Aosta si è svegliata in rosa. Piazza Chanoux, da questa mattina, è diventata il cuore pulsante del Giro d’Italia 2026, con la partenza della 14ª tappa, l’Aosta-Pila, scattata poco fa in un clima di grande festa. Dopo un maggio segnato da freddo e maltempo, il Giro ha trovato ad accoglierlo sole, caldo e temperature finalmente estive. Una cornice ideale per una giornata attesa da tempo, con il centro cittadino riempito da tantissime persone: famiglie, appassionati, curiosi e turisti, tutti assiepati lungo le transenne per salutare la carovana rosa e vedere da vicino i protagonisti della corsa.
La mattinata si è aperta con la presentazione delle squadre sul palco di Piazza Chanoux, tra applausi, fotografie e telefoni alzati. L’ovazione più grande è stata per Jonas Vingegaard: tutti gli occhi erano puntati su di lui, accolto dal pubblico con il calore delle grandi occasioni. Poi il gruppo si è spostato verso via Conseil des Commis per la passerella cittadina. Da lì i corridori hanno attraversato via Torino e l’area dell’Arco d’Augusto, accompagnati dall’entusiasmo del pubblico, prima di lasciare Aosta e raggiungere Saint-Christophe, dove era fissato il chilometro zero e la partenza reale della tappa. Per qualche ora, Aosta è diventata una grande festa a cielo aperto: vetrine, strade e piazze vestite di rosa, bambini in attesa dei corridori, tifosi arrivati presto per conquistare un posto in prima fila e tanti turisti incuriositi dall’atmosfera del Giro.
Dopo il chilometro zero di Saint-Christophe, la corsa entrerà subito nel cuore della Valle d’Aosta, con una tappa breve ma intensa e dal profilo decisamente impegnativo. Il gruppo affronterà una serie di passaggi intermedi destinati a selezionare la corsa: dal Col de Saint-Barthélemy alla salita verso Doues, fino ai passaggi su Lin Noir e Verrogne, prima dell’ascesa conclusiva verso Pila.
Domani il Giro d’Italia in Valle d’Aosta: percorso e orari
Ci siamo, il Giro d’Italia è pronto ad inondare di rosa la Valle d’Aosta, con la Aosta – Pila prevista per sabato 23 maggio per un totale di 133 km (qui le strade chiuse).
Foglio firme e presentazione sono previste tra le 11.30 e le 12.45 in piazza Chanoux, da dove il gruppo partirà alle 12.55 verso il “km zero” scendendo verso via Festaz e dirigendosi verso l’Arco d’Augusto, da lì salendo in direzione della Scuola Militare Alpina e andando verso Saint-Christophe (Chabloz, Chef Lieu, Les Condémines, Les Angelins, Clappey). Il percorso andrà poi verso Quart e Ville-sur-Nus, prendendo la salita fino a Saint-Barthélemy, scendendo poi verso Issologne, Blavy e Nus. Si torna ad Aosta, da cui poi si salirà fino a Roisan e Doues.
Da lì partirà un tratto in discesa che riporterà fino a Variney e Arpuilles, prendendo poi la Strada dei Salassi verso Lin Noir, Mondache a Sarre, Verrogne e Saint-Nicolas. Il gruppo tornerà a valle per poi arrivare a Villeneuve, attraversare il ponte e costeggiare la Dora Baltea sulla destra orografica per raggiungere Aymavilles, Jovençan e Gressan, e salendo verso il traguardo di Pila passando da Les Fleurs. L’arrivo è previsto attorno alle 17.
Il Giro d’Italia vola alto: presentata la tappa Aosta – Pila
17 aprile 2026

Paolo Mei, speaker storico del Giro d’Italia, l’ha definita la “Cima Coppi” delle presentazioni. E in effetti difficile andare più in alto degli oltre 2.700 metri di quota della Stella di Pila, con un panorama maestoso. Qualche centinaio di metri più sotto tra un mese e qualche giorno, il 23 maggio, arriverà la 14° tappa del 109° Giro d’Italia, la Aosta – Pila.
Dopo il 1987 e il 1992, sarà la terza volta che la corsa rosa arriverà nella località valdostana, grazie anche al lavoro di Renzo Bionaz e Marco Albarello. “Un privilegio che non potevamo farci scappare”, ha detto il sindaco di Gressan René Cottino. Paolo Bellino, presidente e amministratore delegato di RCS, ricorda come il rapporto con la Valle d’Aosta sia “nato con una lite, ma da lì è cresciuta un’amicizia. Salendo in funivia mi sono emozionato per la bellezza di questo posto. La Valle d’Aosta ha una grande capacità di accoglienza e organizzazione. Il Giro unisce, non è divisivo, e darà una enorme visibilità internazionale: puntiamo a superare gli 850 milioni di telespettatori”.
“Un palcoscenico mondiale che poche manifestazioni sanno garantire”, conferma l’assessore regionale allo sport Giulio Grosjacques. “Il Giro racconta il territorio in tutte le sue declinazioni. Pila si veste del suo vestito più bello e abbiamo fortemente voluto qui l’arrivo di tappa: un’occasione speciale per dare risalto a quello che abbiamo fatto e stiamo facendo”. “Un evento in cui la comunità si raggruppa, perché dalle criticità nascono le opportunità. È un orgoglio e onore ospitare la tappa in un contesto magnifico e mostrare la nostra verticalità, richiamata anche dal Trofeo Senza Fine”, conclude il presidente della Regione Renzo Testolin.
La tappa
133 km, 4.350 metri di dislivello, un traguardo volante a Roisan e cinque Gran Premi della Montagna (Saint-Barthélemy, Doues, Lin Noir, Verrogne e Pila): la Aosta – Pila promette spettacolo e potrebbe essere molto importante per la classifica generale in chiusura della seconda settimana di gare (il giorno successivo è in programma la Voghera-Milano, 136 km in piano).
Il tracciato partirà da Piazza Chanoux alle 12.55, attraverserà il centro storico di Aosta fino all’Arco di Augusto, poi lungo le strade di montagna e toccherà 16 Comuni: Saint-Christophe, Quart, Nus, Saint-Marcel, Roisan, Valpelline, Doues, Gignod, Sarre, Saint-Pierre, Saint-Nicolas, Villeneuve, Aymavilles, Jovençan, fino all’arrivo a Pila previsto tra le 17 e le 17.30. La tappa sarà anticipata, come tutte le altre in Italia, dal Giro-E, la gara dedicata alle bici a pedalata assistita, che partirà da Aymavilles e taglierà il traguardo di Pila prima della Corsa Rosa.
“Sarà un grande spettacolo, una tappa dura, da uomini veri”, l’ha definita il direttore di corsa del Giro d’Italia Stefano Allocchio. “Può essere decisiva, soprattutto per la classifica dei GPM”.
L’Arco d’Augusto e la Stella di Pila si illuminano di rosa per il Giro d’Italia 2026
29 gennaio 2026
Quando mancano meno di tre mesi al ritorno del Giro d’Italia in Valle d’Aosta, con la Aosta – Pila in programma sabato 23 maggio, è iniziato il conto alla rovesci. Per l’occasione, l’Arco d’Augusto e la Stella di Pila si sono illuminate di rosa, insieme ai monumenti delle altre sedi di tappa.
Il Giro d’Italia 2026 torna in Valle d’Aosta: confermata la Aosta – Pila
1 dicembre 2025
I rumors delle scorse settimane sono stati confermati: il Giro d’Italia 2026 torna in Valle d’Aosta con una tappa tutta valdostana, la Aosta – Pila in programma sabato 23 maggio.
L’ufficializzazione è arrivata nel pomeriggio di oggi durante la presentazione della Corsa Rosa (aperta con un omaggio a Nicola Pietrangeli), che partirà da Nessebar, sul Mar Nero in Bulgaria venerdì 8 maggio.
La tappa valdostana sarà la quattordicesima e sarà dura (come confermato anche da Simon Yates), lunga 133 km con oltre 4400 metri di dislivello, toccando Saint-Barthélemy, Doues, Lin Noir, Verrogne per arrivare ai 1800 metri di Pila passando da Aymavilles e Gressan. Sarà preceduta dalla Alessandria – Verbania e sarà seguita dalla Voghera – Milano.
Soddisfatto il governo regionale: “Siamo estremamente soddisfatti di poter confermare che la Valle d’Aosta ospiterà anche nel 2026 una tappa del Giro d’Italia”,ha dichiarato l’Assessore Giulio Grosjacques. “La Aosta – Pila è un percorso che valorizza al massimo il nostro territorio, unendo bellezza paesaggistica, tradizione sportiva e capacità organizzativa. La Corsa Rosa rappresenta una vetrina internazionale straordinaria, capace di generare importanti ricadute turistiche ed economiche. Lavoreremo sin d’ora per accogliere al meglio atleti, team e appassionati”.
“Il ritorno del Giro d’Italia in Valle d’Aosta è motivo di grande orgoglio per l’intera comunità valdostana”, ha aggiunto il Presidente Renzo Testolin. “La conferma della tappa Aosta – Pila testimonia la credibilità della nostra Regione nell’ospitare eventi sportivi di altissimo livello e nel promuovere le nostre eccellenze territoriali. Sarà un momento importante non solo per gli sportivi, ma per tutto il territorio, che potrà beneficiare di un significativo impulso in termini di visibilità e promozione”.
Giro d’Italia di nuovo a Pila: lunedì l’ufficializzazione di una tappa tutta valdostana
27 novembre 2025
di François Domaine
Basterà aspettare fino al pomeriggio di lunedì prossimo, 1° dicembre, per togliersi gli ultimi dubbi. Ma ormai sembra fatta: il Giro d’Italia di ciclismo edizione 2026 dovrebbe tornare in Valle d’Aosta, peraltro con una frazione tutta valdostana come quella che nel 2019 si chiuse a Courmayeur.
L’utilizzo del condizionale è d’obbligo, visto che il sipario sulla prossima Corsa Rosa sarà alzato solo lunedì alle 15.30 al Parco della Musica di Roma. Ma tutti i pezzi del puzzle più bello del mondo (almeno per gli appassionati di ciclismo) sembrano essere andati al loro posto: l’appuntamento valdostano – a meno di sorprese dell’ultim’ora – sarà per sabato 23 maggio.
Arrivo a Pila per celebrare “la Stella”
In tanti avevano puntato su Cervinia, pronta a riprendersi un arrivo di tappa dopo tanti anni di assenza (l’ultima volta fu nel 2018). Invece il Giro d’Italia – con la regia dell’Amministrazione regionale – ha scelto Pila: la località di Gressan ha già ospitato il Giro d’Italia due volte, tra gli anni Ottanta e Novanta, ma il tris sarebbe stato servito anche e soprattutto per promuovere una delle ultime novità del turismo valdostano, ovvero “la Stella” che sorge in cima all’impianto di risalita Pila – Couis e che sarà inaugurato il 4 dicembre.
Una scelta di marketing “onorata” da una tappa tutta valdostana: non per niente il precedente della Saint-Vincent – Courmayeur del 25 maggio 2019 sembra avere diverse affinità con lo scenario che si prospetta a Pila. Anche in quel caso, infatti, la tappa “Made in Vda” era nata con l’intenzione di rendere omaggio alla Skyway, aperta 4 anni prima.
Un tris per la comba di Gressan: ancora dubbi sul percorso

Per Pila non sarà un debutto in rosa, anche se chi ricorda i precedenti arrivi nella località di Gressan ha ormai i capelli bianchi. La prima volta fu nel 1987, quando vinse lo scozzese Robert Millar e la classifica generale della corsa premiò un altro atleta dell’ex impero britannico, ovvero l’irlandese Stephen Roche. Cinque anni più tardi il successo del tedesco Udo Bolds – che i più ricordano come gregario di pianura di Jan Ulrich nella Telekom – nella prima delle due edizioni del Giro siglata da “Miguelon” Indurain.
Sarà Pila, quindi, a ospitare una tappa che partirà poco più sotto, ad Aosta: partenza e arrivo ravvicinati, ma il percorso toccherà diverse località della Valle d’Aosta, fornendo verosimilmente un tracciato “ad alto tasso di dislivello” che potrebbe infiammare il finale della seconda settimana di corsa.
In realtà sul tracciato di gara vi sono versioni discordanti: nei giorni scorsi Franco Dani sul sito cicloweb.it ha pubblicato un interessante “spoiler” dell’intero tracciato del Giro d’Italia, confermando l’Aosta – Pila con un percorso inedito che prevede le scalate a Saint-Barthélemy (da Quart), a Doues (da Valpelline), il passaggio sulla strada dei Salassi sopra Arpuilles (con il Gpm di Lin Noir), la scalata a Verrogne già proposta nel 2022 nella tappa di Cogne e l’ascesa finale da Gressan a Pila.
Secondo altre fonti, la corsa scenderà da Aosta Saint-Vincent per salire verso il Col Tze Core (versante opposto rispetto a quello affrontato un anno fa prima dell’arrivo di Ayas), poi dopo la discesa verso Verrès sarà proposta una risalita verso Châtillon e Antey per imboccare il Saint-Pantaléon: la seguente discesa riporterebbe la corsa nella valle centrale all’altezza di Chambave o Verrayes, da dove i corridori risalirebbero verso il capoluogo regionale prima del finale.
Anche in questa versione spunta Verrogne e la discesa verso Saint-Nicolas e Avise, ma prima del finale ci sarebbe un passaggio al col d’Introd anche per salutare il Comune di Arvier, dove è nato il primo vincitore del Tour de France Maurice Garin.
Anche sul finale di tappa c’è poca chiarezza, o meglio vi sono versioni discordanti: c’è chi presuppone una salita “classica” da Gressan, altri propendono per un primo passaggio a Les Fleurs salendo da Charvensod, discesa a Gressan e nuova salita dal versante di Les Fleurs prima del traguardo posto prima dell’entrata del tunnel di Pila, proprio a fianco della stazione di partenza della nuova cabinovia che porta a “La Stella”.
Alla vigilia della tappa si dovrebbe correre una frazione mista (adatta ai colpi di mano) tra Alessandria e Verbania, mentre il giorno dopo si dovrebbe correre tra Voghera e Milano. Il Giro d’Italia 2026 partirà venerdì 8 maggio da Sofia, il Bulgaria.

























Una risposta
Passione di pochi, disagio di tutti!