniche artigianali
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Siro Vierin
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Tutti i premiati
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Dario Berlier
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Dejanaz premio Don Garino
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50 anni fiera premiati
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Franco Crestani
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Gilberto Fiou
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Giuseppe Binel La Saint Ours
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Fabrizio Badery tecniche artigianali
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Buillet premio Berton
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Premio Berthot a Loris Damarino
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Bionaz premio Ana
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Lara Cavagnino è andato il Premio FIDAPA
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Dandres premio Savt
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Vietti menzione a Romano Hugonin
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Bionaz premio Vietti
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Maddalena PIntore premio Balan
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Massetto premio Enfantheatre
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Scuola Valgrisenche premio Carlo Jans
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Déjanaz premio Orsi
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Bionaz menzione premio Orsi
Ezio Dejanaz si è distinto con due importanti riconoscimenti. Il Premio Amici di Don Garino, dedicato al miglior lavoro in legno a tema religioso e alla memoria di don Luigi Garino, gli è stato conferito per una scultura intensa e simbolica: la statua di Sant’Orso con il bastone, il piccolo uccello teneramente posato sulla spalla e, nella mano, il libro delle omelie di don Garino.
A Dejanaz è andato anche il Premio Domenico Orsi, in un contesto di altissimo livello qualitativo, per la capacità di interpretare il tema del Dono, valore fondante della comunità e della Fondazione della Valle d’Aosta.
Il Premio Enfanthéâtre è stato assegnato a Enrico Massetto. La sua opera in legno, originale e perfettamente coerente con il tema 2026 “Animali da palcoscenico”, ha colpito la giuria per la scelta evocativa di una volpe e di un corvo, avvolti dai tendoni di un teatro.
A Maddalena Pintore è andato il Premio Ville d’Aoste – Franco Balan. Alla sua undicesima edizione, il riconoscimento celebra l’opera “Gaza – Impronte per la Pace”, capace di trasformare il gesto creativo in memoria condivisa. Un lavoro che coinvolge l’infanzia come spazio autentico di espressione, utilizza materiali diversi e un linguaggio semplice, accessibile e profondamente umano, con una forte dimensione partecipata.
Protagonista di un tris di riconoscimenti Erick Bionaz. La giuria gli ha attribuito una Menzione speciale per una scultura che interpreta il tema del Dono attraverso la solidarietà: due alpini volontari che portano aiuto e conforto a un’anziana colpita dall’alluvione.
Bionaz ha inoltre ricevuto il Premio Pierre Vietti per il meticoloso lavoro di ricerca e ricostruzione di un antico torchio, testimonianza viva dell’amore per la civiltà tradizionale valdostana. Menzione speciale per Romano Hugonin.
A lui è andato anche il Premio Alpino Pier Andrea Donazzan – ANA Sezione Valdostana, per un’opera ispirata all’iniziativa benefica “Operazione Stella Alpina”, che unisce perizia tecnica, iconografia alpina e un paesaggio riconoscibile dominato dal Cervino, impreziosito da una delicata cascata di stelle alpine.
Il Premio SAVT – Foire de Saint-Ours è stato conferito a Demis Dandres, capace di introdurre un’innovazione dallo stile personale e riconoscibile, mantenendo un profondo rispetto per la tradizione. L’uso di materiali classici legati al mondo agricolo, come nell’opera dedicata alla fenaison, ha lasciato nel visitatore un’impronta visiva e memoriale duratura.
A Lara Cavagnino è andato il Premio FIDAPA – Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari per un’opera che unisce legno antico e argilla. Su quest’ultima l’artista ha impresso foglie ed erbe del territorio, intrecciandole con pizzi e manufatti all’uncinetto: un omaggio al savoir-faire femminile tramandato di madre in figlia.
Il Premio Amédée Berthod, dedicato al più promettente espositore under 25, è stato assegnato a Loris Damarino. Diplomato all’Institut Agricole, ha saputo avvicinarsi alla lavorazione del cuoio con passione e determinazione, dividendosi tra lavoro, azienda zootecnica di famiglia e produzione artigianale destinata alla Fiera, alle Batailles e alla Désarpa.
Il Premio Robert Berton è stato attribuito a Sergio Buillet (classe 1935), come espositore più anziano non premiato negli ultimi cinque anni.
Il Premio Carlo Jans è stato conferito alla Scuola elementare di Valgrisenche, per l’eccellenza nell’insegnamento delle tecniche artigianali. La lavorazione a telaio, l’unicità dei materiali e la giovanissima età degli allievi rappresentano un segnale forte e positivo per il futuro dell’artigianato valdostano.
A Fabrizio Badery è stato assegnato il premio per aver preservato le tecniche artigianali tradizionali nella fabbricazione di strumenti agricoli.
Infine il Premio Nozze d’Oro con la Fiera, destinato agli espositori che partecipano alla Saint-Ours da almeno cinquant’anni, è stato conferito a Franco Bruno, Guido Diémoz, Siro Viérin, Gilberto Fiou, Dario Berlier e Franco Crestani.
La Foire tra mani esperte e capolavori senza tempo
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
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Opere Fiera di Sant’Orso Ph Nicole Jocollé
Tra le vie del centro storico di Aosta i banchi dei maestri artigiani raccontano storie di talento e tradizione. Sculture in legno e pietra, intagli minuziosi e creazioni uniche mostrano il cuore pulsante della cultura valdostana, dove ogni pezzo porta con sé esperienza, passione e maestria. Passeggiando tra ferro battuto, legno e pietra, i visitatori scoprono manufatti che non sono solo oggetti, ma veri e propri capolavori: un omaggio alla memoria e all’identità della Foire, e alla sapienza di chi continua a coltivare un’arte senza tempo.
Tra brindisi e incontri, la notte di Sant’Orso
Quando i banchetti degli artigiani si smontano e la Fiera sembra finire, in realtà inizia un’altra storia. La Veillà prende vita nelle strade e soprattutto nelle cantine: brindisi che si moltiplicano, musica, balli, qualche eccesso e tanta voglia di restare insieme. È il prolungamento naturale della Fiera di Sant’Orso, lo stesso clima di socialità che nasce al mattino e accompagna Aosta fino a notte fonda.
Fiera di Sant’Orso, Bertschy: “Partecipazione importante e artigiani soddisfatti”
30 gennaio 2026 di Silvia Savoye
Per conoscere i numeri ufficiali di affluenza della Millenaria bisognerà attendere domani, ma la sensazione è che, complice anche il bel tempo, quella in corso sia – come da previsioni – un’edizione da record.
“Concludiamo il primo giorno della 1026ª edizione della Fiera, durante il quale abbiamo visto la città di Aosta animarsi da più di mille artigiani, arrivati da tutta la Valle con creatività, passione e maestria, da tanti valdostani per i quali il 30 e 31 gennaio rappresentano un appuntamento sentito e irrinunciabile e da turisti giunti numerosi per immergersi in una manifestazione che mantiene negli anni tutto il suo fascino e il suo valore”, sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy. «È bello constatare come la Fiera di Sant’Orso non sia soltanto un evento, ma un patrimonio vivo e collettivo che da oltre mille anni accompagna la Valle d’Aosta e che, edizione dopo edizione, ha saputo crescere e rinnovarsi senza perdere la propria identità e senza tradire quell’autenticità che la rende unica nel panorama delle Alpi”.
“La giornata odierna – aggiunge Bertschy – ha registrato un’importante partecipazione di visitatori e la soddisfazione degli artigiani, che hanno potuto raccontare le loro opere e i loro percorsi, perpetuando la magia che solo la Foire è in grado di creare. La macchina organizzativa ha confermato la sua efficacia e operatività, ormai consolidata, e il potenziamento del trasporto pubblico, insieme all’ampia disponibilità di aree parcheggio, ha agevolato l’afflusso di residenti e turisti”.
Domani si replica dalle prime ore del mattino. Fra gli appuntamenti della giornata, alle ore 15, in piazza Chanoux, la premiazione degli artigiani nelle diverse categorie. Alle 20.30, al Teatro Splendor, il gran finale con lo spettacolo “Les Montagnards sont là. Philippe Milleret et ses amis”, un viaggio che parte dalla Fiera di Sant’Orso e si estende alle virtù del territorio e ai volti della comunità, raccontati attraverso la langue du coeur.
Prosegue inoltre, dalle 8.30 alle 18 all’Hôtel des États in piazza Chanoux, la possibilità di richiedere l’annullo filatelico realizzato per l’occasione. Per il programma completo e tutte le informazioni è disponibile il sito lasaintours.it.
Fiera di Sant’Orso: inaugurata ufficialmente l’edizione 1026
di Nathalie Grange
Sono le 8 quando il maestro Daniele Papalia dà il via alla banda musicale di Aosta che dall’Arco di Augusto scorta il corteo delle autorità regionali e comunali in direzione Porta Pretoria. Si apre così ufficialmente l’edizione 1026 della Fiera di Sant’Orso che da anni segue lo stesso rituale.

Poco prima della Porta Praetoria viene issato dalla Polizia municipale di Aosta lo stendardo della Police du Marché. Subito dopo il corteo di politici, addetti ai lavori e curiosi si ritrova a ridosso della Porta per la preghiera e la benedizione della manifestazione da parte del Vescovo, Monsignor Franco Lovignana.
Il momento di raccoglimento si conclude con Montagnes valdôtaines, l’inno della Valle d’Aosta, cantato a mezza bocca dai presenti.
Terminata la cerimonia di inaugurazione, tutto si sposta verso Piazza Chanoux dove il corteo un po’ si disperde e le autorità passano a salutare gli artigiani, già pronti con i banchetti allestiti con le loro opere. L’atmosfera è calda, nonostante le temperature, e il clima allegro: tanti sorrisi, strette di mano, saluti di chi sa che saranno due giorni di festa. L’attesa degli organizzatori è per un’edizione che farà il pieno di pubblico e visitatori anche grazie alla collocazione a ridosso del fine settimana.
Alla Fiera di Sant’Orso il casaro “custodisce” la Fontina sotto la Porta Praetoria nelle opere di Giangiuseppe Barmasse
di Massimiliano Riccio
All’alba, quando in via ancora si sente più legno che voci e i banchi stanno prendendo posto prima dell’inaugurazione ufficiale, c’è chi arriva con un pezzo di Valle d’Aosta scolpito in spalla. Giangiuseppe Barmasse porta alla 1026ª Fiera di Sant’Orso due lavori in noce che mettono insieme mestiere e memoria: un casaro a grandezza (quasi) naturale e una composizione che richiama la Porta Praetoria con i banchetti della Fiera.
“Quest’anno ho voluto rappresentare un casaro, che è un personaggio importante nella nostra valle perché con tutta la lavorazione della Fontina… mi è sempre piaciuto”, racconta l’artigiano, incontrato mentre sistema le opere sul banco. Accanto alla figura principale, Barmasse ha scelto di legare il soggetto alla città e alla manifestazione: “Poi ho rappresentato anche le Porte Pretoriane e i banchetti della fiera, come legno sempre in noce”.
Nella scultura del casaro, il grembiule e gli strumenti richiamano il lavoro di alpeggio e di latteria. Nel secondo lavoro, invece, l’architettura della Porta Praetoria diventa cornice per una piccola scena di Fiera: figurine in rilievo, banchi, movimenti e gesti che rimandano alla giornata di mercato artigiano. “Per la lavorazione io cerco sempre la rifinitura abbastanza dettagliata e nel limite delle mie capacità”, aggiunge Barmasse, rivendicando una cifra fatta di pazienza e attenzione ai particolari.
Quanto all’atmosfera della manifestazione, il termometro lo danno anche i giorni. “In settimana la Fiera è forse un po’ più tranquilla, mentre sabato e la domenica c’è più movimento ancora”, spiega, prima di chiudere con un giudizio che è insieme semplice e fedele allo spirito della Sant’Orso: “Però la Fiera è sempre bella e sempre molto interessante. Curiosa”.

L’alba della 1026esima Fiera di Sant’Orso
Come da tradizione, la mattina del 30 gennaio, quando ancora è buio e la città dorme, le vie del centro storico di Aosta si riempiono di artigiani e artigiane che, aiutati dalle loro famiglie, iniziano ad allestire i banchetti della Millenaria esponendo le loro opere più belle.
(Video di Massimiliano Riccio e Nicole Jocollé)
Le foto dell’Atelier de métiers in Piazza Chanoux
di Nicole Jocollé
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Atelier des Métiers Ph Nicole Jocollé
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Atelier des Métiers Ph Nicole Jocollé
Alla vigilia della Fiera di Sant’Orso, piazza Chanoux torna ad animarsi con l’apertura dell’Atelier des Métiers, primo assaggio della Millenaria. Nel padiglione allestito nel cuore di Aosta, 57 artigiani professionisti espongono le loro opere dal 29 gennaio al 1° febbraio, tra tradizione e nuove interpretazioni.
Il legno resta il protagonista, con sculture, oggetti d’uso quotidiano e mobili, ma lo sguardo si allarga anche ad altri materiali: cuoio, vetro, rame, ferro battuto, pietra ollare e ceramica. Passeggiando tra gli stand si incontrano i simboli della tradizione valdostana – coppe dell’amicizia, fiori di legno, campanacci, tatà – accanto a creazioni più recenti ispirate al mondo animale: stambecchi, aquile, ma anche pecore, galline e cavalli. Sulle pareti trovano spazio anche bassorilievi che raccontano la montagna e il lavoro di un tempo, tra scalatori, antichi mestieri e figure fantastiche come elfi e gnomi.
L’Atelier des Métiers resterà aperto il 30 e il 31 gennaio dalle 8 alle 19, mentre il 29 gennaio e il 1° febbraio dalle 10 alle 19.
Cresce l’attesa per la Fiera di Sant’Orso, Bertschy: “Edizione dai grandi numeri”. Bus con Ivrea potenziati e sconti a Pila
13 gennaio 2026
Una fiera della tradizione, ma anche un appuntamento che continua a innovare e rinnovarsi. La 1026ª edizione della Fiera di Sant’Orso si annuncia da grandi numeri, come ricorda l’assessore regionale alle Attività produttive Luigi Bertschy. Quest’anno la Fiera cade di venerdì e sabato e, per questo, la macchina organizzativa dovrà funzionare ancora meglio del passato, a partire dai trasporti: per l’ultimo anno senza treni saranno ulteriormente implementati i collegamenti con Ivrea (17 bus diretti al mattino, 19 al pomeriggio).
Tra le novità anche la telecabina fino alla Stella di Pila, che sarà offerta con un biglietto omaggio a tutti gli artigiani. Per i visitatori sono previsti sconti e voucher, con l’obiettivo di incentivarne il ritorno in Valle d’Aosta. La Pila Spa omaggerà inoltre gli artigiani con una telecabina “speciale” vestita a tema Fiera e portando alla Stella il ciondolo in formato gigante, realizzato quest’anno da Peter Trojer.
La creazione, chiamata “Maunton”, unisce artigianato e montagna: una parte in legno d’acero e un elemento in ferro che richiama un chiodo da montagna. Il ciondolo – rifinito a mano, quindi pezzo unico – avrà anche un’edizione limitata con inserto in noce. Sarà consegnato a tutti i 1.067 artigiani presenti nelle vie del centro storico, ai 57 professionisti dell’Atelier e ai 67 espositori del padiglione enogastronomico: numeri in crescita rispetto allo scorso anno.
Questa sarà inoltre la prima Fiera, dopo il varo della nuova legge, a presentare la classificazione ufficiale pensata per raccontare le caratteristiche della produzione artigianale, spiega Bertschy.
Il programma prevede un prologo il 28 gennaio alle 20.30 al Teatro Splendor con uno spettacolo di danza del Centro culturale La FACT di Terrassa (Catalogna), in collaborazione con l’assessorato Istruzione, cultura e politiche identitarie, tra le opere dello scultore valdostano Donato Savin. Il 29 gennaio torna il concerto inaugurale alla Chiesa di Sant’Orso e apriranno anche Atelier e padiglione enogastronomico. Ad accompagnare lo shopping, le 3.000 shopper realizzate dalla Chambre: «È la più importante manifestazione per le imprese – sottolinea il presidente Roberto Sapia – non solo per il valore intrinseco, ma per quello che genera in termini di credibilità, autenticità e coesione. È un brand che va oltre i due giorni».
Per un’esperienza culinaria nei giorni di Fiera si potrà fare tappa nei punti Rossoneri gestiti da diverse Pro loco, mentre il Mercato coperto ospiterà le proposte del territorio di Coldiretti. Tra gli appuntamenti, anche la Veillà dei piccoli il pomeriggio del 30 gennaio alla Cittadella dei giovani e le premiazioni degli artigiani: 14 i riconoscimenti previsti, due dei quali attribuiti dal Comune di Aosta.
Il sipario sulla Millenaria si abbasserà con il concerto al Teatro Splendor “Les Montagnards sont là – Philippe Milleret et ses amis”, inserito nel cartellone della Saison culturelle. “La Fiera è qualcosa di reale e concreto: rappresenta una comunità in tutte le sue sfaccettature – ricorda il presidente della Regione Renzo Testolin –. È un evento legato alla tradizione ma capace di guardare all’innovazione: la Fiera appartiene a tutti”.
Svelato il manifesto della 1026a Fiera di Sant’Orso
20 novembre 2025
E’ firmato dallo Studio Arsenale di Davide Bongiovanni, con le illustrazioni di Annie Roveyaz il manifesto della Fiera di Sant’Orso 2026, svelato oggi, e che da domani, venerdì 21 novembre sarà esposto in piazza Émile Chanoux, all’interno del Mercatino di Natale Marché Vert Noël.
“Nasce dal ricordo delle veillà d’antan, le lunghe sere d’inverno in cui ci si riuniva per trascorrere il tempo insieme – chi ricamando, chi scolpendo, chi cantando – e accompagna idealmente il visitatore in un viaggio nel tempo, fino alla Foire dei giorni nostri. – spiega una nota – Anche i colori seguono questo percorso: dal buio mai cupo, ma colmo di gioia, calore e condivisione, alla luce del giorno, simbolo della festa che ogni anno illumina il cuore di Aosta. Pensato per essere osservato con attenzione, il manifesto è ricco di dettagli e di piccoli racconti da scoprire. Attraverso il tratto e i colori, restituisce l’essenza più autentica della Foire de Saint-Ours: un evento vivo e partecipato, fatto di suoni, voci e volti, di artigianato e sapori, di oggetti e colori”.
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Il Marché Vert Noël sarà anche quest’anno l’occasione per promuovere la Millenaria. Uno spazio dedicato ospiterà dimostrazioni di tecniche e lavorazioni artigianali, offrendo ai visitatori, nei fine settimana, un’esperienza unica nel mondo dell’artigianato locale. Nello chalet adiacente all’area dimostrazioni sarà inoltre possibile ammirare manufatti che spaziano dalle lavorazioni in rame alla scultura in legno, dalla tintura naturale dei filati alla modellazione dell’argilla. Durante tutto il periodo di apertura dei mercatini si alterneranno quindici artigiani conferitori de L’Artisanà, ognuno dei quali presenterà e venderà i propri oggetti unici, frutto di creatività, manualità e di una tradizione millenaria che valorizza le tecniche artigianali.
“La Fiera di Sant’Orso – sottolinea in una nota l’Assessore Luigi Bertschy – rappresenta da oltre un millennio il cuore pulsante della tradizione artigiana valdostana. L’esposizione del manifesto nella suggestiva cornice del Marché Vert Noël, in piazza Émile Chanoux è sempre l’occasione per annunciare la 1026ª edizione della Foire in una location natalizia che unisce la magia delle feste alla storia della nostra comunità”.

Dal 16 ottobre le iscrizioni alla 1026a Fiera di Sant’Orso
15 ottobre 2025
Si aprono domani, giovedì 16 ottobre 2025, le iscrizioni, in modalità online, alla 1026a Fiera di Sant’Orso in programma nel centro storico della città di Aosta il 30 e 31 gennaio 2026.
La manifestazione comprenderà anche l’Atelier des Métiers, riservato alle imprese iscritte nel Registro dei produttori di opere dell’artigianato valdostano e il Padiglione enogastronomico con le imprese del settore agroalimentare, entrambi in programma dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026.
Le adesioni dovranno pervenire online entro venerdì 14 novembre 2025 alla Struttura attrattività del territorio, internazionalizzazione e artigianato di tradizione. La modulistica di adesione e il regolamento per lo svolgimento della manifestazione sono reperibili sul sito regionale www.regione.vda.it – canale tematico Artigianato valdostano.
Il personale della segreteria della Struttura competente è a disposizione degli artigiani per la compilazione on line della richiesta di adesione alle manifestazioni nei seguenti giorni: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9.00 alle 14.00; martedì e giovedì, dalle 9.00 alle 16.00. Venerdì 14 novembre 2025, ultimo giorno utile per l’iscrizione, l’orario di apertura dello sportello è prorogato alle ore 16.00. Si ricorda che, per accedere al servizio in sede, il richiedente dovrà essere munito di identità digitale attiva (Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi, SPID o Carta d’Identità Elettronica) e dei relativi codici di accesso.
Per le iscrizioni: www.regione.vda.it Per le info: www.lasaintours.it





































































Una risposta
Ho notato che nel parcheggio vicino alla Questura c’erano moltissimi camper, che hanno tolto spazio alle macchine. Ma non dovrebbero sostare nell’area loro riservata?