Tra i primi valdostani ad essere convocati alle Olimpiadi c’è Tommaso De Luca, la cui convocazione rappresenta prima di tutto un’occasione unica. “Il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato quello di aver ricevuto l’opportunità di giocare contro atleti di fama mondiale e questo è qualcosa che capita poche volte”.
Attaccante classe 2004 della squadra elvetica dell’Hockey Club Ambrì-Piotta, nato ad Aosta, Tommaso arriva ai Giochi di Milano-Cortina dopo un percorso costruito lontano dai riflettori, fatto di scelte precoci e di un confronto continuo con contesti di alto livello. “Oggi mi sento un giocatore più completo rispetto ad anni fa. La mia capacità di incidere in fase offensiva e di creare occasioni per la squadra è aumentata così come il mio fiuto per il goal.”
Cresciuto sui pattini in Valle d’Aosta, De Luca muove i primi passi ad Aosta prima di trasferirsi giovanissimo a Martigny, in Svizzera, seguendo la famiglia. Una scelta non semplice, maturata anche grazie all’esperienza del padre Paolo, ex giocatore e allenatore di hockey su ghiaccio, che ha accompagnato il figlio in un percorso di crescita graduale ma ambizioso. Da lì prende forma la trafila nelle giovanili dell’Ambrì-Piotta, storico club ticinese, fino all’esordio nella massima serie svizzera, la National League, nella stagione 2021/2022, uno dei campionati più competitivi d’Europa.
La voglia di misurarsi con nuovi orizzonti lo porta nel 2022/2023 a volare oltreoceano, agli Spokane Chiefs, per un’esperienza nella WHL, lega fondamentale per lo sviluppo dei giovani talenti. Un passaggio che contribuisce ad ampliare il suo bagaglio tecnico e mentale, prima del ritorno all’Ambrì-Piotta nella stagione successiva, con una consapevolezza diversa e un ruolo sempre più definito all’interno della squadra.

Parallelamente arriva anche la scelta della nazionale dove De Luca veste la maglia azzurra, ed inizia il percorso con l’Italia prima nell’Under 20 e poi con la nazionale maggiore. Nel 2024 fa parte del Blue Team che prende parte ai Mondiali di Divisione I, Gruppo A, disputati a Bolzano, chiusi con una medaglia di bronzo che rappresenta un passaggio importante per il movimento azzurro.
Le Olimpiadi in casa, a Milano-Cortina, aggiungono un significato particolare al suo percorso. “Sicuramente giocare in casa darà una carica speciale a tutti gli atleti italiani e rispetto agli altri avremo sicuramente una carica in più”. Un evento che è anche responsabilità, soprattutto per chi arriva da un territorio piccolo ma fortemente legato allo sport come la Valle d’Aosta. “Ho iniziato a pattinare ad Aosta e cercherò di portare una buona immagine dell’hockey valdostano”, sottolinea.
Il torneo olimpico sarà breve e ad altissima intensità, con avversari di livello mondiale. Per De Luca le chiavi saranno chiare. “A fare la differenza saranno l’organizzazione sul ghiaccio e la mentalità con cui scenderemo sul ghiaccio, con l’obbligo di essere pronti dal primo minuto”. Un banco di prova che rappresenta anche una vetrina importante per il futuro, soprattutto in ottica internazionale.
“È tutto nelle mie mani – conclude – devo dimostrare che giocatore sono. Sarò concentrato e determinato per fare delle buone olimpiadi”. Ed è proprio questo tratto, secondo lui, ad averlo portato ad essere convocato per i giochi di Milano-Cortina. “La determinazione mi ha sempre permesso di rialzarmi, continuare a testa alta e lottare anche nei momenti in cui ero giù”. All’appuntamento arriverà mettendo il proprio contributo al servizio della squadra e trasformando un sogno coltivato fin da bambino in un nuovo punto di partenza.
