Referendum giustizia, è nato in Valle d’Aosta il Comitato per il Sì

A guidare il Comitato del Sì locale è l'avvocata Corinne Margueret, affiancata dalla collega Claudia Tomiozzo nel ruolo di vice presidente.
Margueret Corinne
Politica

Quando mancano due mesi circa al voto sul referendum confermativo sulla Riforma della Giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo, inizia anche in Valle d’Aosta la campagna elettorale.

A scoprire le carte è il neonato Comitato del Sì, articolazione locale dell’associazione Comitato Cittadini per il SÌ presieduto a livello nazionale da Francesca Scopelliti, storica compagna di Enzo Tortora.

La riforma che verrà sottoposta a referendum prevede, in sintesi, l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri), l’estrazione a sorte dei loro componenti e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.

A guidare il Comitato del Sì locale è l’avvocata Corinne Margueret, affiancata dalla collega Claudia Tomiozzo nel ruolo di vice presidente. La carica di tesoriere è stata affidata all’avvocata Katia Guidi, con l’avvocato Salvatore Cavallaro, lo studente di Giurisprudenza Patrick Raso e il collaboratore amministrativo professionale Uberto Spalla tra i componenti del direttivo.

Nelle prossime settimane il Comitato organizzerà momenti di informazione e confronto sul territorio in vista del voto di marzo.

9 risposte

  1. Con un ministro “giustizia” come Nordio, di gran lunga il peggior ministro mai apparso nello stivale voterò no. con convinzione.

  2. L’aspetto che fa più ridere, per non dire pena, nei commenti di chi è a favore del NO è che la Riforma della Giustizia andrebbe a favorire i politici corrotti. Come se i casi di mala giustizia in Italia non interessassero le persone comuni. Becero e ottuso comunismo!
    E poi tra i due Comitati c’è una sostanziale differenza: in quello per il NO ci sono i tifosi tuttologi di sinistra, in quello per il SI ci sono coloro che lavorano tutti i giorni a palazzo di giustizia.

    1. Il governo Meloni vuole questa schiforma, ergo un governo di una erede del fascismo che si richiama a quella ideologia, quando magistratura era totalmente sotto controllo del potere politico, ergo giustizia usata come clava, ergo il contrario della libertà, ergo una giustizia di classe per ricchi e poveracci, ergo una giustizia ingiusta.

    2. “E poi tra i due Comitati c’è una sostanziale differenza: in quello per il NO ci sono i tifosi tuttologi di sinistra, in quello per il SI ci sono coloro che lavorano tutti i giorni a palazzo di giustizia.”

      Sei sicuro?

  3. E’ un tema talmente complesso e delicato che non ha senso chiedere una posizione ragionata e bilanciata ad un cittadino; dovrebbe essere una scelta tecnica, non affidata alla pancia degli Italiani.

    1. Da una prima analisi, il Comitato per il NO è una galassia di sigle di sinistra; il Comitato per il SI’ è un insieme di avvocati. Mi pare di scorgere una “leggera” differenza di peso tra chi manifesta tutto l’anno per qualunque cosa, pro-pal, flotilla, askatasuna, pro-maduro ecc. e chi invece si trova quotidianamente a dover lavorare a stretto contatto con la giustizia italiana.

      1. Ma davvero?
        Adoro le “prime analisi”.
        Ti è sfuggito che il primo Comitato per il No è composto solo da magistrati?
        Fa eccezione il Prof Grosso, effettivamente lui è un universitario di “tuttologia” e allora di “insieme di avvocati” pronti a salvare la patria non ce n’è, hai proprio ragione.

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