Aosta dice sì al collegamento intervallivo tra Pila e Cogne

La discussione, oggi, in aula. Due i voti contrari di Dattola (La Renaissance) e Foletto (Avs), anche se non sono mancati i distinguo.
Il Consiglio comunale di Aosta
Comuni

Il Consiglio comunale di Aosta dice di sì al collegamento intervallivo tra Pila e Cogne. Anche sono non sono mancati i distinguo.

In aula, infatti, è stato approvato un ordine del giorno presentato dai gruppi dell’Union Valdôtaine e Stella Alpina – Rassemblement Valdôtain, poi emendato.

I “sì” dell’opposizione

Nel presentare l’iniziativa, la consigliera Uv Giuseppina Bal ha spiegato: “Non decidiamo noi questa realizzazione, ma è un’ipotesi di grande rilevanza da analizzare con metodo e senza pregiudizi. Anche perché metterebbe assieme tre realtà: Aosta, un polo culturale bimillenario, assieme al comprensorio turistico di Pila e a Cogne, la porta del Parco nazionale Gran Paradiso. Il tutto, coniugando cultura, sport, turismo e natura per creare un hub culturale e turistico capace di dialogare con tutta la Plaine”.

Favorevole il capogruppo de La Renaissance Giovanni Girardini, con qualche proverbiale “puntino sulla i” da mettere: “Questo ordine del giorno mi vede personalmente e fondamentalmente a favore. Mi lascia però basito l’entusiasmo, che condivido, manifestato quando sono decenni che parliamo di un collegamento necessario con l’area FA8 (che comprende, tra le altre zone, anche il piazzale della telecabina verso Pila, ndr.) e che andrebbe proprio in questa direzione. È un bene creare sinergia con i comuni e le località sciistiche attorno, ma dobbiamo aggiungere questo tassello, l’anello veramente debole della politica cittadina da troppi anni”.

Voto a favore anche per Sylvie Spirli (Lega): “Il nostro gruppo è da sempre favorevole a valorizzare, in primis, gli attuali collegamenti intervallivi ma anche ad implementarli – ha detto –. Questo collegamento, per Aosta, sarebbe un unicum che poche città hanno. Poi, sappiamo benissimo che la strada regionale per Cogne, negli anni, ha subito delle chiusure temporanee di diverse settimane. E per evitare eventi del genere, avere un piano B rappresenterebbe sicuramente una nota positiva, non solo per i residenti ed i turisti.

“Non c’è una chiusura di principio quando le iniziative presentate dai gruppi consiliari di maggioranza sono condivisibili – ha detto Giuseppe Cipolline (FdI), annunciando il voto favorevole –. Mi auguro che in altre occasioni, sarà così anche dall’altra parte”.

Sonia Furci (gruppo misto di minoranza, spiega: “Confermo il mio voto favorevole, è un bel segnale di visione e di lavoro verso il bene comune e verso tutta la cittadinanza. Sarebbe bello e importante vedere la realizzazione di questo progetto e la riqualificazione dell’area Paravera, in brutte condizioni ormai da tempo”.

I “no” dell’opposizione

Ma non tutta l’opposizione è in linea. Una delle eccezioni, dai lidi de La Renaissance, è Cristina Dattola: “Voterò contro – ha annunciato –. Sono stata tra i maggiori espropriati della Regione per il collegamento ferroviario Cogne-Plan Praz e da alcuni terreni per l’area parcheggio ad Acque Fredde. Di lavori a vuoto se ne sono visti tanti e tutto sembrava sempre fattibile, con le ruspe a rovinare i pascoli per poi tutto abbandonato. Buttando, inoltre, soldi nostri. Prima di collegare Aosta con il Parco bisognerebbe pensare di migliorare i trasporti”.

“No” che arriva anche da parte di Katya Foletto (Avs): “Il Comune vuole sostenere un’opera ma non sappiamo nemmeno se sarà possibile la sua realizzazione. È prematuro dare a questa infrastruttura un valore intrinseco. È un progetto ancora oggetto di valutazione. Si rischia, o è voluto che accada, orientare il dibattito pubblico prima di avere elementi completi e verificati. Questo ordine del giorno ci impegna a sostenere un’opera che, ad oggi, non sappiamo neanche se verrà realizzata”.

Il “sì” compatto della maggioranza

Dall’altra parte della barricata, il “sì” non è in discussione. Giorgio Giovinazzo, Pour l’Autonomie, dice: “È ovvio che l’approvazione dell’ordine del giorno sarà in subordine ai pareri dei tecnici sull’opera. È uno studio è di fattibilità, è chiaro che ci si dovrà attenere alle direttive di quel nucleo tecnico”. Aggiungendo che “a nostro avviso, l’infrastruttura non dovrà essere connotata, e non lo è, come via di esodo per eventuali calamità naturali ma come opera complementare”.

“È un tema che riteniamo strategico da parecchi anni, e oggi più che mai è una grande opportunità per il nostro territorio – ha aggiunto Nicolò Munier (Stella Alpina) –. Non è novità improvvisata ma un’idea che attraversa diverse consiliature. Si tratta di un’opera di valore sotto più aspetti a partire di quello economico perché un collega moderno è anche un moltiplicatore di sviluppo. E si tratta di costruire una rete territoriale in cui Aosta, Pila e Cogne possono crescere assieme”.

“Approviamo un atto di indirizzo che diventerà vincolante, una delibera di Consiglio, con impegni da onorare – ha aggiunto Paolo Tripodi (Pd) -. Questo ci permetterà di realizzare un obiettivo che guarda un po’ oltre confini Aosta“.

Favorevole anche l’assessore alle Opere pubbliche Corrado Cometto: “È un ordine del giorno importante, può dare anche un input positivo a chi governa in Regione riguardo l’idea di un’opera veramente strategica per il nostro Comune. Faccio un appello ai contrari: oggi diamo un piccolo contributo perché un’opera epocale per la nostra città venga realizzata. Pensateci. L’Union Valdôtaine voterà ”.

Appello che cade nel vuoto. L’ordine del giorno viene approvato con 25 favorevoli sui 27 consiglieri presenti. I due voti contrari sono quelli di Dattola e Foletto. Dopo il Consiglio comunale di Cogne – anche se era una mozione –, anche Aosta dice sì al collegamento intervallivo.

2 risposte

  1. Mi sembra che le uniche persone corrette e preparate siano quelle che hanno detto “no”.
    1. Non si conosce neppure la fattibilita’: ricordiamo che nel 2017 il Servizio Impianti a Fune della Regione Valle d’Aosta bocciava il collegamento Pila–Cogne, giudicandolo non sostenibile né tecnicamente né economicamente (La Stampa, 15 agosto 2017).
    leggi tutto: https://www.lastampa.it/aosta/2017/08/15/news/il-servizio-impianti-a-fune-della-regione-ha-bocciato-il-collegamento-tra-cogne-e-pila-1.34436623/

    2. Oggi, nonostante crisi climatica, costi crescenti e il fallimento della ferrovia del Drinc ( trenino che collegava Cogne a Pila) quel parere tecnico sembra dimenticato.
    Le risorse pubbliche dovrebbero essere investite con responsabilità, non solo perché “ci sono”.

  2. altri piloni altro scempio ….che poi immagino il costo. Se per salire alla famosa stella ci vogliono 38 piccioli….ce ne vorranno altrettanti x scendere a cogne.

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